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***********LUNGO************************

Davvero non avrete creduto che ci abbia impiegato così tanto a leggere I Doni della Morte vero?.
Facciamo un salto indietro, vi racconto un po’ del mio approccio con l’ultimo capitolo della saga.
La notte dell’uscita, come preannunciato,mi reco alla Feltrinelli di Mantova accompagnata dal mio fidato amichetto Federico ; io tronfia della mia sciarpa di Griffondoro e con in mano l’imprescindibile labaro con gli stemmi delle casate di Hogwarts, lui costretto a indossare l’imbarazzante cappello conico blu da mago.
Sorvoliamo sul fatto che ci siamo persi in zona industriale, per ritrovarci a Mottola …
Mi accodo comoda comoda alla cassa ,in fila ordinata, mentre 4 esagitati dietro di me continuano a sciorinare ad alta voce con tono compiaciuto pezzi dei libri precedenti; ho avvisato immediatamente che al primo spoiler non avrei risposto delle mie azioni.
Timidi giovanotti mi si avvicinano nel frattempo per pormi il fatidico interrogativo; dove avessi cioè reperito la mia meravigliosa sciarpa.
Ma, si sa, come fa le cose la mamma non ce n’è, li indirizzo quindi verso la baia telematica, comoda e pratica.
Recupero le quattro copie ( la mia e le altre ordinazioni) e, dopo essermi sincerata che la tessera punti fosse idonea per il sorteggio del concorso Viaggio premio al castello di Hogwarts e indispensabile visita al rettilario ( suppongo con opzione lezioni di serpentese a richiesta), faccio ritorno a casa.
Federico si ferma un paio d’ore, una tisana , due chiacchiere, si fanno le 3,00 e io non vedo letteralmente l’ora di mettere le grinfie sul malloppo cartaceo.
Lo faccio accomodare con educazione fuori dalla porta e mi avventuro al calduccio divorando le prime 70 pagine circa.
Sono le 4,00 passate, troppo tardi per proseguire in vista soprattutto del tour de force che mi ero prefissa per l’indomani…
Mi sveglio intorno alle 9,30, colaziono al volo e mi rificco sotto le coperte, alzandomi sono tre volte dalle ore 10,00 alle ore 4,20 del mattino seguente per rispondere ai richiamo della natura e sgranocchiare qualcosa prima di essere afflitta da piaghe da decubito
697 pagine in una giornata piu o meno.
Ed ora veniamo alle considerazioni del caso
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DA QUI IN POI SPOILER ATTENZIONE!!!!!
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Mi è piaciuto questo libro?
Per alcuni versi si, per altri versi no….
Partiamo dal titolo.
Si è fatto un gran parlare del fatto che “Doni della morte” fosse una traduzione povera dell’originale intraducibile gioco di parole “Deathly Hallows” o peggio ancora uno spoiler.
L’autrice stessa ha suggerito questo tra i papabili titoli per le traduzioni estere, per cui non vedo il motivo di tanti lamenti; sappiamo che i giochi di parole non si prestano ad una facile resa per cui facciamocene una ragione.
In merito alla questione spoiler anche quest’accusa la vedo molto labile.
E’ vero che si parla di questi fantomatici Doni della morte, ma in realtà nel libro hanno lo stesso peso che possono avere gli Horcrux, sono importanti ma non sono l’unico elemento chiave.
Sarebbe come dire che è uno spoiler il titolo “Il calice di fuoco” perchè nel libro se ne tratta….
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cercherò di riassumere in punti chiave cosa mi è piaciuto, cosa no , e quello che avrei voluto….
COSA NON MI E’ PIACIUTO
Alcune morti davvero gratuite prima tra tutte quella della civetta Edwige, inutile ai fini della trama, quindi davvero incomprensibile.
Anche quella dell’elfo domestico Dobby mi ha toccato profondamente, ma per lo meno poteva avere una giustificazione plausibile.
Anche la dipartita di Lupin assieme a quella di Peter Minus è un evidente volontà di chiusura dell’anello dei 4 amici animaghi iniziata con Ramoso, passata poi per Felpato e conclusasi nel modo piu tragico in queste pagine per gli ultimi due superstiti del quartetto.
