Stavolta mi trovavo con Petra in seno ad un’organizzazione segreta tipo Opus Dei, che ci mostrava e illustrava stanze e arcani, che non sarebbero dovuti essere rivelati ad entita’ alcuna.
Ricordo con nitidezza dei palazzi grandi e antichi, decorati da mostri gotici e gargoyle, che ci fissavano con aria minacciosa, nel cuore di giardini immensi dagli alberi secolari e scuri che occludevano la vista ad occhi indesiderati.
In questo regno onirico avevo la facolta’ di materializzare gli oggetti che desideravo ; ad un certo punto l’atmosfera inizia a farsi pesante e capiamo d’impulso che tutta qualle situazione non ci avrebbe portato niente di buono.
Cosi’, in sequenza, faccio materializzare prima le chiavi della mia fidata Clio e poi la vettura stessa, sto per mettermi al volante, ma Petra, con aria sicura, si offre di guidare al mio posto.
Nel viaggio di ritorno verso casa, d’improvviso ho un’illuminazione…ma Petra non ha la patente!!!! *_____________________________________________*
Nel mente che realizzo questo piccolo dettaglio mi accorgo che ha imboccato una superstrada con cavalcavia in contromano, Dio solo sa come, e iniziamo a schivare gli altri automobilisti , uno dopo l’altro modello slalom gigante.
Ma la fortuna non ci assiste nella curva della sopraelevata , e dopo una rocambolesca manovra,la fiancata sinistra ha un incontro ravvicinato del terzo tipo con il guardarail,e si va a sbattere dritti dritti contro un vecchio furgonato bianco, un Westfalia, se non ricordo male,inanellando un filotto da antologia che coinvolge altre 5 macchine.
Dal Westfalia nel frattempo esce un manipolo di ragazzoni ignudi dagli sguardi assonnati e madidi di sudore, fisicati come atleti del Settebello, intenti in atti di promiscuita’ sessuale *_________________________*
Il mio sguardo all’interlocutore è stato piuttosto perplesso.
Io c’ho la faccia da Monica?
Ma pensa avrei scommesso tutto su Gloria(cosplay) o Sabrina.
Vi è mai capitato che si ostinino a chiamarvi con un nome che non è il vostro e per scusarsi accampino strane scuse.
Per il mio allenatore di pallacanestro sono stata Martina per diversi anni mentre, se ben ricordo, l’autista dell’autobus che faceva la spola tra Vigasio e Verona all liceo , mi ha sempre chiamato Veronica, mi dispiaceva correggerlo dopo tutti quegli anni, per cui gliel’ho lasciato credere ^_^.
Veronica non è poi un brutto nome.
Per i giornalisti spesso sono Gloria o Giulia, mentre quando spacciavo nomi falsi in discoteca sono stata alternativamente Katia, Samantha e Jessica XD.
Ah che bei tempi XD!
Poi in realta’ c’è il caso contrario in cui anche io in primis mi convinca che una determinata persona si chiami in un certo modo, e nonostante non sia evidentemente così, non c’è proprio verso.
Per cui, mal comune….
Inizio a credere ai messaggi subliminali e che nulla nella vita accada per caso.
La mia latitanza su queste pagine ha natura prettamente lavorativa, se piu’ questa natura lavorativa ha a che fare con uno stuolo di bambini petulanti, capirete presto l’esaurimento delle mie energie e risorse intellettuali, gia’ minate dalla calura padana.
Ovunque nelle ultime settimane si sono sprecati sproloqui, elogi, reportage e servizi sulla morte del re del pop;personalmente ho metabolizzato tutta questa eco mediatica, con i dovuti distinguo, da cui ne è uscito, per via di una serie di concomitanze fortuite che vi andro’ spiegando, un piccolo tributo.
Non posso definirmi la fan numero °1 di Michael Jackson,non lo sono mai stata, sarebbe stato ipocrita da parte mia sciorinarvi un fiume di parole strappalacrime fuoriluogo.
