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Giorgia's Blog


Archive for April 16th, 2007

[ E IL RESTO MANCIA ] [ 617 ]

Dopo il successo del post precedente, grazie tutti per esservi prestati a questo gioco, passiamo ad altro.
Stavolta vorrei capire se sono l’unica che si trova in difficolta’ con le mance e le offerte.
Premetto, come ben sapete, che in Italia la mancia non è -grazie al cielo- obbligatoria, come invece avviene in America, in Messico o in altri paesi.
Spesso sui banconi del bar si trovano ampolle fiduciose pronte a contenere la generosita’ degli avventori, ma sono discrete e non impegnano nessuno.
Ora, a prescindere dal fatto che preferirei pagare direttamente di piu un servizio, (e/o che il datore di lavoro conteggiasse direttamente uno stipendio piu alto per i suoi dipendenti) di modo che non mi guardino ogni volta con un sorriso ebete che nasconde ben altri pensieri, io e le mancia non andiamo d’accordo.
L’ho capito la prima volta una decina di anni fa la volta che lasciai a un ambulante suonatore a Cadmen Town , 1 sterlina per la sua performance.
Al tempo una sterlina valeva 3000 lire e in tutta onesta’ mi sembrava un riconoscimento congruo per 2 minuti di sonata.
Questo ha guardato con disgusto la mia offerta biascicando un “strangers” e facendo spallucce.
La cosa mi turbo’ per tutto il giorno, e sinceramente, mi diede anche abbastanza fastidio.
Del tipo che avrei avuto tutta l’intenzione di andare a ravanare nel suo sudicio cappello e di riprendermi la mia sterlina per questo atteggiamento scortese e immotivatoXD
Per i viaggi all’estero quindi che piaccia o meno, ci si adegua agli usi locali e si calcola il tot per cento in piu da lasciare come mancia.
E anche qui e’ sempre un terno al lotto.
Se ne lasci poca sei tirchio, se ne lasci troppa sei lo sborone munifico di turno.
E regolarsi e’ sempre un dramma ( a volte anche per gli autoctoni; l’ultima volta a Citta’ del Messico un cameriere si e’ lamentato con Mario a tal proposito…)
Ma quando questo accade qui in Italia e’ insopportabile.
E accade sempre in un unico frangente.
Nei bagni.
Ferroviari, aeroportuali ma ben piu spesso negli autogrill.
Ditemi cosa c’è di piu’ antipatico e irritante dell’addetta alle pulizie che come cerbero controlla chi entra con finta noncuranza e aspetta al varco coloro che escono ingaggiando con lo sguardo una sorta di sfida silenziosa all’ultimo spicciolo.
Durante i llasso di tempo che separa le mie mani dal lavandino a quello in cui teoricamente potrei cercare una moneta da lasciare alla signora, mi passa per la testa un ‘unica grande domanda.


Perche??
Perche’ devo lasciarti una mancia?
E’ il tuo lavoro, nessuno mi lascia una mancia perche’ faccio bene il mio lavoro, sono gia’ pagata per farlo.
Non e’ una cortesia che mi usi quella di pulire il cesso, sei pagata per farlo, perche’ te ne stai come un mastino all’ingresso per controllare la gente invece di andare a lavorare??
Forse è esattamente questa la cosa che mi infastidisce.
Nel 90 % dei casi le addette stanno al banco invece che al lavoro.
Un conto e’ lasciare il piaittino e sperare nel buon cuore della gente, un conto e’ questo mobbing psicologico.
Che poi quando esci e non lasci nulla con un’occhiata e un mellifluo arrivederci hanno davvero il potere di farti sentire una merdina.E il timore che mi lancino ogni volta delle makumbe non mi abbandona mai.
Mi viene in mente quando l’arciprete di diversi anni fa, prontamente ribattezzato Don Cestello, veniva a benedire le case e attendeva con aria sorniona l’offerta, teoricamente libera, presso ogni famiglia, offerta che poi veniva messa in un preciso ordine di modo che fosse possibile calcolare una volta rientrati all base, la canonica, quanto effettivamente ogni parrocchiano avesse elargito per i bisogni della Comunita’.
Trovavo questa pratica repellente.
Offerte e mance, ritengo opportuno, siano sempre anonime e mai quantificabili dagli astanti.

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