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Giorgia's Blog


[ VI HO CERCATO E SIETE VENUTI DA ME ] [ 209 ]

Prima che la mitezza dei ricordi e del tempo affievolisca i miei sentimenti, le sensazioni e le strane percezioni che mi rimbalzano nel cuore e nel cervello in questo momento denso di dolore, in cui gli occhi gonfi e lucidi spiegano più di mille altre parole la sensazione di vuoto lasciata da un uomo speciale, un uomo che sapeva toccare le corde dell’anima come pochi altri, voglio anch’io dire la mia, e poco importa se a leggerlo saranno persone che non credono o cui questo avvenimento scivola indifferente sulle loro vite.
Il mondo cristiano e non solo era preparato a perdere la sua guida da alcuni giorni, probabilmente da Pasqua quando era apparso sofferente come mai prima, quando il gesto stizzito di chi pur tentando non riesce a proferire verbo, era sintomo evidente che le malattie che lo minavano l’avrebbero consumato da lì a breve.
E la televisione, la stampa e i mass media in genere, come sciacalli, vuoi per diritto-dovere di cronaca, vuoi per diritto-dovere di audience, non hanno mancato di collegarsi 24h su 24 con il Vaticano nell’attesa spasmodica di avere l’esclusiva e di dare al mondo la notizia del decesso
Quello che più detesto in questi momenti sono i servizi “coccodrillo” o precotti, come li chiamo io, che ogni rete sfodera già belli e confezionati quando un grande se ne va, con l’unico intento di muovere a commozione le folle.
E ci riescono benissimo, nel mio caso almeno.
Stanotte, candela accesa sul davanzale della mia camera, fino alle 4,30 come una trottola ho continuato in uno zapping serrato singhiozzando neanche tanto sommessamente durante la visione di speciali di ogni genere.
Dai viaggi in ogni dove, alle giornate Mondiali della Gioventù, dalle encicliche agli anatemi contro i guerrafondai e alle preghiere continue per la pace fino alle immagini più belle e pregnanti di sempre, a mio avviso.
La passeggiata sotto la porta di Brandeburgo, pezzi di storia indelebili come il crollo del muro di Berlino di cui è stato uno dei promotori, la stretta di mano con Pinochet, il bacio alla lastra sepolcrale di Cristo ma anche quelli più umani e delicati, con i bambini di ogni razza e colore, con i giovani mentre ormai malfermo cerca di seguire il ritmo delle canzoni, mentre giocherella con il bastone modello Chaplin, mentre passeggia in montagna, mentre un bimbo gli leva lo zucchetto dalla testa o quando in Australia se ne va in giro con in braccio un koala.
Questi sono i miei momenti forti.
E riflettevo su alcune questioni.
Sul perché questo uomo fosse così amato.
Le immagini di fedeli in preghiera hanno fatto in questi giorni il giro del globo.In ogni angolo di quella terra, in ogni angolo di quel mondo, mondo che da vivo lui ha visitato in lungo e in largo senza risparmiarsi mai.
La cosa bella è stato veder come anche chi cristiano propriamente non è amare Karol Wojtyla, per la sua forza, il suo instancabile coraggio la sua umiltà.
Umiltà di ammettere e chiedere perdono per tutti gli sbagli e le colpe di cui si è macchiata la Chiesa durante i secoli.Non è poco.
