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Giorgia's Blog


[ CREDITI ] [ 602 ]

In 5 anni di liceo classico penso di avere preso la sufficienza in greco scritto solo una volta :
all’esame di riparazione.
Pazienza grazie agli ottimi voti dell’orale sono riuscita bene o male a cavarmela quasi sempre.
Non che il greco non mi piacesse, ma la mia interpretazione delle versioni era secondo l’esimio docente Giorgio Castagna troppo libera e i miei costrutti eccessivamente arbitrari.
Credo avesse ragione a ben vedere, ma meglio di cosi’ non ho mai saputo fare.
In compenso pero’ non avevo un pomeriggio libero.
Tra allenamenti di pallacanestro, incontri parrocchiali, teatro e volontariato di varia natura, non ero mai casa.
Secondo l’andazzo attuale della scuola sarei stata dichiarata matura honoris causa.
Con l’introduzione dei crediti scolastici , ogni attivita’ extrascolastica comporta dei benefit da sommare ai voti che vanno a incidere sull’accumulo dei punti finali, come al supermercato.
Con la differenza che non mi porto a casa il Bravo Simac a fine raccolta, pardon a fine anno.
E , scusate se saro’ impopolare, ma io trovo l’introduzione dei crediti extra una bella fesseria.
La scuola e’ una cosa, cio’ che e’ extra, è per sua stessa definizione al di fuori.
Si certo lo sappiamo che non tutti hanno lo stesso tipo di intelligenza.
C’è chi riesce meglio nelle materie umanistiche, chi in quelle artistiche, chi nelle scienze matematiche ( chi anche in tutto, ovviamente) chi invece nelle applicazioni tecniche.E’ sempre stato così.
Ma uno studente va valutato per la sua capacita’ di apprendimento , e pertanto per il suo livello di preparazione raggiunta all’inteno dell’iter scolastico.
Che cosa deve importare all’Istituto Scuola se io una domenica a al mese mi reco al centro trasfusionale per la plasmaferesi?
O se sono la campionessa mondiale di bagher individuale?
Questo non fa certo di me un’alunna piu preparata circa il pessimismo cosmico leopardiano o sulle proprieta’ di seni e coseni.
Trattandosi appunto di attivita’ facoltative, non trovo giusto che esse influiscano su un punteggio che è basato prettamente sull’ apprendimento didattico.
Che volete saro’ all’antica.
Del resto non ho mai mandato giu nemmeno la morte delle rimandature a favore dei recuperi…
Sento e vedo adolescenti esprimersi come bambini in prima media e scrivere anche peggio.
Congiuntivi e consecutio temporum gettate alle ortiche, nomi collettivi scivolati giu’ nell’imbuto del male, capacita’ di analisi e critica pari a zero: ecco i figli di Maria de Filippi e i suoi Amici.
Ci vorrebbe un po’ di maestro Perboni per tutti diamine!!!!
E domani sera tutti a casa mia per il torneo del gran ripasso del futuro anteriore a squadre!

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26 Comments >> Leave a Comment

Io sono all’antica come te. Sarà che ho fatto anche io il classico, e che mi facevano tradurre dal greco al latino persino, ma mi sembra evidente che l’ignoranza e lo scarso impegno intellettivo non vadano incoraggiati. Se non ci si spreme le meningi a scuola e in particolar modo alle superiori, quando mai più lo si fa? Quando a 30 anni ci si trova a doversi trovare un lavoro come commessa da H&M (con tutto il dovutissimo rispetto) perchè nonostante la laurea è impossibile ottenere uno straccio di contratto in qualsiasi altro impiego?
Giovani di tutto il mondo studiate, che poi ahimè purtroppo dopo non vi chiedera’ mai più nessuno di applicare il vostro intelletto…è l’unica occasione che avete…
Lou amara

  Reply Comment by LouLou - 18/04/2007 @ 11:33 am

cioè ma che dici, cioè?
cioè tu diceresti che i ggiovani di oggi non smozzicano abbastante bene l’itagliano?
ma cioè non ci stai dentro tipa…

