Inizio a credere ai messaggi subliminali e che nulla nella vita accada per caso.
La mia latitanza su queste pagine ha natura prettamente lavorativa, se piu’ questa natura lavorativa ha a che fare con uno stuolo di bambini petulanti, capirete presto l’esaurimento delle mie energie e risorse intellettuali, gia’ minate dalla calura padana.
Ovunque nelle ultime settimane si sono sprecati sproloqui, elogi, reportage e servizi sulla morte del re del pop;personalmente ho metabolizzato tutta questa eco mediatica, con i dovuti distinguo, da cui ne è uscito, per via di una serie di concomitanze fortuite che vi andro’ spiegando, un piccolo tributo.
Non posso definirmi la fan numero °1 di Michael Jackson,non lo sono mai stata, sarebbe stato ipocrita da parte mia sciorinarvi un fiume di parole strappalacrime fuoriluogo.
Lo ascoltavo certo di piu’ durante gli anni 80 e l’adolescenza.
Del resto in seguito all’uscita di album come Bad e Thriller non era possibile restare indifferenti, specie con una sorella teenager in piena crisi ormonale nella stessa stanza (perdonami Michela ^_^)
La notizia del suo decesso mi ha chiaramente scosso, piu’ per la sensazione forse, che per la reale perdita.
Michael Jackson artista, a prescindere da ogni altro aspetto della sua vita, era effettivamente un ‘icona, quello che è Madonna sul versante femminile, un cantante che, come pochi altri, ha fatto la storia.
Michael Jackson, della cui vita privata non mi sono mai interessata, mi ha sempre suscitato, non so spiegarvi perchè, tenerezza.
Alle volte la sua aria spaurita lo faceva sembrare fuori dal mondo, tanto re del palcoscenico, tanto inetto nella vita quotidiana.
Pero’ la sua morte paradossalmente è un pezzo di vita che se ne va.
Ne parlero’ piu’ diffusamente nel prossimo post, mi basta solo puntualizzare quanto segue.
E’ un pezzo di vita degli 80′s che ci abbandona per sempre.
Sono i ricordi delle feste delle medie,dello spettacolo conclusivo al Grest 88 in cui, vestita con gialla maglietta sgargiante e bandana,”ballavo” Bad contando i passi,dei ragazzi veramente fighi che imitavano il moonwalking e si (tra)vestivano come lui a carnevale.
Con questa sorta di epitaffio pensavo si fosse conclusa la mia piccola e melanconica riflessione sulla morte del grande “Jacko“.
Non era così.
Sono incaricata di seguire, ideare, coreografare e dirigere ,lo spettacolo del centro estivo.
I ragazzini di 4^ e 5^ elementare mi dicono che vorrebbero esibirsi sulle note di Thriller.
Io li guardo con aria interrogativa.
Mi dicono che perchè Michael Jackson è il re del pop.
Questo pensiero macina dentro di me di continuo,con mille domande che vanno dal “Ma cosa ne volete sapere voi di quel che è stato davvero quest’uomo per la storia della musica pop?”, ” Cosa sapete voi degli anni 80, e di quello che ha rappresentanto lui per quegli adolescenti?” ma anche “Quanto possono aver assorbito dalla televisione e dai media in generale in questa tam tam mediatica carambolesca?”
Comunque in tutte le classi, anche tra i bambini di 1^ e 2^ non si parla d’altro.
La questione mi perplime.
Poi, alcune sere fa, vedo per la prima volta una commediola leggera, “30 anni in un secondo” con Jennifer Garner.
La classica trama di Big o “da Grande” di Pozzetto, rivistata al femminile, dove una sfigata teenager degli 80′s, si ritrova grazie ad una polvere magica una splendida trentenne in carriera nella rivista di moda dei suoi sogni.
Quando l’incipit dell’adolescenza entra nel vivo, si vedono lei e il suo migliore amico che , incantati, davanti al video di Thriller ripetono a menadito tutte le mosse del ballo.
E la scena si ripete , in modalita’ diverse, anche durante l’eta’ matura,.
Lei si trova d una festa esclusiva per vip ma nessuno balla.
Va dal dj, fanno girare il disco di Thriller,e si butta in mezzo alla pista deserta e l’amico, sulle prime un po’ titubante, la segue.
E poi, come potete immaginare, a ruota gli invitati vengono coinvolti dal ritmo e l’entusiasmo del pezzo e ballano in sinc alla perfezione tutta la canzone.
Io avevo gia’ un magone che non potete capire…
E visto che questo video mi preseguita (in ultima battuta ieri notte con Il Lupo di Salvi), Thriller sia!
Non l’ho imparato quando avevo l’eta’ per farlo, ma riparero’ adesso. Sara’ il mio piccolo, personale tributo a Michael Jackson.
You can follow RSS 2.0 feed.
You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.
Non ci vedo nulla di strano che i bambini sappiano chi è MJ. Tieni conto che ha iniziato a cantare a 5 anni ed era già famoso quindi negli anni 60, con i Jackson Five. Se i genitori di questi bambini sono com’era mio padre, ossia musica della sua gioventù a loop in auto, non è difficile che siano cresciuti conoscendo i miti dei loro genitori o, come nel tuo caso, di qualche fratello/sorella maggiore.
Inoltre, a differenza di Madonna, (che si, guardandola dal punto di vista degli anni 80 è la sua controparte femminile, mentre dal punto di vista generale non vale un calzino di MJ artisticamente parlando) Mj viene citato spesso nei film, o nei cartoni animati, o nelle gag, sia del presente che del passato (per esempio viene citato in tutti e tre i film di “Ritorno al Futuro”).
Con un curriculum di citazioni fuori dal comune al seguito e 44 anni di carriera sulle spalle, si parla di un cantautore/ballerino che è stato per la musica pop quello che Bruce Lee è stato per le arti marziali. E’ e resterà per sempre IL metro di paragone nel suo campo.
Ah si, se ti riferisci al tuo caso specifico ovviamente io non posso sapere. Ma facendo un discorso più generale non ci vedrei nulla di strano, sul fatto che dei bambini possano conoscere MJ.