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Alzi la mano chi non ha mai imbrogliato leggendo un cartoncino arancione degli Imprevisti o meno spesso delle più benevole Probabilità, quando usciva l’odiato imperativo “Avete tutti i vostri stabili da riparare…”
Considerato poi che,per la legge di Murphy, ciò puntualmente accadeva non appena vi eravate sottoposti ad un esborso notevole per la fabbricazione di verdi casupole e rossi alberghi, la bancarotta e l’idea dell’ipoteca erano poco felici, ecco che si improvvisava nella lettura un farlocco “E’ il vostro compleanno ogni giocatore vi regala 1000 lire” – uno dei miei preferiti- piuttosto che “Vi siete classificati secondi ad un concorso di bellezza, ritirate 10000 lire”.( poco probabile a 10 anni, ma molto lusinghiero ^_^)
Si sospirava sul “Fate tre passi indietro con tanti auguri“, si indulgeva sull “Andate in prigione direttamente e senza passare dal via”- diventato un tormentone- , che spesso si evitava in virtù del soteriologico “Uscite gratis di prigione se ci siete…”
Personalmente ho sempre avuto un debole per Bastioni Gransasso, non che la rendita del possesso della triade celeste, non tacciatemi di blasfemia, (con Viale Monterosa e Viale Vesuvio) rendesse granchè,nè fossi particolarmente attratta dal cromatismo azzurro, ma quel Bastioni Gransasso suonava proprio bene.
Sempre per una questione di favoritismo cromatico il mio orientamento si rivelava piuttosto discontinuo;bramavo Parco della Vittoria e l’accoppiato Viale dei Giardini ( entrambi viola) almeno quanto Vicolo Stretto e Vicolo Corto (fuxia); tuttavia non mi ci volle più di una partita per realizzare che con i secondi non si andava da nessuna parte.
Così per una sorta di patriottismo filoaziendale cercavo di collezionare le 4 stazioni ( giova ricordare ai lettori che il Bepo militava nelle ferrovie, all’epoca),e dato che invece lo zio Faustino lavorava come elettricista, per par condicio,puntavo anche la Società Elettrica, raffigurata con una simpatica lampadina stile Edy Archimedea, tra gli accademici arancio ( Piazza Università, Via dell’Accademia e Corso Ateneo)
I marroni suonavano troppo pomposi e scarsi di attrattiva ( Piazza Dante, Largo Raffaello e Via Verdi), al contrario degli esploratori, loro vicini di casa, dotati di un bel rosso acceso.
E allora come potevo lasciarmi sfuggire Via Marco Polo,Corso Magellano e Largo Colombo?
Prerogativa di mia sorella Michela erano invece i verdi, i romani Via Roma, Corso Impero e Largo Augusto, ed io, per una sorta di tacito accordo glieli lasciavo prendere, con trattative anche abbastanza semplici.
Mi sono sempre invece chiesta perchè anche i gialli , con i nomi dei vari imperatori ( Traiano, Giulio Cesare, Costantino) facessero di nuovo riferimento all’epoca romana… non so… mi pareva scorretto.
E per finire i segnalini!
Temo di non ricordarmeli tutti, ma a casa mia vigeva una gerarchia.
Il mio alter ego sulla plancia era il funghetto.
Mio padre , ovviamente , il fiasco
Mia madre la candela
Mia sorella la pianta grassa ( una sorta di cactus in vaso rosso)
Mi pare restasse fuori una pera verde, e forse qualcos’altro ma non ricordo bene ..
Che bei pomeriggi….

qualche info curiosa arriva dalla Wikipedia
L’edizione italiana riporta invece toponimi di fantasia ma prendendo liberamente spunto dalla toponomastica di Milano (sede della casa produttrice del gioco). Esistono infatti ancor’oggi a Milano: viale Gran Sasso, via Monte Rosa, piazza Vesuvio, via Accademia, via Verdi, via Raffaello Sanzio, via Dante, corso Vittorio Emanuele (nell’edizione del periodo fascista via Vittorio Emanuele era al posto di via Marco Polo), via Marco Polo, via Magellano, corso Cristoforo Colombo, Stazione Ferrovie Nord, piazza Costantino, via Traiano, piazzale Giulio Cesare, corso Littorio (ora corso Matteotti, nell’edizione del periodo fascista largo Littorio era al posto di largo Augusto), largo Augusto, via dei Giardini e corso di Porta Vittoria.
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