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Qualche tempo fa ho parlato con dovizia di particolari di un libro di Suskind, Ossessioni,
e dei racconti in esso contenuti.
Nella fattispecie in Amnesia in Litteris il protagonista si stupisce di scoprire nella sua biblioteca un libro che aveva scordato di possedere, e rileggendolo, di trovarsi d’accordo con le annotazioni che un ignaro lettore prima di lui aveva apportato a mo’ di note a margine, esprimendo alcune considerazioni che si trova a condividere appieno.
Man mano che prosegue nella lettura, queste coincidenze si sprecano, finchè al termine si rende conto di aver ammirato e di essere d’accordo con se stesso , anzi con il se stesso che anni prima aveva letto quel testo e aveva espresso tali punti di vista.
Parte quindi un excursus interessantissimo sul piacere di ricordare e di dimenticare per poi emozionarsi di nuovo di fronte ad uno stesso scritto -con lo stesso approccio della prima volta- , ad un’opera d’arte o qualsiasi altra cosa ci sappia entusiasmare, sorpendere e creare stupore.
E così fino all’infinito.
Penso che la lezione mi calzi a pennello.
Più di una volta mi sono soffermata sul piacere provato nel vedere un film,un cartone animato, un manga, un libro e così via, e sì, sembrerà stupido, ma nella migliore tradizione romanzesca, ho sperato di perdere la memoria, per poter rigodere appieno delle stesse ineffabili sensazioni delle prime volte.
Perchè forse al secondo, terzo, quarto passaggio posso apprezzare differenti punti di vista o approfondire l’analisi di alcuni elementi secondari, ma consocendo già lo svolgimento dei fatti non potrò godere della stessa immediata freschezza della prima fruizione.
Eppure eppure…mi sono sparata in quest’ultima settimana i 10 dvd di Lady Oscar.
E ieri, complice il famoso cuore altrove, ho passato una notte allucinante a piangere sulla storia dlele Rose di Versailles, per questi amori fioriti in un periodo impossibile, per questi amori che fanno solo soffrire, per la felicità negata a Oscar, così bella, fiera, orgogliosa, leale, coraggiosa eppure tanto fragile…perchè una rosa non sarà mai un lillà
Per tutti quello che la Rivoluzione e lo status sociale hanno impedito a lei , Andrè, Antonietta e Fersen che chiedevano solo di amarsi liberamente…..

ah…..che romaticona…oggi ho gli occhi pesti come avessero usato il mio viso al posto di un pungiball ;_;..e mia madre che si chiede quando crescerò….
Ma non è questione di crescere.
Se un’opera ci emoziona, tocca delle corde così delicate, che male c’è ad esternare ciò che il cuore suggersice?
Piango ancora un po’…..
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