Non so, mi viene un groppo in gola a quando penso che di loro non rimane piu nulla, eccetto la Mappa del Malandrino.
E’ come se avessi davanti agli occhi la foto di loro 4 studenti, che si abbracciano durante gli anni di liceo e ti guardano sorridenti e ammiccanti da quella foto dalle tinte seppiate, fissati per sempre in un ricordo eterno che non c’è più.
Pure la povera Tonks ci rimette le penne.
Che tristezza, e dire che si eran da poco sposati, e appena diventati genitori.
Qui più che mai è chiaro il passaggio di consegne con Harry Potter novello Black,padrino del piccolo Ted… un po’ troppo telefonata forse.
Che dire di Malocchio? E soprattutto di Fred Weasley?
Come potranno andare avanti i Tiri Vispi Weasley solo con un gemello?
Erano eccezionali nella loro dualità, proprio perchè avevano sempre operato assieme, se proprio doveva decedere un Weasley fosse stato almeno IL frescopentito Percy…quanto a Tiger..beh pazienza ^_^
C’è una sgradevole sensazione che mi accompagna per buona parte del libro.
Che la Rowling abbia cercato, a volte anche in modo frettoloso, di mettere qua e la varie pezze per ricucire gli strappi e i cul de sac nella trama creatisi e trascinatisi dai libri precedenti.
Gestire la magia senza padroneggiarne davvero gli strumenti e/o le capacità equivale spesso
ad una clamorosa zappata sui piedi.
Un espediente simile è stato impiegato piu volte, ad esempio quando si sottolinea che la notte della battaglia al Ministero sono andate -guarda un po’- distrutte tutte le riserve di Giratempo disponibili..mossa astuta ( ma se qualcuno si mettesse a fabbricarne di nuove? Potrebbe sistemare eventi passati ed evitare l’ascesa di Voldemort oppure no?)
Altro passo in cui ci si arrampica evidentemente sugli specchi è quando i tre protagonisti girano alla ricerca degli Horcrux ma non sanno se la casa di Grimmaud Place sia controllata o meno.
A quel punto tutti noi ci aspettiamo che chiedano l’aiuto di Kreacher,già passato dalla loro parte.
E invece ecco il coniglio dal cilindro : non possiamo farlo materializzare qui perchè altrimenti potrebbero operare una materializzazione congiunta dal Ministero.
O, peggio ancora, il modo poco elegante per uscire dall’empasse di procurarsi il cibo con la magia ricorrendo alla fantomatica eccezione alla terza legge di Gump (non Forest)
see come no…
Cosa dire delle monete walkie talkie che erano servite all’ordine?
Perchè i tre non le hanno, e tutti gli altri si?
Perchè non comunicano con quelle?
Secondo me c’è troppa carne al fuoco; gli Horcrux sono già di per sè una dominante impegnativa che abbraccia o avrebbe potuto farlo tranquillamente tutto l’arco narrativo; del resto nel 6° libro se n’era trovato uno solo, l’anello di Gaunt, per cui ne restavan altri 6, sufficienti per tenere in piedi la baracca, a mio avviso.
E invece no, ecco far capolino anche i Doni dell Morte ( che alla fine non è nemmeno servano poi così tanto, se non per collegare con fili ,talvolta davvero molto sottili per altro, le sottotrame, come la discendenza di Potter dall’ultimo dei tre fratelli del racconto e poco altro)
E questo intrecciarsi di elementi che fa a pugni per primeggiare, porta a degli squilibri notevoli.
Per quanti capitoli si estende la storia per debellare l’Horcrux dal medaglione? (compreso il ritrovamento lacustre della spada di Godric Griffondoro?)..in quanto viene liquidata la coppa di Tosca Tasso Rosso?Con che fretta si rinviene la corona di Priscilla Corvonero?
Anche qui ,che fortuna riuscire a sconfiggere l’Horcrux dato che l’incantesimo di fuoco lanciato da Goyle, è così oscuro da avere la stessa potenza della zanna di basilisco o del pugnale…davvero, che culo!
A tal proposito giova ricordare il mezzuccio per cavarsi dall’impiccio in questo frangente.
