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Giorgia's Blog


[ 29 Settembre 89 ] [ 504 ]

Sarò lì

Quando non ci sarò più
non cercarmi,
nel posto dei morti.

Cercami là,
per quella campagna
avara di carezze
in mezzo a spighe grasse
che io ho seminato per te.
Sarò lì.

Cercami in giro
sotto le stelle
ad ascoltare la canzone
di un usignolo che ha cantato
solo un mese in primavera,
per te.
Sarò lì.

Cercami lì,
dove l’acqua che cade dalla cascata,
tocca, ritocca, culla
una macchia di nontiscordadime
celesti e rosa,
che ho raccolto per te.
Sarò lì.

Cercami nel tuo cuore,
non tanto lontano.
Sarò lì,
con te.

Io non lo dimenticherò mai quel maledetto 29 settembre 1989.
E non certo per l’omonima canzone di Maurizio Vandelli.
E’ stato il giorno in cui ho provato per la prima volta il significato della parola dolore, forse il più grande della mia vita, metaforicamente parlando il giorno in cui ho smesso di essere una bambina.
Era l’autunno in cui frequentavo la seconda media, e quel giorno eravamo a casa da scuola per la sagra di S.Michele, patrono del paese, potete immaginare che felicità, !
Il cielo era plumbeo, ma l’aria relativamente calda, senza i freschi guizzi tipici dell’autunno.
Lui mi venne a svegliare come faceva sempre con delicatezza e con un sorriso, da quando ho capacità di ricordare.
Il nostro era un rapporto speciale.
Abitava in casa, un anziano quieto,tranquillo, dolce e buono.
Il nonno che tutti avremmo voluto avere.
Un uomo alto ed elegante, caratteristica strana per un agricoltore che aveva trascorso la vita nei campi, in questa malinconica campagna padana, prima che un infarto minasse la sua salute.
Il nonno che quando i miei erano al lavoro badava a me e Michela, che si prestava ad ogni mia richiesta di giochi piu assurdi, che da piccola mi portava a spasso al parco tenendomi per mano.
Il nonno che ogni domenica ci dava 1000 lire di mancia per compraci il gelato, e io mi intenerivo pensando che era un gesto proprio bello e non dovuto.
Il nonno che costringevo a cantare con me le sigle dei cartoni animati e che mi restava accanto se mi addormentavo sul suo letto, a vegliarmi.
Il nonno che, mi aveva promesso , avrebbe compiuto 100 anni, ma i cui meravigliosi occhi celesti tradivano un sentimento di nostalgia e malinconia, mentre si perdeva nei ricordi di gioventù, pensando ad amici visti morire uno dopo l’altro, e alla nonna che, morta giovane, nè io nè mia sorella conobbimo mai.

Quel 29 settembre si preparava per la sua quotidiana passeggiata pomeridiana.
Salutò me e mio padre mentre stava aprendo la porta del garage..ma d’improvviso girò su se stesso accasciandosi al suolo.
I suoi occhi si chiusero per sempre, il suo volto era sereno.
Un ictus, come fu 40 anni prima per la moglie, lo portò via da noi in un istante…per sempre.

E io pregavo che non fosse vero, mentre mi nascondevano l’accaduto e mi portarono a forza via dalla stanza e a dormire dagli zii, e io pregavo che il Signore me lo restituisse subito.
E continuavo a piangere, per quei giorni, quei tre lunghissiimi e interminabili giorni.Come ora.
Anche se forse chi aveva più motivo di farlo, e non lo fece tantissimo, era mio padre, rimasto solo al mondo e figlio unico.
E io pensavo a tutte le volte che stavo guardando la tv con aria stizzita gli chiedevo di non parlare , mentre magari passava lentamente lì davanti, solo per farci una carezza.
Pensavo a tutte le volte in cui , dandolo per scontato, avevamo fatto progetti sul “ti porto di qua , ti porto di là” memore della sua felicità il giorno in cui andammo in aeroporto a vedere il decollo degli aerei.
E pensavo che non volevo vedere tutte quelle persone in processione a casa mia per il rosario, non volevo vedere nessuno.
La cosa più terribile fu certamente l’ostensione della salma nel salotto di casa per tre giorni; anche 17 anni fa successse di venerdì.E i funerali nel week end non si officiano.
Avevo dodici anni e nessuna intenzione di entrare in casa, con il cadavere di mio nonno in quella camera mortuaria allestita per l’occasione.
Non riuscivo a guardarlo, avevo paura.
Lo feci solo il giorno delle esequie.
Prima che gli addetti delle pompe funebri chiudessero la bara, mi sono fatta forza, ho messo una foto sotto il cuscino e l’ho toccato.
Volevo essere io l’ultima a farlo, perchè non mi dimenticasse mai.
Come io non scorderò mai lui, perchè ve lo giuro, da allora non è passato un giorno uno, senza che il mio cuore torni anche solo per qualche istante a pensarlo.

