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Giorgia's Blog


[ ETICHETTE ] [ 590 ]

Perchè quando qualcuno si fa un’idea di un’altra persona, basata anche fosse su esperienze personali ma passate, si fatica a cambiarla nonostante i fatti parlino chiaro circa l’avvenuto cambiamento del soggetto in questione?
In soldoni, perchè una volta che abbiamo etichettato qualcuno, nel bene e nel male, costui non ha piu nessuna possibilità di sdoganarsi dalla lettera scarlatta, dal bollino adesivo mentale che gli abbiamo appiccicato in testa?
Che se poi è ” simpatico e affidabile” va anche bene , ma nel caso fosse “rompiballe complessato e sfigato” magari un pochino meno….
Questo pensiero mi gira nella testa, e probabilmente nemmeno io ne sono scevra, da quando domenica mia sorella se ne è uscita con una superficilaità disarmante apostrofondami gratuitamente ( stava facendo un esempio autoreferenziale) in un modo che oggettivamente mi da fastidio e che forse mi poteva calzare a pennello una decina di anni fa, o poco oltre.
E io le ho risposto piccata dicendole qualcosa del tipo : ” Scusa ma se sono 4 anni che non viviamo più insieme come puoi dire che io sia ancora così?”, al che lei con altrettanta noncuranza ha chiuso dicendo “Lo so, sei così”.
E intanto dentro di me continuava incessante a martellarmi un pensiero “Ma cosa sai?Cosa credi di sapere?Sei tutta presa dalla tua nuova vita, in cui io non ci sono…che non è la mia appunto”
un po’ come in Ostacoli del cuore di Elisa e Ligabue

” quante cose che non sai di me…quante cose che non puoi sapere…”

Già.Quest’episodio, forse per taluni insignificante, mi ha lasciato l’amaro in bocca per tutto il resto della giornata.
E mi ha riportato alla memoria una mia compagna delle superiori.
Carina, ma non appariscente, brava ma non secchiona, timida, poco loquace, a tratti goffa, ed estremamente introversa.
Una ragazza che nei momenti in cui si apriva con noi non faceva altro che esprimere il desiderio di andarsene e di ricominciare.
Di andarsene dalla nostra scuola, di andarsene da Verona frequentando l’università altrove, dove nessuno la potesse consocere , dove nessuno le potesse dire “ah sei così” , dove potesse scrollarsi via di dosso quell’immagine che tutti le avevano affibbiato e per cui provava forte insofferenza , ma che contestualizzata nella sua vita quotidiana non aveva la possibilità di mutare.
Ebbene l’ho rivista dopo diversi anni al termine del percorso accademico.
Diversa non solo esteriormente, ma cambiata anche caratterialmente.
Positiva, solare e sorridente.
E’ stato davvero bello vederla così, memore della sua insoddisfazione congenita, bello davvero.

L’altra notte, probabilmente rimuginado ancora nel mio lobo temporale sinistro l’accaduto, oltre ai soliti deliri onirici di cui vi racconterò domani , ricordo anche un sogno , che mi è parso breve ma significativo.
Avevo appena rifatto il letto, cambiando le lenzuola con estrema fatica ( per me, che ho problemi di schiena, a volte è davvero un incubo alzare il materasso ;_;).
Nella mia stanza c’erano due letti, il m oe quello di mia sorella, come quando ancora dieci anni fa dormivamo assieme.
Lei era passata da casa probabilmente per recuperare qualcosa che aveva scordato, e salita in camera si è butatta di peso sul mio letto, per farmi un dispetto, scombinandomelo tutto e ridendo sotto i baffi.
In quel momento calde lacrime di rabbia e frustrazione sono sgorgate copiose dal mio dotto lacrimale e le ho urlato dietro in modo spropositato , senza capire il perchè di tanta enfasi.
Poi mi sono svegliata di soprassalto.

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18 Comments >> Leave a Comment

..credo sia normale,che tu abbia fatto un sogno del genere.Non è altro che lo sfogo di un po’della tua rabbia repressa.ma è un modo “normale” del tuo subconscio,di scaricarsi!

  Reply Comment by meriadoc - 05/03/2007 @ 7:58 pm

Noi non esistiamo se non come l’immagine che si riflette negli occhi di chi ci guarda e nella conseguente costruzione che si realizza nell’altrui mente.
Essere etichettati non fa mai piacere, anche se le etichette sono positive perche’ si rimane prigionieri di qualcosa che non esiste.
Rompere le etichette e’ possibile, allontanandosi come la tua compagna delle superiori, anche senza ricorrere a quegli estremi.
Ma poiche’ e’ l’effetto sorpresa (come quello che hai provato nel vedere dopo tanto la tua ex compagna) a stracciare definitivamente le etichette, soluzioni intermedie espongono al rischio che queste tornino come fossero state semplicemente accantonate e mai veramente abbandonate.

