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Durante le mie ore pomeridiane trascorse a correre dietro ad Arianna, nei momenti in cui è più tranquilla le racconto storie strampalate, divertenti, giganti , impossibili e la vedo ridere della mie buffe espressioni date dalla buona mimica facciale che mi contraddistingue.
Se sarò a breve piena di rughe saprò a chi dare la colpa 
Ieri durante questi deliri immaginifici, mi sono improvvisamente ricordata di due grandi convinzioni che avevo da piccola assieme ai miei cugini.
Sono certa che, se anche quanto vi sto per raccontare vi farà sorridere, anche voi avrete a suo tempo congetturato qualcosa di altrettanto strano e impossibile.
Per cui cercate di ricordarvelo invece di ridere delle elucubrazioni malsane altrui
La prima grande verità di cui eravamo assolutamente certi è che il nostro vicino di casa fosse in realtà Zorro.

Si , Zorro.*_*
Non saprò mai perchè non Batman o l’UomoRagno.
Ricordo bene che lo spiavamo di continuo per coglierlo in flagrante durante il momento topico della vestizione, o almeno durante qualche allenamento da vero schermidore.
Senza risultati però.
La nostra seconda grande impresa fu quella di cercare di arrivare al mare.
Ora provate a immaginare quattro cuginetti, con età variabili tra i 5 e i 10 anni, cresciuti nella monotona campagna della pianura padana, che durante i lunghi e afosi pomeriggi estivi non desideravano altro che andare al mare e invidiavano da morire chi ci abitava vicino.
E allora la lampadina.
Questo a dimostrazione inoltre che si trattava di alunni diligenti nel nostro caso.
Dietro a casa mia scorre un piccolo fossato, eventualità molto frequente in questa zona che in tempi antichi , prima della bonifica benedettina, non era altro che un’immensa palude.
Il fosso in questione ha sempre avuto tutta la mia simpatia, non solo per il nome simpatico , Gambalòn, ma forse perchè sono cresciuta e abito tutt’ora anche nel quartiere eponimo, uno dei più antichi del paese.
Dunque , poichè il mare era una meta molto ambita, come prima cosa cercammo di riprodurlo dietro casa, andando a rubare secchi di sabbia dai cantieri edili vicini da spargere sulla riva e disseminando la stessa di conchiglie, prezioso bottino della vacanza precedente.
Pensavamo che bastasse questo per riprodurre la fauna ittica, ma l’unico essere senziente – un tempo probabilmente-che avvistammo galleggiare fu il cadavere di una pantegana.
A questo punto si impose la scelta dettata dalle reminescenze scolastiche di cui sopra.
Il Gambalòn si congiunge al fiume Tartaro( altro corso d’acqua d’innata simpatia ^_^)che taglia a metà Vigasio ; il Tataro prosegue la sua corsa fino a Venezia dove diventa “Canal Bianco“, da lì si tuffa nell’Adriatico.
Praticamente era come avere il mare sotto casa no?
Fomentati dalle avventure di Huck e Jim sul Missisipi tentammo l’avventura dei cugini sul Gambalon con barchetta-zattera costruita da noi medesimi.
Come finì lo potete immaginare da soli….diciamo che da lì le nostre avventure virarono sul tesoro dei Goonies e di Willy L’orbo che , guarda a caso, aveva un parente stabilitosi proprio a Vigasio….del resto anche Virgilio l’ha fatta grossa con tutte le balle su Enea per dar lustro alla stirpe di Roma, perchè non poteva essere così anche per noi vigasiani che, giova ricordarlo, veniamo comunque in pace?

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