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Era il primo anno di università, quando con alcuni compagni delle superiori ( che avevano scelto la facoltà di lettere e con cui ci si trovava frequentemente a lezione anche all’ateneo) si era stabilito, del tutto spontaneamente, un punto di ritrovo naturale e senza regole a casa di Gianmaria.
Una serie di cause concomitanti, tra cui una famiglia decisamente sui generis, aveva contribuito in modo notevole e concreto a questa situazione, tant’ è che se la Salemi cantava che da casa di Luca si vedeva anche il mare, noi potevamo controbattere che anche a casa del Giamma si stava proprio bene e si poteva parlare di tutto.
In verità, nonostante gli anni dei liceo trascorsi assieme, io e lui non avevamo mai avuto un gran rapporto, ma stranamente e per una battuta lanciata nel cosmo, iniziammo a legare e a scoprirci in una delle serate di commiatto, le famose notti prima degli esami, l’estate precedente.
Poi si era deciso di frequentare la stessa facoltà, come del resto buiona parte della classe, quasi che il cordone ombelicale che ci legava al liceo non volesse essere reciso da nessuno…allora almeno.
La sera del 30 dicembre di quasi 10 nni fa, il destino ci regalò una notte magica di quelle che restano, di quelle che fanno la differenza.
Eravamo in una decina a cena nel suo appartamento a cazzeggiare, mangiare e far casino; quasi tutti si sarebbero fermati lì a dormire.
Intorno alle 2.00 si potevano vedere cadaveri stramazzatial suolo senza dignità o collassati sul divano in posizioni grottesche, e istintivamente ci accorgemmo di essere rimasti gli unici vivi a parlare fittamente, sul tappetto ai piedi del divano.
Si era cominciato a trattare il discorso dei test psicologici su cui lui era molto ferrato ed eravamo finiti a discutere dei miei 100 temi.
Non credo di avervene mai parlato, ma ho un vizio che mi porto dietro dal liceo; quando vengo a conoscenza un argomento che mi appassiona/mi interessa/mi incuriosice o mi suscita emozioni e pensieri che vale la pena di sviscerare, mi appunto con una frase “tipo titolo “, che contenga il nocciolo del disquisire, perchè prima o poi mi piacerebbe trattare quel tema a modo, magari scrivendo nero su biancole mie elucubrazioni a riguardo.
Allora i miei temi erano davvero 100.
Oggi sono qualcosa di più, ma oramai mi sono affezionata al titolo ^_^
Quella notte parlammo diffusamente di molti di quei 100 temi; esponemmo reciprocamente i nostri punti di vista, le nostre osservazioni argometadole in base alle nostre percezioni…il tempo volò in un crescendo di intesa reciproca e piacere di ascoltarsi.
Quando la campana battè i rintocchi delle 5.00 ci avvicinammo alla finestra del balcone e , sopresa ,era tutto bianco!!!!!*_
Aveva nevicato sommessammente mentre noi eravamo persi in questo mare magnum di parole.
Fu un attimo, ci vestimmo di corsa e uscimmo.
Il paesino era addormentato sotto la coltre bianca, e rischiarati dalla fioca luce dei lampioni english style correvamo come matti per lasciare le nsotre impronte nella neve intonsa.
Uno dei sottili piaceri della vita non credete?
Correvamo, ci tiravamo palle di neve e ridevamo di gusto rotolandoci nella neve,
sembrava che quella notte fosse stata fatta solo per noi, non c’era anima viva.
Dio com’è stato bello.
Poi infreddoliti,-che ore saranno state le 6,00 forse?- siamo tornati all’appartamento , dove regnava altrettanto silenzio e, dopo aver sorseggiato un the caldo, in silenzio, quasi non ci fosse nient’altro da aggiungere per non rovinare quell’atmosfera da fiaba ( o forse per non svegliare gl ialtri?) abbiamo dormito il sonno dei giusti.

-immagine www.paffio.it-
Mentre tornavo a casa verso tarda mattinata, seduta in autobus gelido e stanca come non mai, provavo uno strano senso di pace con il mondo, di appagamento generale.
Dormii per l’intero pomeriggio.
Non ricordo nulla del capodanno del 1998, ma ricordo che la notte prima, il 30 dicembre, fu l’inizio di un’amicizia speciale e preziosa, che tra alti e bassi, negli anni a venire mi avrebbe , anzi ci avrebbe dato tanto.
Come tutti gli incanti però anche questa a poco a poco è scemata.
Non ci son colpe, ma solo volontà.
Volontà di non soffrire e soprattutto di non far soffrire più una persona a cui si vuole bene.
Una persona che avrà per sempre nel suo cuore un pezzettino del mio.
La domanda a questo punto è…dov’è andato Gianmarrrria?
Gianmaria non lo vedo più da anni, ma so che si è sposato la scorsa estate, e sono tanto, tanto contenta per lui.
Questo è il ricordo che condivido oggi con voi con cui vi auguro un bellissimo capodanno e uno speciale 2007….
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