La foto era questa….e lui ovviamente si chiamava Angelo..il mio caro Angelo.

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46 Comments >> Leave a Comment

cara Giò!…purtroppo sò cosa si prova,ti capisco!
è un dolore che ancora non passa!…

  Reply Comment by gokiburiman - 29/09/2006 @ 3:18 pm

A me è rimasto solo un nonno e l’altro non l’ho mai conosciuto…

  Reply Comment by Messer Azzone - 29/09/2006 @ 3:22 pm

a me neanche uno…

  Reply Comment by gokiburiman - 29/09/2006 @ 3:27 pm

Una piccola lacrima di commozione…
Mio nonno materno non l’ho mai conosciuto, i nonni paterni non ho avuto la possibilità di godermeli… La mia cara nonna, unica rimastami… la amo più della mia stessa vita e non so cosa farei se un giorno dovessi perderla… :(

  Reply Comment by Esneda - 29/09/2006 @ 3:30 pm

ma cos’è una gara a chi ne ha di piu?
..commenti inutili.
che dire…a 12 anni sono cose che restano, che segnano…

  Reply Comment by sasha - 29/09/2006 @ 3:31 pm

Io odio piangere, non lo sopporto; ho sempre represso le lacrime tanto che pensavo di non riuscire più a farlo…
Finché un giorno l’ho fatto davanti all’ultima persona al mondo cui avrei voluto farlo ;_;

  Reply Comment by Messer Azzone - 29/09/2006 @ 3:35 pm

no sasha, hai inteso male… stavo per scrivere un poema sui miei nonni, ma poi ho pensato che era inutile e ho scritto quella frase

  Reply Comment by Messer Azzone - 29/09/2006 @ 3:36 pm

Nessuna gara…
e a dire il vero qualunque commento sarebbe inutile…

  Reply Comment by Esneda - 29/09/2006 @ 3:37 pm

Mi hai commosso! davvero!
Penso che tuo nonno sia smpre vicino a te, sempre.
io ho perso mio nonno materno e mia nonna paterna nello stesso anno. avevo 10 anni. e subivo la cosa come una “punizione divina” senza un motivo chiaro nella mia testa, come se la colpa fosse mia!
…una bimba di 10 anni metabolizza il dolore anche facendosene carico…
La mia nonna materna è morta poco tempo fa e il fatto di averla conosciuta molto di più, fa sì che il dolore sia ancora più pregnante e meno facile da sopportare…è come se un pezzetto di me se ne fosse andato con lei!
L’ultima volta che la vidi le dissi che sarei andata a trovarla il giorno seguente. Ma non c’erano giorni seguenti per lei. Mi lasciò con un sorriso generoso, un abbraccio energico e io suoi occhi verdi/azzurri che ho ereditato.
Tutt’oggi mi manca.
E credo di mancarle anch io!
Angie*

  Reply Comment by Angie* - 29/09/2006 @ 3:38 pm

no Esneda mi riferivo infatti a messer azzone, questi post sono quelli che invitano a riflettere secondo me, non appunto a un commento che sembra una gara.
tutto qui.
penso avrei preferito un poema messere.
Mi piace pensare che le persone abbiano qualcosa da dire.

  Reply Comment by sasha - 29/09/2006 @ 3:39 pm

piangere invece non è un segno di debolezza, le lacrime fanno bene ogni tanto ( e non solo perchè puliscono l’occhio e tengono attivo il dotto lacrimale…o lacrimogeno?XD

e poi ci sono lacrime di varia natura, quelle di dolore fanno male, ma l’emozione, la gioia che ti spingono addirittura a piangere sono impagabili

Goki per cortesia astieniti dal riprendere gli utenti- con tre post di fila poi- ci penso io nel caso.

  Reply Comment by Giorgia - 29/09/2006 @ 3:41 pm

Sasha: da dire appunto, non da scrivere su un blog perché lo legga non so chi

Giorgia: lo so, ne sono consapevole, ma è una stupida convinzione che ho (e soprattutto odio farlo in certe situazioni)

  Reply Comment by Messer Azzone - 29/09/2006 @ 3:55 pm

Dopo aver letto quello che hai scritto, il testo della canzone è davvero calzante. E’ bello sapere che una parte di una persona cosi’ dolce e onesta vive in te.