Si parlava tanto del fatto che, oltre all’esorbitante numero dei viaggi compiuti, impensabili per un pontefice precedente,con il boom della televisione prima e di Internet poi, proprio durante il suo pontificato, la sua immagine sia entrata pian piano nell’immaginario collettivo mondiale, come mai nessuno prima, rendendolo un papa mediatico e immediatamente concreto, non più astratto e lontano, come buona parte dei suoi predecessori.
Stamane a messa, occhi doloranti modello fessura, durante l’omelia sull’incredulità di S.Tommaso perfettamente confacente la lettura del vangelo odierno, non so cosa avrei dato per gridare al sacerdote a costo di sembrare blasfema “Ma chi se ne frega del vangelo di oggi?Per Dio la chiesa ha perso la sua guida, ha perso il Papa più amato di sempre lasciando al successore un onere non indifferente, ha perso un uomo che ha fatto la storia e che ci mancherà terribilmente.Tutto il mondo è in lutto e tu oggi la meni ancora con la storia del “beati quelli che pur non avendo visto crederanno”, è evidente che credo se sono qui caxxarola!!!”
Non mi perdonerò mai una cosa: non averlo incontrato dal vivo quando ne ho avuto la possibilità, ma come spesso accade quando alcune cose le abbiamo a portata di mano, si temporeggia inutilmente come se questa paterna figura fosse stata eterna.
Forse segretamente in molti lo abbiamo pensato o sperato.
Pur debilitato da cadute e malattie di varia natura che l’hanno reso sempre più malfermo negli ultimi anni, era prassi che dal Gemelli, o dal “Vaticano 3”, come l’ha ironicamente ribattezzato proprio Lui, bene o male sempre ne uscisse….
Lo chiamavano il Papa dei giovani, per la sua predilezione per i ragazzi di oggi, gli uomini di domani, e pare che anche le sue ultime parole siano state rivolte proprio a noi.
Io dal canto mio, come molti coetanei del resto, sento di dire solo una cosa.
Per me era il mio Papa.
Classe 77 io, eletto sul soglio pontificio nel 78 lui.
Va da sé che essendo il Papa che conosco da quando sono nata, che mi ha accompagnato durante gli anni della fanciullezza, che ho imparato ad amare fin dalla mia adolescenza per me lui sarà il Papa.
E pensavo che in fondo non ho conosciuto granché del Papa pellegrino che con veemenza redarguiva i popoli e predicava un secco no alla guerra, ero troppo piccina.
L’immagine che ha preso il sopravvento e si è plasmata nel mio cuore è sicuramente quella di questi ultimi dieci anni.Quella del Buon Samaritano di spalle che cammina con passo incerto e tremante.
Quella del papa minato nella salute ma la cui fierezza d’animo risplendeva in quegli occhi resi meno combattivi dalla sua personale via crucis ma più dolci dalla vecchiaia.
Gli occhi dei vecchi sono proprio così. Dolci.
Ecco cosa mi ha commosso veramente: vedere milioni di giovani accorrere ovunque durante le giornate Mondiali della gioventù alla chiamata di un Papa vecchio e malandato, ma che quelli della mia generazione hanno probabilmente visto come un tenero nonno.
Io lo vedevo così.
E la tenerezza che provo nel cuore in questo momento non ha confini.
Ieri notte su Mtv chiedevano di mandare con un numero dedicato un sms in ricordo del Papa.
Vedendo tutti quei messaggi commossi e commoventi, l’unico mio pensiero era
“Ma ovunque sarà..potrà vedere davvero quanto e quale affetto c’era per lui in tutti noi?Potrà mai saperlo davvero?Potrà mai leggere questi messaggi d’amore?”
In ogni caso credo che già lo sapesse.
Ma, per sicurezza, se riuscirai a leggerlo…. questo è il mio.