… giuro che non ho calcato la mano, stamattina in treno c’era gente che si esprimeva così… -_-

hai perfettamente ragione sulla questione crediti. io all’epoca ne presi uno però per aver seguito un corso serale di filosofia fuori sede con altri compagni di classe… presto detto che seguivamo le lezioni fuori sede perchè la prof che ci aveva invitati ad andare a seguirle non poteva mai venire e quindi noi facevamo un macello e non seguivamo una mazza… ma tanto bastava la firma di presenza :P
ergo, punto rubato.

  Reply Comment by SW - 18/04/2007 @ 12:04 pm

concordo in pieno. Ai “miei tempi” comunque i crediti venivano dati x cose inerenti a fattori scolastici, ad esempio, se avevi la media dei voti superiore al 7 avevi 2 pt. o all’8 avevi 3 pt. o al 9 ad es. 5pt.
Poi se facevi degli stage extrascolastici, ma inerenti ai tuoi studi, un po’ come se io avessi lavorato in uno studio grafico x imparare ad usare photoshop.
Io grazie un po’ a tutto l’ambaradam mi sono portata a casa un bel 100/100 (eh si new generation con i centesimi). Ho preso praticamente tutti i crediti possibili e poi anche 5 pt. di “bonus” x come avevo gestito la mia prova orale. ^^

  Reply Comment by sermemole - 18/04/2007 @ 12:22 pm

Sono d’accordo è una porcheria. Chi li ha inventati avrà pensato alle conseguenze ?

  Reply Comment by garethjax - 18/04/2007 @ 12:27 pm

Ragazzi, è un dato di fatto che la vera cultura non è mai stata insegnata nelle scuole, ci se la fa da soli, però innegabilmente gli insegnamenti scolastici si stanno abbassando di livello in modo pauroso.
Credo che tutta questa storia dei crediti sia solo una conseguenza delle nuove politiche educative: negli ultimi anni è venuto fuori il concetto che non si può dire a un bambino che sta sbagliando, perchè altrimenti lo traumatizzi, poverino.
Quindi escono dalle medie che fanno ancora errori di grammatica, e al liceo cercano di mettere delle pezze ma questo porta via tempo a quello che dovrebbero insegnarti al liceo.
Il problema è una diretta conseguenza della demagogia imperante di questi anni: non puoi dire a qualcuno che non ha abbastanza testa o voglia di studiare per fare, che ne so, il classico, perchè altrimenti è discriminazione, dobbiamo essere tutti uguali e tutti con gli stessi diritti (ma nessun dovere, a quanto pare),
quindi tutti al classico, per carità, anche le zappe, così ovviamente il livello si abbassa in maniera paurosa e per compensare bisogna inventarsi cose come i crediti per attività extra.

E, Gareth, delle conseguenze non interessa niente a nessuno, perchè si vedranno tra dieci anni, l’importante è avere i voti per le prossime elezioni, anzi più la massa è ignorante, più è gestibile con la propaganda politica, perchè è incapace di senso critico e di pensiero individuale.

  Reply Comment by Petra - 18/04/2007 @ 12:51 pm

Ragazzi, è un dato di fatto che la vera cultura non è mai stata insegnata nelle scuole

mi sembra un affermazione abbstanza superficiale.
La cultura ce la si fa ma lo stimolo e gli strumenti arrivano dalla scuola

  Reply Comment by rei - 18/04/2007 @ 1:05 pm

invece concordo con petra, anche perchè a scuola si deve necessariamente passare dalla mediazione dell’insegnante che può farti amare oppure odiare una materia.