  Reply Comment by garethjax - 29/09/2006 @ 4:00 pm

la mia era un’osservazione perchè tu hai scritto che era inutile.
a me pare che no sia mai inutile esprimere i propri pensieri indipendenemete da chi legge poi.
poi ognuno fa come crede; le testimonianze degli altri, ricordatelo, ci arrichiscono sempre e comunque.

  Reply Comment by sasha - 29/09/2006 @ 4:00 pm

no sasha, sei stata/o tu a scrivere che erano commenti inutili…
comunque è inutile anche che ne parliamo ;)

  Reply Comment by Messer Azzone - 29/09/2006 @ 4:06 pm

Cmq giò è vero ciò che dici riguardo alle lacrime… e soprattutto, in certi casi, è necessario avere il coraggio di piangere.
E’ una delle più naturali e profonde manifestazioni di sentimento

  Reply Comment by Esneda - 29/09/2006 @ 4:08 pm

Purtroppo comprendo il tuo dolore, i miei nonni materni li ho persi da piccina ma un po’ me li ricordo, il nonno paterno invece l’anno passato a luglio, ora mi resta solo una nonnina.
Cmnq posso capire cosa significa dolore, l’ho provato per diversi mesi, prima che lui ci lasciasse e ancora dopo la sua morte. E’ stato un calvario non indifferente per tutta la famiglia e non ti dico che strazio era stare con lui e riscoprire anche attraverso le sue lacrime la sofferenza; per il nonno era quella di non poter riconoscere più i cari che gli stavano attorno e si prendevano cura di lui, era dispiaciuto del fatto che non si ricordava chi fossi.
Ora ogni tanto mi capita di ripensare a lui ed a tutte le cose che mi raccontava, del passato, della guerra, del lavoro e della famiglia ma soprattutto mi torna alla mente il suo insegnamento più grande, ripetuto a tutti noi: Perdona, sempre.
Lo so che sembra una frase presa da un film, ma lui ci credeva davvero.
Grazie per questo post malinconico Gio, ogni tanto ci sta ^_^

  Reply Comment by alex - 29/09/2006 @ 4:11 pm

è bellissimo Alex, un insegnamento saggio come solo gli anziani possono essere.
bellissimo.

  Reply Comment by Giorgia - 29/09/2006 @ 4:14 pm

Perdona sempre.
Lo diceva sempre anche mio padre :(

  Reply Comment by Esneda - 29/09/2006 @ 4:15 pm

Perdonare? L’ho fatto in passato, ma spesso è solo un modo per dare a chi ha sbagliato una scusa per rifarlo…

  Reply Comment by Messer Azzone - 29/09/2006 @ 4:21 pm

Giorgia, dopo aver letto il tuo post, mi sono veramente FERMATO un momento a riflettere…

  Reply Comment by Maxinga - 29/09/2006 @ 4:21 pm

messere:
o per dare ha un essere umano, che, in quanto tale, può sbagliare, la possibilità di rimediare..

  Reply Comment by Esneda - 29/09/2006 @ 4:24 pm

guarda mesere partire da questo presupposto non ti porta da nessuna parte.

  Reply Comment by Giorgia - 29/09/2006 @ 4:25 pm

Okkio, non dico che non perdono… lo faccio una volta, magari anche due… ma ad esagerare si fa solo la figura dei fessi

  Reply Comment by Messer Azzone - 29/09/2006 @ 4:26 pm

Chiarisco meglio… io mi riferisco agli estremi.
La frase “Perdona, Sempre” è di per sé un estremismo.
E’ giusto dare una seconda possibilità, magari anche una terza. Ma “Sempre” mi sembra esagerato…

  Reply Comment by Messer Azzone - 29/09/2006 @ 4:38 pm

Messere era il fatto stesso di partire da quel presupposto… Certo che può sembrare estremo, ma saper perdonare non significa necessariamente concedere la possibilità di sbagliare di nuovo, bensì di non portare rancore