Se qualcuno ha dei consigli, sono tutt’orecchi ^^;;

  Reply Comment by Roberto - 05/03/2007 @ 8:08 pm

Viaggiare.
Ogni tanto rompere gli schemi serve. Conoscere persone nuove aiuta a scoprire (o riscoprire) lati del proprio carattere.
Se si vuole veramente cambiare, bisogna prendere il coraggio e lanciarsi.
Spesso è un salto nel buio e… infatti nell’agosto del 2005 me ne andai dalla ditta che avevo fondato assieme a degli amici nel 1998.

Scrissi alle persone a me care queste righe:


Miei cari amici,
questa è una mail carica di emozioni positive.
Stamattina c’e’ stata riunione in ditta e finalmente ho annunciato la mia evasione dalla compagine sociale.
Parlo di evasione, perchè è come se fossi fuggito da una prigione (nemmeno dorata).

Nel mio blog c’e’ scritto che questo è l’anno della rinascita: come la mitica fenice devo rinascere dalle mie ceneri.

Ora le cose dovrebbero cambiare in meglio: farò di Torino, dove ora alloggio saltuariamente, il centro della mia nuova vita. Già solo a livello di contatti e amicizie, questi ultimi mesi hanno portato interessanti prospettive. Prospettive che ho provato a sfruttare, ma che non era “etico” o possibile attuarle.

E’ un salto nel vuoto ? Si, ma con un paio di ali robuste si puo’ atterrare praticamente ovunque.

Miei cari amici e amiche, vicini e lontani, che sento tutti o giorni o che sento solo ogni tanto, voi siete quelle ali.

Ugh, mi accorgo che sto diventando melenso, per cui concludo salutandovi :)

Insomma, io credo che l’universo segua regole Karmiche: se uno cerca la fortuna, prima o poi la trova. Se le cose all’inizio vanno male, prima o poi devono andare meglio.

Quello che conta è farlo per sfidare se stessi, non perchè si è stati “sobillati” da altri… in questo secondo caso prima o poi verrebbe a mancare la motivazione.

Ecco, oltre che melenso sono stato anche prolisso. Sorry!!

  Reply Comment by garethjax - 05/03/2007 @ 8:55 pm

Sai nn sei la sola,è vero noi vediamo sempre le altre persone sotto occhi diversi di come loro magari ci vedodo ed è proprio questo che ferisce,perchè nn ci vedono come noi vediamo loro??la cosa poi si complica quando c’è del sentimento,d’amicizia,d’amore o solo affetto…il tuo dolore nn è tanto il fatto delle parole che t’ha detto ma magari il tono di come l’ha detto,e magari ti sei sentita in parte tradita da una persona che nn avresti mai pensato pensare così di te,da una persona di cui tu nutri una grande stima,ed è per questo che le sue parole t’hanno colpito a tal punto da sognarla,perchè tu tiene a questa persona e ora hai paura che questa persona nn abbia la stessa stima che hai tu di lei,forse… però ricordati,che ora proverai un grande dolore,ma quello stesso dolore si può trasformare in forza e può permetterti di andare oltre… (poi ti racconto la mia esperienza,in questo campo sono un esperto ehehe) cmq ora parla con tua sorella e fate pace,vedrai,tutto prima o dopo si sistema se siamo noi a volerlo… ricorda mai rinnegare chi siamo ora e rimpiangere quello che potevamo essere, perchè ora abbiamo un nuovo punto d’inizio e possiamo cambiare la nostra vita,penso che la tua compagna di classe abbia fatto così..e ci riusciro anchiooooooo siiii

  Reply Comment by Tridium - 05/03/2007 @ 9:16 pm

ok forse nn sono stato molto chiaro… scusatemi ma nn so mai spiegarmiii bene

  Reply Comment by Tridium - 05/03/2007 @ 9:19 pm

Gio ha scritto:
–Perchè quando qualcuno si fa un’idea di un’altra persona, basata anche fosse su esperienze personali ma passate, si fatica a cambiarla nonostante i fatti parlino chiaro circa l’avvenuto cambiamento del soggetto in questione?
In soldoni, perchè una volta che abbiamo etichettato qualcuno, nel bene e nel male, costui non ha piu nessuna possibilità di sdoganarsi dalla lettera scarlatta, dal bollino adesivo mentale che gli abbiamo appiccicato in testa?–

sai Gio, ste domande me le faccio spesso!…perche spesso mi capita che gente che mi aveva bollato in una certa maniera in passato..ancora continua a vedermi in quella maniera, anche dopo anni, nonostante sia cambiato parecchio da allora!…opure gente che mi conosce appena, mi bolla in una certa maniera, basandosi solo su uno o due elementi superficiali!
il fatto è che spesso la gente si affida subito alla prima impressione per comodita..e ti bollano in base all’impresione che gli hai fatto sul momento..o a quello che superficialmente vedono nella qutidianetà!..nel caso di persone appena conosciute , spesso accade anche per una mancanza di volonta di conoscere a fondo una tot persona e si preferisce soffermarsi su una visione superficiale di questa!…nel caso invece di persone che vediamo tutti i giorni, o che abbiamo frequentato per diverso tempo, spesso l’etichettatura si basa su aspetti che l’etichettante vede ,o crede di vedere, di frequente in quella data persona..e quindi è come se si affezionasse a quell’immagine..e anche davanti a un cambiamento evidente,è come se mancasse la volonta di riconoscere tale cambiamento!..per una questione di abitudine!

