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Giorgia's Blog


[ CASSANDRA SIGNORI E VENGO DA VIGASIO…. ] [ 638 ]

Argomento ricorrente nei miei post è senza dubbio la salvaguardia della lingua italiana.
E’ un amore che mi è stato trasmesso durante gli studi classici liceali e che è proseguito in sede universitaria soprattutto grazie all’approfondimento di esami quali Storia della Lingua Italiana e Glottologia.
Come Cassandra avevamo paventato la morte dei nomi collettivi e le relative concordanze – concedetemi il plurale maiestatis-, ed ecco cosa trovo sul sito del Corriere della Sera, nel botta e risposta col docente di turno…
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Domanda
Ricordo che a scuola mi hanno insegnato che i nomi collettivi (ad esempio “maggioranza”, “maggior parte”) richiedono nel verbo una concordanza al singolare. Invece sento e leggo sempre di più frasi del tipo “La maggioranza degli italiani pensano che…”. Cosa è successo? Hanno cambiato la regola e non me ne sono accorto? Oppure è una conseguenza (negativa) della “globalizzazione linguistica”, visto che in inglese i termini corrispondenti richiedono il verbo plurale?
Marco Alvisi

Risposta

Per la grammatica la regola generale è rimasta sempre la stessa, tuttavia con una quantità di eccezioni nell’uso. E’ un’eccezione possibile sta proprio nell’esempio da lei usato, perché qui il verbo sta vicino al nome plurale. L’eccezione è però facoltativa. E’ giusto allora scrivere “La maggioranza degli italiani pensa”; non è errato dire “la maggioranza degli italiani pensano”. Più forte è l’abitudine a usare il verbo al plurale quando i nomi collettivi hanno un valore metaforico o significano semplicemente quantità, quando cioè stanno per “alcuni”, “molti”. Consideri questo esempio. “Un sacco di turisti inviperiti si sono presentati all’agenzia”. Se la sentirebbe di scrivere “Un sacco di turisti si è presentato inviperito all’agenzia”? Credo proprio di no.

Ma come no?? Si!!!!
Ma se questa risposta ben argomentata ci poteva anche stare, ecco invece cosa ha risposto il Dott.Beccaria, ad un quesito analogo su Donna Moderna XD, arrampicandosi vistosamente sugli specchi….

Rabbrividiamo ragazzi ce n’è ben donde…

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16 Comments >> Leave a Comment

Cara Giorgia, potrebbi anche essere un pochino meno pigniola… vuoi saperne forse + dei prof?!

n.b.: errori e restanti nefandezze sono voluti…

  Reply Comment by Leanan - 13/05/2007 @ 9:12 pm

del signor Beccaria senz’altro….

  Reply Comment by Giorgia - 13/05/2007 @ 9:14 pm

l’italiano che va a putt…

  Reply Comment by sasha - 13/05/2007 @ 9:28 pm

io parlo come mangio…e credo di mangiare abbatanza male ma…. ma c’è un limite a tutto anche x me daiii…

  Reply Comment by Tridium - 13/05/2007 @ 11:27 pm

Il problema qui e’ che la gente non studiano.
E cosi’ ci si ritrova che persino emeriti professori scrivano ca…stronerie, ammantando con l’autorevolezza “di quel latino birbone, fuor di chiesa, che viene addosso a tradimento” (“nel buono d’un discorso. Per esempio, ora che siam qui, che tutto è finito; quel latino che andava cavando fuori, lì proprio, in quel canto, per darmi ad intendere che non poteva, e che ci voleva dell’altre cose, e che so io? me lo volti un po’ in volgare ora.”) la semplice constatazione che la regola nulla puo’ contro l’uso.