  Reply Comment by Esneda - 29/09/2006 @ 4:53 pm

uno di quei post da leggere con la stessa disposizione d’animo con la quale si sorseggia una calda tazza di tè in inverno.
il dolore rimane comunque intimamente tuo, ed è giusto che sia così.
però a noi, che leggiamo, rimane la tenerezza del tuo ricordo nei suoi confronti, anch’io un giorno vorrei essere ricordato con tali dolci parole…

insomma a leggere sul tuo blog si porta sempre a casa qualcosa dentro il cuore eh? ^^

perdona, sempre?
chiunque creda in cristo non può non pensarla così…

  Reply Comment by Topus - 29/09/2006 @ 4:54 pm

Terreno minato Azzone quello del perdono.
Io penso che l’equilibrio Karmico esista, se una persona viene meno alla sua parola o mi fa qualcosa di male, non gli nego il perdono (salvo casi davvero estremi) ma non gli regalo nuovamente la mia fiducia. Se la deve guadagnare, deve ristaibilire l’equilibrio che ha spezzato.
E molto più spesso di quanto non si creda, la vita interviene bilanciando lo scompenso.
Solo che spesso non lo sappiamo.

  Reply Comment by garethjax - 29/09/2006 @ 4:58 pm

Che belle parole. Sono sicura che il nonno da qualche parte lassù ti veglia ancora e sente tutto l’affetto che provi per lui ^__^

  Reply Comment by selene - 29/09/2006 @ 6:45 pm

Povera! Io nell’89 ho perso l’ultima nonna, quindi ti capisco.

  Reply Comment by Tutore - 29/09/2006 @ 9:12 pm

la mia migliore amica ha perso da poco una zia che stava in casa con lei la sua 3 nonna ,io ho potuto solo dirle di farsi coraggio . Nel lontano 1995 ho perso mio padre il dolore non passa mentirei se ti dicessi il contrario ….ma si convive con la perdita di uno dei porti franchi della tua vita della guida nel cammino della tua esistenza pensando che sono così ricca del bene che mi ha dato che ne porto ancora i segni in come sono fatta che quell’uomo non potrà di certo morire mai . Può sembrare un controsenso ma non dimenticarlo portalo nel cuore e sarà lì dove tu sei in ogni istate . Un grande abbraccio piccola grande dolce Giò

  Reply Comment by Silvia - 29/09/2006 @ 9:40 pm

ho messo una rosa sulle braccia di mio padre dicendogli ti ama pe l’ultima volta.

  Reply Comment by Silvia - 29/09/2006 @ 9:43 pm

Che belle parole ragazzi… continuo a commuovermi… è normale? :(
Io mio padre lo porto dentro di me e lo vedo ogni volta che mi guardo allo specchio dato che sono una sua fotocopia :)

  Reply Comment by Esneda - 29/09/2006 @ 10:05 pm

Il dolore di una perdita.. lo porti nel cuore.

Sarà che la mia famiglia… non è propio la più “normale” del mondo, anzi. Però per vari motivi, di queste perdite ne avrò tante. E poi c’è mia nonna.. che è li.. viva e non viva allo stesso tempo…. un dolore continuo.. ed una addio rimandato. Un giorno dopo l’altro.. ma si deve vivere.. si deve amare la vita si deve continuare a guaradre avanti.. portando le persone care nel propio cuore.. come Giorgia ci mostra…

  Reply Comment by Athafil - 29/09/2006 @ 10:15 pm

mi commuovo anch’io leggendo tutto questo;hai ragione Silvia col tempo si impara a convivere con questi dolori, ma non passano mai.
Vorrei solo poter tornare da quella bambina 17 anni fa e abbracciarla per dirle di farsi coraggio.
E continuo a pensare che è il suo sorriso la prima immagine che vorrei rivedere quando chiuderò gli occhi per sempre.

  Reply Comment by Giorgia - 29/09/2006 @ 10:58 pm

Tre anni fa ho perso mio padre per una malattia bastarda e incurabile, e il vuoto che ha lasciato nel mio cuore non si e’ minimamante colmato. Mi sento anche oggi tremendamente solo, e capisco perfettamente che cosa provi, e come le cose che hai scritto esprimano il tuo io piu’ intimo.

  Reply Comment by RIKER - 30/09/2006 @ 1:05 am

del mio nonno,lo ammetto, troppe volte davo x scontato che fosse li, davo x scontata la sua presenza, xchè lui era sempre li x me, semplicemnte. forse x questo che è stato difficile affrontare il fatto che quel giorno di luglio giorno lui non era più con me, che non ci sarebbe + stato. ma quello che diceva era che finchè ci ricordiamo di qualcuno, quel qualcuno c’è. sempre..
baco Gio e un abbraccio

  Reply Comment by Lilletta - 30/09/2006 @ 9:24 am

X Selene: Ecco vedi, è una questione di termini. Per me perdonare significa ridare fiducia alla persona che ha sbagliato. Un perdono senza fiducia non è un perdono totale.