  Reply Comment by gokiburiman - 05/03/2007 @ 9:39 pm

beh scrivi cio ad uno ke con una qualsiasi ragazza viene bollato come “eterno amico”….era meglio rompiballe almeno la smettono d cercarmi…..

  Reply Comment by Diego - 05/03/2007 @ 10:40 pm

^_^..ma che ci fai tu alle donne?

  Reply Comment by Giorgia - 05/03/2007 @ 10:53 pm

se si aggiungono degli altri..facciamo la lega dei super eterni amici XD

domanda x Gio…perche astroboy?

  Reply Comment by gokiburiman - 06/03/2007 @ 8:55 am

appunto…nn c faccio niente….lasciamo perdere ke è meglio…

  Reply Comment by Diego - 06/03/2007 @ 9:00 am

Provare a mettersi nell’ottica che non esiste uno standard per catalogare le persone potrebbe essere un buon punto di partenza.
Imparare ad ascoltarle è una buona prosecuzione.
Torno nel limbo…

  Reply Comment by M_A - 06/03/2007 @ 9:23 am

gia’….

  Reply Comment by Giorgia - 06/03/2007 @ 11:28 am

guarda… io sto vivendo una fase di metamorfosi… Sto cambiando punto di vista, riguardo una visione molto profonda del nostro vivere, soprattutto mio….ROBBé ne sa qualcosa…
Sono sempre stata quella impulsiva, talvolta sgarbata, ma poco mi importa di ciò che rimane a chi non vuol vedere il mio cambiamento. Chi vuole accorgersi che qualcosa è cambiato sono coloro a cui tengo e che meritano (e merito) il mio cambiamento. Forse coloro che non lo notano è perchè con loro sono sempre la stessa.
Il punto è che talvolta non vogliamo vedere che la gente sia cambiat, non lo si vuole riconoscere o magari si è troppo ancorati a ciò che pensiamo che cambiare opinione sarebbe un po’ come… darci torto… e magari non ci piace… ;-)

  Reply Comment by sermemole - 06/03/2007 @ 12:13 pm

Beh, queste cose me le sono chieste spesso. Non a caso il mio scrittore italiano preferito resta Pirandello, che diceva che non è facile scostarti dal personaggio che quel grande teatro che è la società ti costringe a recitare. L’ultima volta ho dovuto ribadire il concetto domenica, quando da un palchetto davanti a molta gente ho dovuto dire: “Quello che dico lo penso in quanto me e non perchè fiiglia di questo o quello. Non guardate al mio cognome ma a me solo come Cristina”. Non so se qualcuno ha capito…

  Reply Comment by cris - 06/03/2007 @ 12:35 pm

Il post, ed anche alcuni commenti, mi riportano un paio di settimane indietro. Colto da una specia di raptus che ancora non mi spiego ho esplorato uno scaffale obliato della libreria ed ho preso “Uno, Nessuno e Centomila”, non so dirvi come mai ma ho avuto improvvisamente l’esigenza di leggerlo, e l’ho buttato giù con una consapevolezza che al liceo non potevo avere.
Parla proprio di quresto tema, di etichette e dell’improvvisa botta emotiva che Vitangelo riceve quando legge negli altri le etichette che gli hanno appiccicato, il passaggio in cui cerca di guardare se stesso allo specchio è incredibilmente moderno, fotografa la realtà della ricerca di una identità, operazione sempre più difficile man mano che il calendario Gregoriano scorre gli anni.
E’ difficile dare un consiglio su questo tema (almeno per me) ma credo che raccontare il sogno alla sorellina possa essere una buona base di partenza per una serena discussione sull’argomento che, sono certo, arricchirà entrambe! PS: la scimmia curiosa dentro la mia testa vuole a tutti i costi sapere cosa ti ha detto…

Kisses & Claws

  Reply Comment by WolverVin - 06/03/2007 @ 12:40 pm

Io ho scoperto amaramente che da ragazzo riuscivo piú facilmente a cambiare idea su una persona, etichettavo e sticchettavo di continuo sulla base di nuove esperienze. Recentemente mi é piú difficile, e tendo ad ´inquadrare´ le persone.

  Reply Comment by Tutore - 06/03/2007 @ 2:54 pm

Cara dolce Giorgia, come ti capisco…

vorrei portarti via, mano nella mano, a fare una passeggiata, ascoltando le tue parole nelle quali saprò vedere come sei veramente…

  Reply Comment by LouLou - 06/03/2007 @ 7:03 pm

cris ha scritto : “Quello che dico lo penso in quanto me e non perchè fiiglia di questo o quello. Non guardate al mio cognome ma a me solo come Cristina”.

Sopporto anche io questa privazione spersonalizzante del’individualita’.
Ti capisco e come te mi ribello.

  Reply Comment by Roberto - 08/03/2007 @ 2:00 am



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