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Non ho un vero motivo per essere serena in questi giorni, perchè se appena sollevo questo strato di superficiale e patinata tranquillità mi ritrovo con le magagne di sempre, più accanite che mai, che mi attendono senza tregua dietro l’angolo.
Eppure un po’ lo sono, stupidamente, comunque.
E non centrano solo motivi esterni come certe ultime incredibili giornate di sole,così rare in pianura di questa stagione, gelide, ma lucenti, e nemmeno l’aria natalizia che si inizia a respirare.
Forse che è presto per parlare di Natale?
Non se avete una bimba di due anni che vi gira per casa, ve lo assicuro.
Forse perchè, incredibili dictu, tramite feisbuc ho sentito persone nche credevo di aver perduto, ultimo di questi in ordine, il mio primo ragazzo di quando avevo 14 anni.
Che mi ha spezzato il cuore allora, certo, e per questo gli avrei staccato un orecchio a morsi ^_^, ma che ricordo con tanta tanta dolcezza adesso.
O perchè mi accorgo che decidere di investire sul lato umano in un mondo dove il materilaismo la fa da padrone,forse non è la scelta vincente in termini di “successo”, ma lo è sotto altri aspetti che fanno di me una persona migliore.
Un paio di giorni fa un utente anonimo mi ha mandato una mail che suonava piu o meno così
“Ho letto con piacere il tuo blog, devo dire che sai il fatto tuo..però, devo dirtelo, non sai quello che vuoi”
Oddio cos’è un sillogismo? Un pleonasmo?
Non lo so.
O meglio so che tra le righe dei miei scritti si evince talvolta un disagio generale e generalizzato e tutta una serie di incertezze che dipendono dalla mia precaria situazione.
In realtà so perfettamente cosa voglio.
Mi manca solo di capire come arrivare ad ottenerlo.
Ma oggi sono talmente in pace con me stessa che sento una tenera filantropia scaldarmi il cuore.
Anche se ultimamente ho avuto a che fare con egomaniaci egocentrici arroganti e frustrati, che non avranno mai quello che gli manca.
Nemmeno implorandomi.
Ho voglia solo di pensare a chi mi sta accanto, agli amici che vedo spesso e a quelli che sento più raramente, di tenermeli tutti vicino.
E piangere un po’ davanti a una pellicola di favole vecchio stile.
E godermi questi attimi, anche per poco.

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