X Topus: Non tirerei di mezzo la religione anche se io sono credente: chi perdona sempre è un santo, io non lo sono affatto (e di santi ce ne sono pochini).

  Reply Comment by Messer Azzone - 30/09/2006 @ 11:09 am

chi perdona sempre è un santo

e dove starebbe scritto???

  Reply Comment by Giorgia - 30/09/2006 @ 11:48 am

Ma non e’ semplicemente meraviglioso, cara Giorgia, che il tuo nonno sia ancora li’ accanto a te.. in maniera diversa, certo, ma sempre li’ accanto a te … Un abbraccio forte forte !

  Reply Comment by Mikalimero - 30/09/2006 @ 2:05 pm

ho sempre pensato che gli occhi di papà non li avrei più rivisti ,ma in una foto in cui mi teneva in bracci sono riuscita a captare la stessa sensazione di quando per l’ultima volta mi ha detto di volermi bene ..lo ha fatto con uno sguardo perchè mi aspettava prima di finire la sua sofferenza solo un lungo sorriso verso di me e poi..il silenzio ha riempito la stanza.
Vorrei abbracciarla anche io quella ragazzina di 17 anni e tanto forte da farle capire che le sono vicina che sento sulla pelle e nel cuore il suo dolore. In una mia poesia ho scritto ” Il cielo ha mille stele la + luminosa è il mio papà” penso perciò che i suoi occhi possiamo ritovarli nei nostri ricordi quelli felici.
Mo padre mi ha chiamata come la musa che ispirò l’autore di Peter Pan infatti il mio secondo nome è Wendy come una dei bimbi dispersi. Papà mi diceva che non dovevo mai per nessuna cosa al mondo far morire il Peter che era dentro me ,crscere lasciando viva la bambina che gli sorrideva guardando Candy Candy con la nutella tra le mani e la faccia sporchissima..ricorda tuo nonno per ciò che ti ha insegnato e tieni cari i momenti trascorsi un giorno la bella e dolce Giò racconterà di Super nonno ai suoi bambini descrivendo persino il luccichino degli occhi di quella cara persona. Mio padre ci riuscì con me parlandomi di nonno Raphael che morì prima della mia naschita. Il mio papily si chiamava Ector e mi ha adottata quando avevo 12 giorni.

Ti mando una goccia di quella brina posata sulla mia rosa ogni mattina, un candido raggio di sole per riscaldarti il cuore ,un colpo di vento per cancellare ogni triste dolore, un luninoso lunare saluto perchè la notte ormai calata segna la fine di questa giornata , per ogni ricordo felice un sorriso lieto per quello triste un sorriso ancora e nulla verrà al tempo lasciato un ricordo sereno di cio che è stato perche in ogni momento venga gelosamente nel tuo cuore conservato

Dedicato alla piccola big Giò

  Reply Comment by Silvia - 30/09/2006 @ 10:17 pm

:’( ….. :’(….. sorry

  Reply Comment by sermemole - 30/09/2006 @ 11:03 pm

… Credo che un pò ti capisco. Ho perso mio nonno neanche due anni fa, e ogni volta che vedo la sua foto nel mio portafoglio ho una fitta tremenda…
… E sembra che non voglia passare mai…
E fa tanto, tanto, troppo male

  Reply Comment by Acchan - 02/10/2006 @ 12:04 am

Ho perso mamma, papà e nonna nel giro di 8 mesi e non sono ruscito a vederne nemmeno uno in camera mortuaria, non ho voluto. Sapevo che se li avessi visti sarebbe stato l’ultimo fisso ricordo che avrei avuto di loro: in una bara.

  Reply Comment by Light - 02/10/2006 @ 12:12 am

x Giorgia: non intendo santo effettivamente, ma secondo me uno che riesce a perdonare sempre (fino in fondo) ha tutti i titoli per diventarlo

  Reply Comment by Messer Azzone - 02/10/2006 @ 10:02 am

light io mi ricordo tutto di quei giorni come fosse ieri ,ma ricordo solo i momenti in cui con lucidità mi guardava per darmi coraggio,non mi sento di raccontare tutto il brutto della veglia e del giorno del funerale ma sappi che io gli sono stata vicina finchè ho potuto,non ti biasimo per non aver fatto lo stesso ogni persona sa cosa è meglio per il suo cuere in quei momenti. Un abbraccio fote

  Reply Comment by Silvia - 02/10/2006 @ 10:44 am



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