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Non è un segreto per nessuno che i miei animali preferiti siano il gatto e il procione.
Di gatti in vita mia, da che mi ricordo, ne ho sempre avuti, di più e meno belli, di più e meno affettuosi, ma non sono mai mancati.
La Susy, Piero, Paolo, Virdis, Cesare, Giulio, Ashura, Seola,Oreste I e Oreste II, oltre naturalmente la Kiki, la Kikina e la Pluffa, e altri che ora non mi sovvengono.
Di procioni invece mai.Peccato.Anche se probabilmente mi si stringerebbe il cuore vendendoli costretti a forza in casa.
Eppure il rapporto più strano l’ho sempre avuto con i ricci, o porcospini che dir si voglia.
Potrei raccontarvi molti aneddoti su questi simpatici roditori, che il più spesso delle volte vediamo appiattiti sull’asfalto, o che vengono utilizzati per , come dire, bucolici paragoni con performances goderecce….*_*
Abitando in campagna, sulle strade sembra una gara a chi ne tira più sotto; personalmente se le condizioni atmosferiche e circostanti lo permettono e mi accorgo che uno di loro sta attraversando imprudentemente la strada , mi avvicino e lo porto sul ciglio opposto a mano.
Fa tenerezza questa pallina pungente arrotolata nella mano.
Si , fa anche male, ma sono dettagli ^_^
Il mio strano rapporto con i ricci lo farei risalire all’età di 4 anni, quando, andata in visita al nonno, giocavo a rincorrre il suo gatto.
Quella volta l’agile felino si infilò sotto il cassone dove mio nonno teneva il grano, ed io mi inginocchiai allungando la mano sotto di esso per acchiapparlo dalla coda.
Ma lanciando un urletto e ritraendo di scatto la mano, l’unica cosa che seppi dire di fronte a mia madre chem i guardava con aria interrogativa fu “Ghe un gato che ponse!!”
( traduco dal dialetto veronese: “C’è un gatto che punge!”)
Ovviamente splendido splendente sotto il cassone se ne stava bellamente appollaiato un riccio.
Era la prima volta che ne vedevo uno dal vivo.
Facciamo un salto di alcuni anni ed arrivamo al tempo della quinta elementare.
Due volte la settimana, assieme a mia cugina Mersia, ( quella della mela di Baby Candy) ci portavano agli allenamenti di pattinaggio artistico.
Una sera, mentre stavamo salendo in macchina, una nostra compagna di corso ci venne incontro, trafelata, chiedendoci se volevamo un riccio.(?!*_*)
La nonna infatti poco prima nel loro garage aveva ammazzato con la scopa la madre di una nidiata di porcospini, credendola una pantegana ( da qui la dicitura “te sì orbo come un scopetòn!).
E così due piccoli ricci erano rimasti orfani.
Uno lo portai a casa con me,era talmente piccolo che stava a malapena nel palmo di una mano, tutto appallottolato e diffidente.
Non ricordo bene come lo chiamammo ma lo avevamo confinato in un piccolo recinto del giardino con una casetta di legno perchè di notte avesse caldo, e gli davo da bere il latte tiepido con una siringa senza ago.
Sono scene impagabili che non dimenticherò mai.
Ogni tre giorni gli acevo il bagnetto e lo asciugavo con il phon *_*
Subito si chiudeva a palla, dopo qualche settimana si abituò e si godeva tranquillo l’aria tiepida.
Ce l’avevo ormai da un paio di mesi, e i miei gatti dopo pallidi tentaivi di avvicinamento , avevano deciso che la preda sarebbe stata troppo indigesta e lo lasciavano tacitamente in pace.
Quel giorno decisi di lasciarlo uscire dal recinto, nel giardino grande.
Andai a giocare su da Mersia; dopo un po’ iniziò a piovere forte, da lì a un paio d’ore mi ricordai di averlo lasciato fuori da solo.
Corsi giù con un brutto presentimento.
Lo trovai morto, tutto intirizzito d’acqua sotto un cespuglio.
Forse l’acqua troppo forte, la grandine… non lo saprò mai.Era ancora caldo.
Lo seppellimmo vicino al fossato che scorre silente dietro casa mia… e ancora là riposa.
Per finire arriviamo ai giorni nostri.
Chi ha fatto un salto alla mia festa di compleanno, sa che ho un riccio “personale ” che mi gironzola nel giardino e zone limitrofe da un paio d’anni.
Mio padre l’ha ribattezzato Ettore e ha scoperto anche dove si imbosca per andare in letargo ( dietro la legnaia ^_^); sappiamo che va ghiotto di croste di pizza che condivide tranquillamente con la Kiki e la Kikina ( è uno spasso vederli mangiare tutti e tre sul cartone ^_^) e che si è affezionato a questi posti.
Noi lo teniamo volentieri..e speriamo ci porti presto tanti riccetti….

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