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15 Comments >> Leave a Comment

Io sono stato cristiano e credente, poi la vita, gli studi, l’esperienza, mi hanno portato ad essere un po’ più critico nei confronti dell’istituzione ecclesiastica e, finito il periodo delle “songs of innocence” (per dirla alla blake) di un bambino che fa oh, è arrivato il periodo delle “songs of experience” che ha minato la mia fede fino a distruggerla. Ora sono piuttosto critico nei confronti della chiesa (e francamente della religione istituzionalizzata in generale). Ricordo 10 anni fa, alla veglia funebre di mia nonna, quanto ho trovato vuoti tutti i ritualismi e i meccanici rosarioni recitati, ricordo la sensazione di vuoto e il quasi disgusto nel sentire quel costante odioso mormorio, quello che mi sembrava un egoistico ritualismo che serviva solo a chi era vivo e nulla dava a chi ormai se n’era andato…sto uscendo dal seminato. Cmnque era per dire che anch’io ho trovato insulso tutto quel blaterare sul vangelo. Ma questa è la chiesa, orfana della sua più alta carica, e non puo esulare dalle proprie regole. E’ un’istituzione.
La gente però, in quanto esseri umani, prima ancora che cristiani, ha tributato a suo loro il caro Wojtyla, e questo è stato sicuramente l’aspetto più emozionante.
Ho una grande stima nei confronti del papa, anzi forse è una forma di affetto per chi, come dicevi tu cara giorgia, ha i contorni di un nonno universale. Anche per me questo è stato l’unico papa, e non so se ci sarà mai un altro papa così papa. Quello che rimane, è la sua eredità di figura STORICA, sempre dalla parte della libertà e della pace, e l’affetto (non sempre sincero) enorme, tributatogli da ogni angolo della terra. Io penso che sia morto sereno.
——————
Giorgia, non tutti i coccodrilli sono biechi epitaffi che mirano a commuovere. Sono d’accordo che buona parte dei pezzi andati in onda siano di questo tipo.
Ma ci sono parole scritte veramente con sofferenza e genuinità. Sai come ho saputo che il papa era morto?
Ieri sera ero in televisione, per completare delle schede grafiche sulle elezioni regionali.
Sono immerso nei miei pensieri fatto di candidati, regioni e stupidi loghini per distinguere fazioni opposte ma sostanzialmente uguali…quando mi si avvicina un ragazzo in lacrime e mi dice queste semplici ma parole, come un macigno: “il papa è morto”. Quel ragazzo una volta andato in onda non ha più pianto, ma le lacrime versate prima, in quella stanza, sono state genuine te lo garantisco.
Poi, è chiaro, ho visto gente commuoversi in modo molto dubbioso, ma non mi va di essere giudice in terra del bene e del male.
Quello che so, perchè l’ho provato io personalmente, è che quando ho pigiato il tastino che materialmente ha mandato in onda la scritta “IL PAPA E’ MORTO”, un brivido mi ha percorso.
E un altro ricordo mi sovviene, quando un anno fa ho ripreso questo anziano sofferente in piazza s.pietro, un omino in evidente difficoltà, con la mantellina che gli svolazzava dappertutto, sospinta da un vento dipsettoso, ma in grado con pochi sofferti borbottii e la sua sola presenza di emanare una colossale aura di spiritualità (ero soverchiato dall’entusiasmo della gente alle mie spalle). Ricordo la compulsione che mi ha spinto a spegnere la telecamera, per non rischiare di riprendere un uomo anziano che muore…
Che dire, grazie per avere pensato a noi giovani negli ultimi momenti, ma sappi che un po’ tutti, cristiani e non ti abbiamo amato, perchè ti abbiamo rispettato prima di tutto come uomo (e sapessi quante volte le tue idee sono state lontano dalle mie, ma non è questa la discriminante che fa grande un uomo)
Good luck boy!

Topus

  Reply Comment by Topus - 03/04/2005 @ 5:29 pm

anche secondo me non è questione di fede o di religione in casi come questi.
e personalmente non condivido alcune delle posizioni prese da questo pontefice e dalla chiesa in generale.
Ma lo stimo e l’ho stimato tantissimo.
Come persona e come Papa .
un bacio grande

  Reply Comment by sasha - 03/04/2005 @ 6:06 pm

Tante parole possono risultare banali, obsolete e scontate, quindi io non dico la mia. Ma quando una persona se ne va è sempre una cosa triste.