  Reply Comment by sermemole - 18/04/2007 @ 1:17 pm

il fatto di non aver trovato insegnanti validi a scuola non ne sminuisce l’importanza.
la scuola non pretende di insegnare teoricamente ma di dare gli strumenti giusti per affrontare la materia e in teoria gli nsegnanti dovrebbero essere in gradio di farlo.
Per quanto condivida il fatto che uno la cultura se la fa a parte – anche se dubito che in molti a casa si mettano a studiare libri , non leggere,per proprio conto siamo onesti- se non e’ preparato ad affrontare determinati argomenti non ha gli strumemnti per farlo rimarra’ sempre una cultura superficiale e nozionistica.

  Reply Comment by rei - 18/04/2007 @ 1:22 pm

Rei, teoricamente hai perfettamente ragione: la scuola dovrebbe fornire gli strumenti per comprendere come si studia e come si impara, ma purtroppo così non è. Negli ultimi anni la tendenza è sempre più quella di inculcare una serie di conoscenze nozionistiche, senza sprecarsi nemmeno a fornire un quadro d’insieme, il che porta ovviamente a capire di meno quello che si dovrebbe studiare e quindi a non amare nè la materia nè lo studio in generale.
Sono davvero pochi ormai gli insegnanti che hanno a cuore la loro materia e che riescono a trasmettere agli alunni la passione per la conoscenza, la maggior parte si limita a seguire alla lettera il programma e a non vedere l’ora di tornarsene a casa.

  Reply Comment by Petra - 18/04/2007 @ 1:52 pm

ti quoto completamente anche se non darei la colpa unicamente a insegnanti poco motivati ma anche a programmi obsoleti e/o poco gestibili e nuove generazioni svogliatae disinteressate e maldeucate cui tutto sembra dovuto

  Reply Comment by rei - 18/04/2007 @ 1:53 pm

Quello che non sopporto, che mi fa davvero amareggiare, è che si sta diffondendo la cultura del “non sforziamoci” “basta poco” “è inutile spendersi” “ottenere il massimo con il minimo”
non c’è futuro se si diffonde il valore del non impegno, del risultato subito, dello sgamo e dell’escamotage, del facile, del facilmente ottenibile.

Spendere se stessi e le proprie energie con impegno è una cosa che si impara, se nessuno, nè con esempi nè con valori, nè con remunerazioni ci spinge a sbatterci, ci sbatteremo sempre meno e saremo sempre più l’ombra vaga e senza significato di quello che potremmo essere e realizzare

  Reply Comment by LouLou - 18/04/2007 @ 2:26 pm

come esseri umani che hanno dato valore alla loro esistenza

  Reply Comment by LouLou - 18/04/2007 @ 2:27 pm

petra: concordo con le tue idee, la mia frase era solo un riscaldamento per il torneo di futuro anteriore :D

Il problema della scuola in Italia è decennale, proprio perchè l’istruzione non è considerata un bene essenziale. E no, insegnanti validi se ne trovano sempre meno, perchè le generazioni vengono sostituite da persone che hanno terminato gli studi per “inerzia”, mentre i cervelli migliori occupano lavori migliori e magari espatriano.

Durante la scuola pubblica non c’è la sicurezza dell’apprendimento. Io dalla seconda superiore alla quinta, ho avuto un supplente di matematica ogni anno, con il risultato che le mie conoscenze algebriche si sono arrestate in seconda, perche’ negli anni dopo è stata affrontata solo matematica commerciale (ratei, risconti,interessi). A tutt’oggi non ho idea di cosa siano e come si applicano gli integrali. E questo perchè il sistema scuola non è riuscito a fornire un insegnante di ruolo specializzato in matematica.

Scuola e lavoro sono direttamente correlati, gli studenti di oggi sono i lavoratori di domani: svogliati, superficiali, viziati. Saranno laureati incapaci di pensare autonomamente e saranno inchiodati al muro dalle nuove ondate di immigrati.
Non prevedo nulla di buono a livello di implicazioni sociali.

