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Cinque sono le fisse che mi porto a casa dalla trasferta nipponica.
1-Lo sburrosissimo tortino al limone ( ne riparliamo sul prossimo post gastronomico)
2-Il TAMBURO
Così chiamavamo infatti un videogame molto in voga nelle sale giochi nipponiche, dove si deve battere il tempo della canzone prescelta sui classici tamburi giapponesi.
Ovviamente come accade in tutti questi tipi di simulatori ci sono varie combo da effettuare a seconda della faccina del bollino che compare sullo schermo e diversi livelli di difficoltà.
Anche la scelta delle canzoni era molto varia; tantissimo j-pop , ma tante sigle di anime ( ci siamo sbizzarriti più e più volte sulle note di Lupin, Uruseyatsura, Ken il guerriero..), qualcosa di internazionale e vari classiconi ( tra cui l’italico Funiculì Funiculààààààà)
Il team italiano è diventtao davvero un drogato di TAMBURO e a più riprese abbiamo dato spettcaolo davanti ai giapponesi attoniti delle nostre performances.
La sottoscritta ha ancora due belle vesciche sui pollici tra l’altro ^_^
Quando rimanevamo a digiuno per troppo tempo iniziavamo a giriovagare per le vie di nagoya e Tokyo ripetendo ossessivamente T_A_M_B_U_R_O, che sembra una parola giapponese, tant è che ci chiedevamo cose del tipo “chissà se tamburo significa davvero qualcosa, e noi stiamo bighellonando gridando qualcosa come “MANIGLIONI ANTIPANICO-MANIGLIONI ANTIPANICO!!!!!” *_*

3- GLI ADESIVI
Anche nello stivale ( ed hanno pure un nome) sono giunte da diversi anni le simpatiche printer che stampano subito le foto fatte con gli amici e sono munite di cornicette amene per immortalare i soggetti.
Ma in Giappone questa cosa si è evoluta..e parecchio.
Non solo si può scegliere innumerevoli combinazioni di dimensione delle foto adesive ( che posson essere fino a quattro in un’ unica seduta), ma una volta terminati gli scatti, si aggira la macchina e si passa alla personalizzazione.
Uno schermo e due penne..e il gioco è fatto.
Si può scegliere tra migliaia di cornici, decorazioni di ogni genere ( cuori, stelle, frutta, animali,bolle,fiori…), giochi di luce, frasi già fatte – in giapponese-, colori, e mille altri effetti speciali che descrivere sarebbe infinito.
Morale…abbiamo sputtanato cifre invereconde^_______^
E no mi stupisco siano uno dei maggiori trend tra le ragazze, oltretutto perchè l’effetto è molto bello, e le luci ti fotoscioppano di brutto facendo sembrare tutti bellissimi e simili a marziani scintillanti ^^
Alcuni simpatici esempi….
  
4-MAURIZIO E CHICCO

I due simpatici personaggi che vedete qua sopra infestavano ogni angolo della città di Nagoya, in quanto mascotte e testimonial dell’Expo.
Essendo l’Expo dedicato alla natura i due personaggi dovrebbero ritrarre delle specie di alberi, o cmq spiriti naturali;il loro nome giapponese è Morizo ( il ciccio) e Kikoro ( il pupattolo), italianizzato presto in Maurizio e Kikko.
Sono troppo simpatici!!!!!*_*
Erano riprodotti su qualsiasi superficie, gadgets ( legale e non, sospetto) ed altro ancora, praticamente si trovavano ovunque, c’erano già persino i cartoni animati!!!
Noi si voleva acquistare i peluche ma i prezzi erano davvero proibitivi, fortunatamente ci hanno pensato quelli della Tv Aichi la sera del Karaoke a rifornirci di gadgets, così ora ho le due salviette da bagno, il ventaglio e la maglietta^^
Li adoro!!!
5-MASCHERE E FASCE
Come sapete io e Francesca ( e in seguito anche Robberto ed Amon) abbiamo dato spettacolo munite di queste due maschere idiote per buona parte dei nostri freetime….

ma ancora non vi ho detto he il giorno della visita al tempio della dea Kannon a Tokyo abbiamo fatto man bassa di quelle famose fascette che spesso si vedono in diversi anime.
(pensate ad esempio a Godai in maison Ikkoku quando si deve mettere a studiare).
Ognuna di esse riportava slogan diverse che vanno da Banzai a Kamikaze, e la mia nella fattispecie riportava gli ideogrammi “To ko”( che di certo non si translitterano così), ovvero “Colpo Speciale!”
Muniti di fascetta buona parte del team italiano ha gironzolato suscitando l’ilarità dei giapponesi e gli altri stranieri in loco che ci hanno preso un po’ come l’attrazione della visita guidata al tempio, e noi che abbiamo fatto?
Beh li abbiamo accontentati con scatti degni di essere ricordati;)

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