  Reply Comment by Francy - 03/04/2005 @ 6:53 pm

“Non abbiate paura” e’ stato uno dei grandi messaggi che questo papa ci ha lasciato anche per dirci di non vergognarci della nostra fede.
Credo che iniziare un post con le parole “poco importa se a leggerlo saranno persone che non credono o cui questo avvenimento scivola indifferente sulle loro vite” sia un modo per dimostrare che questo messaggio e’ arrivato a destinazione.
Curiosamente, tra tutti i titoli di giornali e telegiornali che hanno tentato di catturare l’essenza di quanto e’ accaduto, credo che il piu’ riuscito sia stato proprio quello di un giornale ideologicamente lontano dalle posizioni della Chiesa come “Il Manifesto”, che titolava “Non se ne fa un altro”.
Al di la’ della dimostrazione di rispetto, sintomo di quanto pervasiva fosse la forza di quest’uomo, si tratta di poche parole che esprimono una grande verita’.
Giovanni Paolo II e’ stato un grande papa, uno di quelli destinati a entrare nella storia dopo averla cambiata.
E come dici tu, lascia “al successore un onere non indifferente”, quello di doversi confrontare ed essere messo inevitabilmente a confronto con una figura simile.
Quello di trovarsi nella difficile posizione di scegliere tra essere solo un “papa di passaggio” o imitare il suo predecessore, posto che superarne la grandezza e quello che ha fatto lui presupporrebbe probabilmente attuare una rivoluzione tale da squassare le radici stesse del Credo.
Perche’ Giovanni Paolo II e’ stato il papa che ha per la prima volta messo in discussione l’operato passato della Chiesa.
L’uomo che ha fatto cadere il muro di Berlino e con esso il blocco sovietico in poco piu’ di dieci anni di pontificato.
Il primo papa pellegrino, che, come disse lui, si e’ diretto in ogni angolo della sua parrocchia.
Il primo papa a confrontarsi in modo estensivo con la televisione (a colori), con internet e tutti gli altri mezzi di comunicazione, il primo papa a un concerto rock (la musica del diavolo, la chiamavano), il primo papa a scrivere libri destinati alla gente e non solo le solite incomprensibili encicliche, il primo papa la cui voce sia stata incisa su un disco.
Nell’era della comunicazione, Karol Wojtyla e’ stato un grande comunicatore, che ha saputo rendere comprensibile il suo messaggio e portarlo alla gente, scendendo dal trono di Pietro e andando tra la gente, come avrebbe dovuto sempre essere.
Ci manchera’, e’ inutile negarlo; ci manchera’ il papa riformatore, il papa della gente, il papa “nonno”.
Eppure mi rendo conto che di tutto questo mi sono accorto solo ora.
Per me, che pure ho avuto modo di vederlo da vicino, ogni piccolo cambiamento, ogni traguardo raggiunto da questo papa diventava automaticamente “normale”, come se i papi non avessero fatto altro dal tempo di Pietro.
Non so descrivere questo senso di assuefazione mediatica, forse dovuta anche a una certa diffidenza figlia di divergenze su alcuni temi, ma so per certo che sono stati anche i maledetti coccodrilli dell’ultima ora, che, ripetutamente concentrando in pochi minuti 27 anni di pontificato, mi hanno fatto osservare nella sua interezza e comprendere davvero quanto grande sia stata l’opera dell’uomo e del papa.
Come tutte le cose, ci accorgiamo della loro importanza solo quando non le abbiamo piu’.
E una riflessione mi sorge spontanea.
Se ha fatto questo effetto a me, in quanti altri puo’ averlo fatto?
Sicuramente in molti, e ora mi e’ piu’ facile comprendere quale possa essere stato l’effetto dirompente del sacrificio di un uomo sulla croce, la cui onda lunga continua ancora oggi a 2000 anni di distanza.

  Reply Comment by Roberto - 03/04/2005 @ 7:25 pm

Ecco la stretta di mano con Pinochet proprio non mi va giù, e non ho mai capito l’atteggiamento indulgente del papa, e del vaticano in generale, verso il generale cileno.
Non capisco, non è un comportamento da Wojtyla, visto che non ha mai esitato a tuonare contro i potenti e le loro guerre…
Rimango cmnque dell’idea che sia stato un grande uomo (tutti possono sbagliare)
Topus

  Reply Comment by Topus - 03/04/2005 @ 8:00 pm

è stato molto malgiudicato per questo.
cmq anch’io per quanto cattolica e praticante non condivido certe posizioni della chiesa e del pontefice ( vedi sasha),ma l’omaggio è appunto all’uomo Karol e aquel che ha rappresentato oltre che per il Papa

  Reply Comment by Giorgia - 03/04/2005 @ 11:05 pm

Mi piace pensare che sta meglio, ora.
Che è stato promosso in quel luogo che convenzionalmente chiamiamo “Paradiso”.
Sono credente e, quando posso, praticante.
Credo che tutti abbiamo un anima. E come si cura il corpo si deve pensare anche allo spirito…
Non avendo mai conosciuto i miei nonni (sia materni che paterni), Karol per me rappresentava quella saggia figura da amare affettuosamente…
Di un uomo importante restano le cose che fa, dà e soprattutto tramanda a quelli che lo sanno ascoltare.
Se anch io riuscissi, anche solo in piccola parte, in una di queste cose, saprei che con la morte continuo a vivere. Sempre.
Angie*

  Reply Comment by Angie* - 04/04/2005 @ 11:28 am

Tanta è anche per me la tristezza per la scomparsa di questo grandissimo Papa!
Una persona che ci ha insegnato tantissime cose, tra cui quella che volendo si possono anche cambiare le cose in bene, e per farlo a volte andava anche contro ai potenti o a certe istituzioni ecclesiastiche ma che al tempo stesso sapeva scherzare e mostrare il suo lato umano.
Spero soltanto che il prossimo Papa ripercorra le sue orme, anche se credo che un uomo così nn l’avremo più.

