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Ci sono attese che vengono ricompensate, altre che invece, puntualmente, si rivelano vane.
Ci sono speranze e sogni che portiamo avanti con tutta la determinazione di cui siamo capaci,nonostante una vocina dentro di noi ci suggerisca da sempre chiaramente che non c’è alcuna posisbilità di vittoria.
Mi piacerebbe tanto scrivere, come nei racconti dei grandi, che i miei genitori mi hanno insegnato a cadere sempre a testa alta, e con queste fierezza negli occhi e nell’animo vado avanti, nonostante le batoste della quotidianita’ e nonostante tutto e tutti.
Purtroppo, per quanto sia loro grata per altre ragioni,non sono stati latori di grandi ideali,bensì di concretezza e praticità.
Avari di gesti d’affetto, come è avara di calore questa campagna immersa nelle nebbie,durante i lunghi mesi invernali.
Forse, a suo modo, puo’ essere stato anche un bene, ma temo che il mio livello di autostima che rasenta lo zero assoluto, sia dovuto anche a questo tipo di educazione.
E poi ci sono persone in cui riponiamo la nostra fiducia, persone che hanno dimostrato col tempo di meritarla,persone che sono diventate importanti.
Persone che ci avevano messo in guardia sulla brutta natura delle aspettative.
Eppure lentamente, nonostante le buone intenzioni, si cade in questo maledetto tranello, e, credetemi, ci si sente davvero stupidi.
Stupidi per aver creduto davvero di avere accanto qualcuno su cui contare, a cui valeva la pena di dedicare il proprio tempo, nonostante le mille cose da fare.
Stupidi per avere realizzato troppo tardi che un rapporto non è mai paritetico se l’attenzione pende solo da una parte.
E qui ritorniamo da capo… le false attese sono una brutta bestia.
Una bestia che ti divora lentamente da dentro, e che ti apre gli occhi su un sacco di cose, che magari non vorresti vedere.
Benvenuti nel mondo reale.
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