  Reply Comment by garethjax - 18/04/2007 @ 3:30 pm

vi dirò,il problema della scuola è stare al passo con i tempi con il cambiamento generazionale,i crediti sono stati introdotti per tenere buoni i ragazzi che ormai sono svogliati per farli avanzare senza doversi impegnare a farli studiare,ormai in qualunque liceo vai (e io ci vado ogni tanto per lavoro)vedi professori che parlano e gente che si fa i cavoli loro,ma nn come una volta che c’erano solo alcuni ora sono tutti così… un pò perchè di insegnati come “la carogna”(notte prima degli esami) nn ci sono +, quella era scuola quando sentivi il prof con il fiato sul collo e la paura della bocciatura era tanta,mica ora che se vieni bocciato x 3 volte di fila manca poco che ti regalano il motorino…ormai manca la disciplina nelle scuole quindi manca l’ordine,quindi ecco il sistema migliore i ragazzi si dedicano a qualcosa così stanno calmi e avanzano con la scuola.. ecco il motivo del “sistema a punti extra”che è una bella cag….a

  Reply Comment by Tridium - 18/04/2007 @ 8:07 pm

Secondo me il problema delle scuole di oggi è sono di due categorie:
1) TUTTI PROMOSSI
2) PROFESSORI CHE NON SONO PROFESSORI
Riguardo al punto 1 trovo assurdo che non esistano più le bocciature. Dovrebbero essere molto ma molto più selettivi, già a partire dalle medie. I licei son diventati dei posti osceni… quella che una volta era considerata la scuola che ti formava veramente (come modalità di studio) ora è diventata una discarica. Sarò considerato un estremista, snob, e anche antipatico… ma al liceo ci vanno cani e porci. Anche ragazzi che non hanno la ben che minima idea di cosa voglia dire studiare, ragazzi che non sanno che cosa sia un libro, e vengono magicamente promossi comunque tanto a giugno i 3 diventano 6 come per magia. Le zappe non esistono più (perchè comunque è meglio che più studenti avanzino ed escano il prima possibile, senza aver sovraffollamento di classi).
Riguardo al punto 2, di professori con la P maiuscola se ne incontreranno come le dita di una mano in una intera carriera scolastica. Molti professori sono faziosi politicamente e malgrado la loro posizione tentano e inculcano il loro credo in un luogo dove la politica non ci dovrebbe essere. Alcune professoresse appena hanno la cattedra sicura zac… rimangono incinta come conigli… (e poi si lamentano del precariato e di tante altre vaccate… e i soldi che non ci sono… ci credo a mantenere uno squadrone di personale perennemente in stato di gravidanza…). Molti professori sono li per caso, giusto perchè è un posto sicuro, faccio le mie ore tranquillo e via, il massimo del mio errore è non aver insegnato un tubo a 25-30 persone. Fortunatamente nella massa ci sono anche quei 5 Professori, che alzano di uno 0,01% la percentuale di credibilità della scuola.
La scuola italiana pecca su alcuni punti secondo me:
- la meritocrazia e non la senatorialità dei professori
- la paura di bocciare
- troppi cambiamenti nelle modalità scolastiche ad ogni cambio di governo (solo per ripicca verso il governo precedente si cambia tutto)
- selezione, mi dispiace, ma è così non tutti siamo portati per compiere certi studi… spesso a causa di questa generalità e superficialità andando avanti nella vita si incontrano gli ostacoli … e poi… si rimane impalati, perchè sulla carta siamo capaci di abbattere il muro, ma non abbiamo nemmeno una picozza con noi.
Inoltre altra cosa intollerabile è il LECCACULISMO AVANZATO che nelle scuole è aumentato vertiginosamente, ma forse questa è un’altra storia.