Ron che -ricordiamolo- ha sentito Harry parlare una volta in serpentese, riesce dopo un paio di maldestri tentativi a riaprire la Camera dei Segreti, la stessa che Silente alla fine del secondo libro aveva sigillato e reso introvabile?
Apperò…allora un qualunque studente rettilofono di Serpeverde avrebbe potuto…
E poi, la spada di Griffondoro era stata rubata da Unci Unci..come ha fatto a ricomparire sotto il Cappello Parlante quando Paciok ha ucciso Nagini?
O era la falsa copia presente nell’ufficio di Piton? E aveva lo stesso effetto?Mah…
Poco spazio anche per Minerva Mc Grannit.
A volte ho l’impressione che sia stato uno dei personaggi piu sottovalutati, nel primo libro c’era la sensazione forte che in seguito avrebbe contribuito in modo molto più netto alla saga, invece alla fine non si è rivelata nè piu nè meno che una valida insegnate, con un forte senso del dovere e del rispetto.
Peccato.
E infine Silente, che è poi il vero protagonista in questo libro: sbuca in ogni dove, lascia un compito arduo con indizi fragili e di non facile comprensione.
Persiste per tutta la lettura la vivida sensazione che la Rowling avrebbe dovuto mettergli in bocca in tutti 7 capitoli molto di piu ( per quanto il suo dire e non dire è senza dubbio un elemento fascinoso che contribuisce a conferirgli quella magica aura austera e venerabile), ma questo tergiversare sul suo passato, sulle sue inclinazioni e sui suoi errori, ha portato a un capitolo posticcio, quello intitolato King’s Cross, che sa un po’ di finale da serie B.
Harry ignudo sospeso in una sorta di limbo a metà tra la vita e la morte, e finalmente Silente, che in questa dimensione onirica gli parla, come mai aveva fatto per tutte le mille mila pagine precedenti,sciogliendo uno spannung rinsecchito che si trascinava ormai da troppo tempo.
Ora capisco perchè la scrittrice in un’intervista disse suppergiu quanto segue : Silente è il personaggio che in questo libro mi sta dando piu difficoltà”

COSA VORREI SAPERE
-il libro si conclude 19 anni nel futuro, i ragazzi sono cresciuti, sposati e ora sono genitori di piccoli maghetti che si stanno avventurando alla Scuola di magia e Stregoneria di Hogwarts….
In molti ci sia spettava un Harry successore di Silente al timone della Scuola o perlomeno insegnate di Difesa Contro le Arti Oscure, invece non si fa cenno nè del suo lavoro nè della sorte di Ginny ( Mia sorella mi dice dalla regia che ha letto in un’intervista all’autrice a riguardo, che il primo diventa capo degli Auror al Ministero della Magia, e la moglie invece capitano della famosa squadra di Quiddicht delle Arpie)
-Dopo la morte di Fred non si parla più di Molly e Arthur Weasley..vorrei tanto sapere di loro, e di Percy, ravvedutosi in zona Cesarini
-Neville Paciock diventa professore di Erbologia e Seamus? e Luna Lovegood?E Dean?
-Il professor Gilderoy Allock uscirà mai dal San Mungo?

COSA MI E’ PIACIUTO
In generale ho apprezzato decisamente di piu i primi capitoli, in linea di massima fino all’incontro con Bathilda Bath.
Avendo presente le facce degli attori che interpretano nella versione cinematografica i vari personaggi, mi è scappato piu di un sorriso all’inizio immaginando i 7 Potter trasformati dalla pozione Polisucco in giro per i cieli di Londra.
-Bello anche l’addio ai Dusdley tutto sommato, specie al cugino che cerca a suo modo di ringraziare harry prima di andarsene, anche se mi aspettavo forse un reincontro o perlomeno due parole su loro destino alla fine.
Chissà perchè, ma da una conversazione precedente tra Silente e Petunia, mi aspettavo che dovesse dire/fare qualcosa prima dello scadere dell’incanto Fidelius.
-Tutto il capitolo al Ministero per impadronirsi del medaglione di Salazar Serpeverde è strepitoso ed emozionate, uno dei piu avvincenti in assoluto.
La morte di Moody è stato un colpo basso, ma il suo occhio appiccicato sulla porta dell’ufficio di Dolores aveva qualcosa di straziante.