Lo ascoltavo certo di piu’ durante gli anni 80 e l’adolescenza.
Del resto in seguito all’uscita di album come Bad e Thriller non era possibile restare indifferenti, specie con una sorella teenager in piena crisi ormonale nella stessa stanza (perdonami Michela ^_^)
La notizia del suo decesso mi ha chiaramente scosso, piu’ per la sensazione forse, che per la reale perdita.
Michael Jackson artista, a prescindere da ogni altro aspetto della sua vita, era effettivamente un ‘icona, quello che è Madonna sul versante femminile, un cantante che, come pochi altri, ha fatto la storia.
Michael Jackson, della cui vita privata non mi sono mai interessata, mi ha sempre suscitato, non so spiegarvi perchè, tenerezza.
Alle volte la sua aria spaurita lo faceva sembrare fuori dal mondo, tanto re del palcoscenico, tanto inetto nella vita quotidiana.
Pero’ la sua morte paradossalmente è un pezzo di vita che se ne va.
Ne parlero’ piu’ diffusamente nel prossimo post, mi basta solo puntualizzare quanto segue.
E’ un pezzo di vita degli 80′s che ci abbandona per sempre.
Sono i ricordi delle feste delle medie,dello spettacolo conclusivo al Grest 88 in cui, vestita con gialla maglietta sgargiante e bandana,”ballavo” Bad contando i passi,dei ragazzi veramente fighi che imitavano il moonwalking e si (tra)vestivano come lui a carnevale.
Con questa sorta di epitaffio pensavo si fosse conclusa la mia piccola e melanconica riflessione sulla morte del grande “Jacko“.
Non era così.
Sono incaricata di seguire, ideare, coreografare e dirigere ,lo spettacolo del centro estivo.
I ragazzini di 4^ e 5^ elementare mi dicono che vorrebbero esibirsi sulle note di Thriller.
Io li guardo con aria interrogativa.
Mi dicono che perchè Michael Jackson è il re del pop.
Questo pensiero macina dentro di me di continuo,con mille domande che vanno dal “Ma cosa ne volete sapere voi di quel che è stato davvero quest’uomo per la storia della musica pop?”, ” Cosa sapete voi degli anni 80, e di quello che ha rappresentanto lui per quegli adolescenti?” ma anche “Quanto possono aver assorbito dalla televisione e dai media in generale in questa tam tam mediatica carambolesca?”
Comunque in tutte le classi, anche tra i bambini di 1^ e 2^ non si parla d’altro.
La questione mi perplime.
Poi, alcune sere fa, vedo per la prima volta una commediola leggera, “30 anni in un secondo” con Jennifer Garner.
La classica trama di Big o “da Grande” di Pozzetto, rivistata al femminile, dove una sfigata teenager degli 80′s, si ritrova grazie ad una polvere magica una splendida trentenne in carriera nella rivista di moda dei suoi sogni.
Quando l’incipit dell’adolescenza entra nel vivo, si vedono lei e il suo migliore amico che , incantati, davanti al video di Thriller ripetono a menadito tutte le mosse del ballo.
E la scena si ripete , in modalita’ diverse, anche durante l’eta’ matura,.
Lei si trova d una festa esclusiva per vip ma nessuno balla.
Va dal dj, fanno girare il disco di Thriller,e si butta in mezzo alla pista deserta e l’amico, sulle prime un po’ titubante, la segue.
E poi, come potete immaginare, a ruota gli invitati vengono coinvolti dal ritmo e l’entusiasmo del pezzo e ballano in sinc alla perfezione tutta la canzone.
Io avevo gia’ un magone che non potete capire…
E visto che questo video mi preseguita (in ultima battuta ieri notte con Il Lupo di Salvi), Thriller sia!
Non l’ho imparato quando avevo l’eta’ per farlo, ma riparero’ adesso. Sara’ il mio piccolo, personale tributo a Michael Jackson.