  Reply Comment by borgo7 - 18/04/2007 @ 8:31 pm

Raramente un ragazzino delle Medie riesce ad avere una visione matura di ciò che vorrebbe (o potrebbe) “fare da grande” e spesso neppure i genitori riescono ad avere un quadro concreto…
La scuola, oltre a insegnare il metodo con il quale provvedere alla propria istruzione, dovrebbe riuscire a identificare ciò per cui lo studente è portato e indirizzarlo verso gli studi opportuni…
Questo in teoria, perché non accade adesso… e non accadeva neppure 20 anni fa…
La sottoscritta ha frequentato le Medie nella famigerata Sezione C, dove veniva scaricata la “feccia” dell’istituto (ovvero, i figli di meridionali, avversari politici della Giunta al potere, minoranze etniche e religiose) alle “amorevoli” cure di precari, insegnati frustrati prossimi alla pensione e un terrificante vice-preside capace (tanto per citare uno dei casi più vergognosi del quale sono stata testimone) di dispensare orrende note disciplinari a tutti coloro che osavano portare al polso orologi digitali invece che a lancette…
Al termine di tre agghiaccianti anni scolastici, i summenzionati docenti convinsero i miei genitori (e fondamentalmente anche la sottoscritta) che ero praticamente la personificazione delle proverbiali “braccia rubate all’agricoltura”…
Solo più tardi ho scoperto che avrei potuto frequentare (con profitto) la locale scuola d’arte e magari proseguire con studi universitari a tema…

  Reply Comment by Leanan - 18/04/2007 @ 10:34 pm

Anch’io sono a favore di classi meritocratiche e divise per livello di apprendimento.
Un progetto discriminante che non anadra’ mai a buon fine in un paase buonista come questo.
Eppure gia qui alle elementari non vedo perchè tutta la classe debba arenarsi mesi e mesi con lo stesso programma perche’ le minoranze etniche marocchine e cinesi presenti non capiscano un tubo.
Non sono razzista ma sono obbiettiva, separare gli allievi so bene che non aiuta l’integrazione ma e’ giusto allora che nessuno impari piu niente perche’ questa minoranze hanno la precedenza sempre e comunque per non essere tacciati di xenofobia?
Grazie ma anche no…

  Reply Comment by Giorgia - 18/04/2007 @ 10:45 pm

L’istituzione degli insegnati di sostegno dovrebbe ovviare anche a questo problema… purtroppo, i summenzionati di solito sono precari affatto preparati a svolgere compiti delicati come il “mettere in pari” gli studenti extra comunitari… e il sistema crolla su se stesso…

  Reply Comment by Leanan - 18/04/2007 @ 11:02 pm

Non e’ così semplce, questi extracomunitari hanno difficolta’ nell’apprendimento della lingua non indifferente ( cinesi in primis), anche con dgli insegnanti di sostegno validi la situazione non migliora.
Andrebber oseguiti in toto parte oppure prima di essere ammessi a scuola dovrebbero seguire un anno di alfabetizzazione a parte per vedere se riescono a raggiungere un livello di comprensione adatto all’inserimento nella classe di competenza

  Reply Comment by Giorgia - 18/04/2007 @ 11:31 pm

Meglio che non mi metto a parlare di scuola che sono troppo chiamato in causa. Riguardo ai crediti pur non lavorando alle superiori credo che il punteggio ottenibile dai crediti non sia granché. In ogni caso, é evidente che é una fesseria.

  Reply Comment by Tutore - 19/04/2007 @ 7:19 am

L’introduzione dei crediti e in parte di un sistema all’americana (vedi attività extrascolastiche), ha penalizzato notevolmente il sistema scolastico italiano, che seppure con mille difficoltà sulla carta è uno dei più avanzati del mondo occidentale (qualitativamente noi italiani siamo ancora comunque superiori a livello di cultura generale, sia del resto d’Europa che degli Stati Uniti). Se si togliessero gli sprechi e si ponesse più attenzione sulla preparazione degli insegnanti (non solo a livello didattico – devono anche saper parlare con dei ragazzi!) molti problemi sarebbero risolti. I nostri modelli vengono presi sulla carta come i migliori in circolazione e non vedo perchè noi che li abbiamo inventati non dobbiamo applicarli!!! E’ assurdo!!!
Per quanto riguarda le classi di diverso livello, non sono assolutamente daccordo. La scuola non può essere un luogo che forma cittadini di serie A e cittadini di serie B. La socializzazione e l’integrazione sono alla base della futura società, se vogliamo continuare a esistere come nazione nel mondo che verrà.