Grazie Giovanni Paolo II

  Reply Comment by Kayoshin - 04/04/2005 @ 12:30 pm

A Pasqua e mercoledì scorso mi sono commosso vedendo quanto l’uomo Vojtyla soffriva, quanto era stizzito, picchiando la mano sul leggio per la rabbia di non riuscire a parlare e di comunicare quanto aveva nell’animo, per ringraziare tutti coloro che attendevano si affacciasse alla finestra, dopo averne sentito la mancanza durante la Settimana Santa e dopo il rientro in Vaticano dalla seconda permanenza all’ospedale. Giovedì, venerdì e sabato Internet e la televisione sono state le fonti di costante informazione, mentre la preoccupazione e la commozione crescevano. Poi, sabato sera, è successo quel che è successo. Dopo le 21.55 ci siamo lasciati andare in vari commenti, più o meno ispirati, i Novendiali sono cominciati, ovunque si parla solo di questo grande Uomo, che a furor di popolo si vuol fare santo…
Indipendentemente da tutto, nessuno ci potrà restituire quest’uomo, che tutti abbiamo sempre visto come un Nonno, che ha saputo attirare a sè i giovani come nessuno ha mai saputo fare.

Grazie di tutto Karol, sarai il nostro Papa. Possano canti di angeli accoglierti all’ultima dimora.

In memoriam – Johannes Paulus II 1920-2005

  Reply Comment by Gendo_Ikari - 04/04/2005 @ 9:26 pm

Prima di tutto un saluto a tutti voi…
leggendovi, mi sono reso conto di quanto amore, questa immensa figura, sia riuscita a donare in tutti voi, personalmente non essendo credente e di conseguenza praticante, posso solo immaginare quanto dolore stiate provando in questo momento, ma su una cosa sono d’accordo con voi tutti, questo Papa è stato veramente un grandissimo Uomo che nel bene e nel male a cercato di cambiare il modo di percepire la chiesa, specialmente nei giovani, trasferendo in essi tanta forza, amore e gioia di vivere…
ero a cena a casa dei miei nonni quando mi arrivo dalla televisione la notizia della sua morte,
rimasi senza parole…. e la prima cosa che pensai fu l’enorme vuoto che avrebbe lasciato in ognuno di noi, credenti e non, ma poi sorrisi pensando all’Uomo che stava dietro al Papa, l’Uomo che è stato capace di tante imprese, l’Uomo che rimarrà dentro di noi per tutta la vita, l’Uomo che è riuscito ad amarci come nessun’altro prima, l’Uomo che, dopo tanto lottare e soffrire per noi, poteva finalmente riposare.

e come se dice qui a Roma: “Morto un Papa se ne fa n’antro”
giustissimo…
ma Speciali cosi…sarà molto difficile!
M.

  Reply Comment by Mariuccio - 04/04/2005 @ 11:33 pm

Che aggiungere a ciò che avete gia scritto, se non che mi manchera Tantissimo. E’ stato un grande Papa, ma sopratutto un grand’Uomo.
Ovvunque tu sia, Arrivederci.

Massimiliano

P.S.:Giorgia Salutalo anche da prte mia, visto che non potrò andare a Roma a renderli omaggio

  Reply Comment by Enki - 05/04/2005 @ 12:43 am

Ciao, complimenti per la qualità dei cosplay!!A proposito ti volevo chiedere se hai sentito di quella trasmissione che andrà in onda su sky riguardo al solo mondo dei cosplay…se ti interessa ti posso dare diverse informazioni!
Congratulazioni ancora

Amon

  Reply Comment by Amon - 05/04/2005 @ 2:56 am

Il tuo é un post meraviglioso che non sarei stato capace di scrivere. Rivela una riflessione profonda e meditata, probabilmente non mediata dalla grande quantitá di informazione televisiva di questi giorni ma trasmessa dalle passioni coltivate in tempi non sospetti. Cosí come credo che Giovanni Paolo II rimarrá nella storia, e i nostri nipoti ne leggeranno sui libri di testo, credo anche che un pezzo di lui ci rimarrá cucito addosso; magari ogni tanto faremo bene a mostrare questo pezzetto.

  Reply Comment by Tutore - 05/04/2005 @ 5:35 pm

grazie Tutore, l’ho scritto col cuore davvero…

  Reply Comment by Giorgia - 06/04/2005 @ 12:48 pm

:)

  Reply Comment by Tutore - 07/04/2005 @ 1:27 pm



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