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Sul nostro quotidiano locale trionfa l’orgoglio veronese : Miss Italia 2007 , Silvia Battisti, è di Verona.
Non accadeva da vent’anni da quando, nel lontano 1987, la bella Mirca Viola, squalificata perchè già mamma, dovette cedere lo scettro alla seconda arrivata, la scaligera Michela Rocco di Torrepadula, attuale moglie di Mentana.
Tra l’altro Silvia, come viso almeno, imho non era la migliore in gara, ma mi inchino al cospetto di 1,80 cm di fisico perfetto! °_°
Stendiamo un velo pietoso sulla conduzione di quest’edizione con Mike Bongiorno, che non ha fatto nulla per nasconderci la sua arteriosclerosi galoppante, e Loretta Goggi ( che personalmente apprezzo molto come artista tout court)- nel ruolo più di badante che spalla femminile aihmè-.
Ora Miss Italia per noi ragazze normali e sciattine è una goduria.
Possiamo dar davvero sfogo ai nostri più bassi istinti denigratori comodamente spaparanzate sul divano di casa, in compagnia di altre acide amichette, abbracciate magari ad un sacchettone di pop corn, Homer Simpson size, che presto di depositerà sotto forma di simpatica cellulite sui nostri fianchi adiposi.
Seguire una puntata intera è un’impresa titanica: tra colpi di sonno da manuale, e diabetiche morali paludate sull’importanza di essere belli dentro, c’è da rabbrividire.
Credo sia un po’ come per l’altra metà del cielo il rito del Gran premio: si guarda la partenza, poi si piomba tra le braccia di Morfeo cullati dal wroooooom cadenzato dei bolidi, quindi ci si desta magicamente per l’arrivo.
Qui uguale.
Diamo il meglio della nostra cattiveria muliebre con commenti acidi al di là di ogni immaginazione con stilettate all’indirizzo della miss di turno alla stregua di :
-guarda che denti, sembra un cavallo
-ha l’attaccatura dei capelli che non mi piace
- ho adocchiato della cellulite mentre si voltava
-assomiglia a Vladimir Luxuria
e via discorrendo.
In realtà sappiamo benissimo che nessuna di noi potrebbe neanche lontanamente star dall’altra parte dello schermo, ma che soddisfazione!:)
Ci manca solo di alzare le palette per dare il voto.
Magari ci attrezziamo per l’anno venturo?

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