Lo ripeto, la gente non studiano; e non c’e’ vicinanza del soggetto al verbo che tenga se questa frase fa schifo ed e’ grammaticalmente scorretta…

  Reply Comment by Roberto - 14/05/2007 @ 12:01 am

Sarò troppo intollerante ma gli toglierei immediatamente la cattedra…

  Reply Comment by tachikoma - 14/05/2007 @ 3:53 am

Salve a tutti!
Queste sono le “note del diario” che preferisco da Giorgia. Convengo sul commento alla risposta di Beccaria. C’e’ da dire, pero’, che ci sono errori ben peggiori! Un mio amico ed io ci siamo specializzati nelle coniugazioni dei verbi.
Non so se sia un errore tipico di noi lombardi, ma dalle nostre parti (Cantone Ticino e Lombardia) c’e’ un sacco di gente che “DICONO” (sic!) “Noi bevAvamo, ridAvamo”, al posto dell’ovvio imperfetto di terza coniugazione. E’ aberrante, tanto piu’ che ridavamo e’ l’imperfetto di ridare…
Il problema e’ che le altre persone vengono coniugate giustamente. Al che noi ci chiediamo: sono forse verbi irregolari all’imperfetto? Giorgia, aiutaci tu!
Un saluto!

  Reply Comment by cred - 14/05/2007 @ 7:25 am

Cred, credo che quello di cui parli tu sia semplicemente un’aberrazione dovuta ai dialetti locali (che comunque a mio parere sono importanti nel nostro patrimonio culturale e vanno tutelati).
Il discorso sta alla radice.
Leggendo sui forum ci si rende conto che soprattutto i giovani non conoscono l’italiano: un conto sono gli errori che capitano scrivendo le cose velocemente, un conto sono le persone che sbagliano costantemente la “Ha” con l’acca e la “a” senza l’acca (anche manager ad alti livelli).
Ora, la mia maestra se scrivevo “a” senza acca me ne diceva un sacco e una sporta. Ho visto un tema recente di un ragazzo delle medie con delle correzioni davvero al limite dell’osceno (soprattutto riguardo alla punteggiatura, al tempo dei verbi, alle ripetizioni).
Ovvio che poi i giovani non sappiano l’italiano.

Leggere, leggere, leggere…

  Reply Comment by M_A - 14/05/2007 @ 7:58 am

la smettete con ‘sto baccano che qui c’è gente che lavorano e vogliono un pò di tranquillità…

  Reply Comment by Topus - 14/05/2007 @ 9:14 am

Una vaccata mondiale sentita proferire da un campione della dislessia della mia città:

“Da che mondo e che mondo
ci sono gente
che seminano zanzare”

… ed è subito sera!:-)

  Reply Comment by Kuroyume - 14/05/2007 @ 9:39 am

Pensavo fossero le vipere a piovere dal cielo…

:-D

  Reply Comment by Leanan - 14/05/2007 @ 5:22 pm

… ovviamente il poveretto intendeva:
Da che mondo è mondo, esistono persone che seminano zizzania…
:-D

  Reply Comment by kuroyume - 15/05/2007 @ 8:34 am

Devo purtroppo comunicarvi che se dei nomi colletivi stiamo assistendo alla lenta agonia, del congiuntivo possiamo anche celebrare il funerale.
Non passa giorno in cui non rabbrividisca davanti all’uso disinvolto del congiuntivo fatto in TV anche da presentatori di una certa levatura.
Provate anche voi a beccarne qualcuno, e’ un giochetto facile e divertente, anche se inquietante…

  Reply Comment by Roberto - 15/05/2007 @ 6:28 pm

Io continuo a crdere che questa sia una evoluzione della nostra lingua. Ok giustamente per voi si tratta di una Involuzione, ma bisogna anche a mio parere capire perchè la lingua stioa cambiando.

  Reply Comment by Athafil - 15/05/2007 @ 10:57 pm

I nomi collettivi richiederebbero una concordanza al singolare (concordanza grammaticale). È tuttavia vero che in alcuni casi l’utilizzo del verbo al plurale è preferito (concordanza a senso – sebbene, effettivamente, non sia molto elegante.
Un saluto.
Théoden

  Reply Comment by Théoden - 04/06/2007 @ 9:53 pm

La risposta di Gian Luigi Beccaria è assolutamente corretta. In italiano è sempre esistita la concordanza “ad sensum” ed è giusto che lo scrivente adotti una concordanza plurale o singolare a seconda della sua volontà di accentuare il carattere unitario della collettività o piuttosto il suo carattere di mero insieme di singoli individui. Non capisco perché ci si scandalizzi tanto. Ho l’impressione che molte persone cerchino qualunque appiglio per sentirsi superiori agli altri, giungendo così a scandalizzarsi per espressioni che sono pienamente corrette.

  Reply Comment by Davide Sacquegna - 19/04/2010 @ 12:06 pm



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