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Rieccomi a raccontarvi un po’ dei miei deliri notturni, di cui come al solito, alcune parti sono chiare e facilmente ricollegabili a quanto mi sta accadendo attorno, altre un po’ meno.
Stavo andando all’Uci Cinemas,stranamente da sola, e ancor più stranamente di pomeriggio feriale, ad assistere ad una proiezione che evidentemente interessava solamente me.
Nello slargo antistante l’ingresso mi si avvicina una signora volgare, riccia dai capelli scuri alla Jackson 5, sulla cinquantina direi, con una vistosa collana di perle in pendant con orecchini uguali e grossolani.
Mi ferma chiedendomi di lasciarle il resto dell’acquisto del biglietto come obolo, ma non sembrava una zingara, era piu’ del tipo ” Hai pregiudiizi verso i ragazzi delle comunità?”
Mi allontano e con un cenno di diniego, la lascio indietro.
Lei finge di essere strattonata, si leva un orecchino di perle e lo gettaa terra, iniziando a gridare che me l’avrebbe fatta pagare, che glielo volevo rubare e mi avrebbe querelato.
Noncurante e allibita salgo la scalinata che conduce alla mia sala, ma la gente è strana mi guarda in modo ostile, capisco presto il perchè.
Sono suoi complici, persone strane edipsrate.
Madre allampanate con prole, addetti della security, gente di passaggio e via dicendo.
mi trascinano in una sala buia , legandomi a un lettino, io grido e cerco di divincolarmi ma non c’è niente da fare.
A questo punto mi iniettano un siringone infinito, tipo siero della verità,intimandomi di raccontare tutto quello che so sul mondo del cosplay.*_*
Io rimango basita.
Ma ci sono persone di cui preferirei non parlare e situazioni che vorrei dimenticare, mentre questi insistono,e mi timbrano.*_*
Sì avete letto bene, prendono dei timbri dalle forme geometrcihe varie, come quelli utilizzati per i passaporti alle dogane, e mi marchiano ovunque ci sia una superficie del mio corpo scoperta.
Sembra la lettera scarlatta.
Io sento le lacrime che mi rigano il viso, non fa male, ma non capisco che stia succendendo.
E la situazione diventa sempre più opprimente.
A questo punto mi dicono che bastano un si o un no.
E ad ogni quesito mi mettono nel pugno chiuso una mosca gigante,; se mento automaticamente la mia mano la schiaccerà il dittero.
Non vi dico che orribile sensazione avvertire con chiarezza l’insetto agitarsi nella mia mano con le 6 zampe ( non otto , Aristotele) e cercare di guadagnare vanamente la via d’uscita dal mio palmo chiuso e madido.
Poi mi sveglio…..

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