  Reply Comment by Cris - 19/04/2007 @ 8:20 am

so che è discriminante ma sono per la meritocrazia sempre e comunque.
Perche’ degl ialunni in difficolta’ devono arrancare con un programma che non riescono a seguire?Non sarebbe piu opportuno che fossero realmente prepararti su un programma piu limitato? Non sto dicendo che siano di serie a o b ma che se per apprendere lo stesso ci devono mettere uno o due anni in piu così sia, ma senza tirare indietro altri allievi che invece possono studiare lo stesso programma in minor tempo, alla fine la preparazione è uguale come vedi

  Reply Comment by Giorgia - 19/04/2007 @ 11:14 am

I crediti si basano sulle attività extrascolastiche proprio per l’effetto boomerang derivato dalla teoria delle diverse intelligenze, foriera di sensi di colpa a non finire. Non sa una mazza, ma è creativo, è sportivo, è quantaltro quindi diamogli credito. Poi, come racconta la Mastrocola, uno arriva alla maturità classica beccando sempre due scritto e orale in Latino per cinque anni, ma facendo il secchione in tutte le altre.

Tu dici:
“Ci vorrebbe un po’ di maestro Perboni per tutti diamine!!!!”
Sono d’accordo però:
1) A scuola non ci sono maestri ma solo insegnanti.
2) Qualcuno deve starlo a sentire.

P. S.: oltre agli adolescenti che si esprimono come bambini, sono testimone di bambini di otto – nove anni che sbrodolano le parole come se ne avessero due.

  Reply Comment by Fra Tastiera - 19/04/2007 @ 11:26 am

Vi faccio notare che mio padre, docente universitario di chimica a Venezia, quando ha in una mano una tesi di un suo laureando, più che correggere gli errori di chimica, deve correggere gli errori di italiano… Ora, vi sembra un sistema scolastico che funziona, quello che porta alla laurea gente che ancora non sa scrivere un italiano non dico bello, per carità, ma quantomeno corretto?
Inoltre, la teoria dei diversi tipi di intelligenza è corretta, però la applichiamo malissimo: nelle scuole medie non sono sufficienti un paio d’ore la settimana di disegno e musica, per rendersi conto se un alunno è dotato in quelle materie. E’ proprio durante la scuola media che iniziano a intravedersi le capacità di ognuno, io quindi alzerei di molto il numero di ore settimanali: la mattina le materie “normali”, quelle di base (italiano, matematica, storia, geografia, etc…) e il pomeriggio materie più “creative”, e magari già dopo il primo anno differenziare le classi pomeridiane a seconda dei talenti individuati, in modo da farli sbocciare e non rattrapire per mancanza di voglia e tempo.

  Reply Comment by Petra - 19/04/2007 @ 2:05 pm

Sono nettamente in disaccordo Petra: i miei alunni fanno già 38 ore settimanali, di cui 6 al mattino per 6 giorni e 2 al pomeriggio. Oltre a non studiare una fava, arrivano al sabato stremati. Personalmente ridurrei le suddette ore a 25-28 massimo, eliminando quelle palesemente ridondanti.

  Reply Comment by Tutore - 19/04/2007 @ 2:39 pm

Giorgia, la meritocrazia non può valere nella scuola pubblica come vale in un posto di lavoro. La scuola forma in nozioni, ma anche in valori. Questo tuo discorso io lo capisco, ma allora se valesse dovrebbe applicarsi anche ai disabili o a chi ha difficoltà di apprendimento per diversi motivi, non solo agli stranieri. Non so, ma non mi sembra un sistema scolastico fondato sulla meritocrazia, perchè per meritare le cose devi partire da pari opportunità. Se no te le meriti per le condizioni sociali o fisiche.

  Reply Comment by cris - 20/04/2007 @ 4:02 pm



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