-Il cambiamento dell’elfo domestico Kreacher è stato molto toccante
-Il ritorno di Percy e la sua canddia ammissione di essere un cazzone avariato!Da quanto lo aspettavamo ^_^
-L’ultimo atto di forza di Rufus Scrigemour che con il silenzio ha difeso Harry, nonostante i loro differenti punti di vista.
-L’agnizione Aberforth, oste della Testa di Porco e gran fratello di Silente
-Il quadro dell’avo di Black con cui Piton seguiva a distanza le mosse di Harry e co.
-La visita notturna al cimitero di Godric’s Hallow
-Tutta la vicenda a casa di Bathilda Bath e lo scontro con Nagini
-Il fatto che Harry fosse l’ultimo degli Horcrux
-Xenophilus LoveGood, degno padre di sua figlia ..non so perchè ma nel mio immaginario assomiglia ad uno stravaganteAmedeo Minghi
-La vicenda del ritrovamento della spada di Griffondoro con la cerva patronus inviata da Piton ( vi confesso che avevo già immaginato che la cerva rappresentasse in qualche modo Lily e che lui fosse legato a lei per via della sua gentilezza).
A proposito qualcuno spieghi alla Riglietti un po’ di anatomia zoomorfa.
Quella specie di agnello bianco in quarta di copertina dovrebbe rappresentarne una….
- La riluttanza di Draco, e il suo cenno di saluto alla fine…della serie “Non saremo mai amici Potter, ma ti rispetto”
-Lo stratagemma della bacchetta di sambuco (compresa la profanazione del cadavere di Silente) e il modo per annullarne gli effetti.
E infine Piton…che come tutti abbiamo sperato ardentemente si è riscattato alla grande pur restando nell’ombra.
Vi confesso che mi ha provocato un’infinita tristezza, assistere impotente ai suoi ricordi tramite la fialetta dei fili d’argento versata nel bacile di pietra.
Mi ha suscitato un incredibile tenerezza il pensiero di questo ragazzino, introverso, strano che vede in quella particolare amica magica, così bella cosi’ piena di vita che vive con naturalezza i suoi poteri, quello che lui non poteva essere.
Così come vederlo a Hogwarts sempre piu lontano da lei nonostante l’amasse, fino al giuramento a Silente di prendersi cura nell’ombra di quel bambino che dovrebbe odiare, cosi’ simile a quel James che gliel’ha rubata ,ma con gli inconfondibili occhi verdi di Lily.
Gli stessi occhi che gli chiede morente di guardare prima di esalare l’ultimo respiro.
E i suoi dialoghi con Silente raggiungono livelli di vera poesia.
Silente che gli promette che celerà a tutti, come lui desidera, il suo gesto piu nobile.
Silente che gli dice che alle volte il Cappello Parlante smista troppo in fretta gli studenti nelle varie case.
Questo ha fatto balenare per un istante, ha fatto accarezzare per un attimo l’idea a tutti noi , non poi così remota alla luce dei fatti,di un Piton segreto dall’animo tanto nobile da sacrificare una vita , la sua, per un ideale d’amore così alto, con un futuro diverso se fosse capitato tra le fila dei Griffondoro.
Come se il destino si potesse riscrivere..ancora e ancora…
Così non ho proprio digerito che non ci fosse nemmeno un fugace dialogo tra Harry e Severus; sì, certo ,orgogliosi e con tanto rancore alle spalle sarebbe stato forse imbarazzante da ambo le parti, ammettersi vicendevolmente gli errori commessi…ma così non posso fare a meno di provare un’infinita pena per lui, davvero non posso proprio.
Se c’è una lacrima che mi è scesa proseguendo la lettura allora, non può essere che nelle battute finali quando al binario 9 e tre quarti, Albus, figlio di Harry e Ginny, che si appresta a salire sull’Hogwarts Express in vista del suo primo giorno di scuola, si avvicina al padre timoroso di finire assegnato alla casa di Serpeverde.
Al che Harry risponde fermamente” Albus Severus, tu porti il nome di due presidi di Hogwarts, uno dei quali era un Serpeverde ed è l’uomo piu coraggioso che io abbia mai conosciuto”.
Bellissimo.

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