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Giorgia's Blog


Archive for March 6th, 2007

[ CORVI TRA I CAPELLI ] [ 589 ]

Come vi avevo anticipato , anche oggi vi renderò partecipe dell’incubo, se così possiamo definirlo, che ho sognato l’altra notte.
A tratti a mio avviso è decisamente inquietante…chissà forse erano le 3.00 del mattino, l’ora in cui agisce il Maligno – come insegna Padre Moore , il prete esorcista di Emily Rose- per una sorta di sberleffo al Signore che invece è morto, concendendoci cosi’ la salvezza, alle 3,00 del pomeriggio del Venerdì Santo, come ci ricordano le celebrazioni del triduo Pasquale.

Ora, mi trovavo nella mia camera a giocare con un vecchio pc, tipo Commodore 64, con un caro amico di infanzia, che vedo piuttosto raramente.
Si trattava di un videogame bidimensionale in cui il protagonista girovagava senza meta in una sorta di labirinto/stanza e doveva recuperare /trovare vari oggetti.
Ad un certo punto nel gioco l’eroe s’imbatteva in un’ ara che poteva essere alta circa un metro, sulla cui sommità giaceva un piccolo forziere pieno di dobloni ( stile Pirati dei Caraibi); sappiamo che per recuperare il foziere lo stesso doveva essere sostituito con qualcosa di egual peso per evitare che la manomissione fosse intuita dall’incognito nemico.
In quel momento, d’improvviso mi ritrovo io davanti all’ara e dentro il gioco, e nel pieno delle mie facoltà di intendere e di volere, mi sento molto Indy nell’incipit de I Predatori dell’Arca perduta.
Effettuo al volo il cambio e sono ritrasportata all’istante nella realtà.
Tutto sembra essere filato liscio, ma ora accanto a me non c’è più Alessio, il mio amico, ma, se ben ricordo,mia cugina Mersia.
Ecco che tutto d’un tratto piomba un silenzio quasi innaturale, fuori il cielo in un pico secondo diventa plumbeo e pesante, e avvertiamo con chiarezza lil rumore in lontananza di alcuni passi, come di una marcia che progressivamente si avvicina, precisa, perfetta e inesorabile.
Scrutiamo dalle finestre per vedere cosa sta accadendo.
Di fuori , a perdita d’occhio un mare nero.
Sono corvi.
Enormi, minacciosi corvi giganti giapponesi dalle pupille bianche.
Sono centinaia, migliaia.
Raggiungono la mia casa, poi i balconi dabbasso, poi a saltelli arrivano sui tetti e, come seguendo un ritmo segreto, scandito da forze arcane, iniziano a picchiare con i loro becchi aguzzi,dapprima lentamente poi con sempre maggiore frenesia e ossessione.
Ci guardiamo spaventate e impotenti.
Uno di loro, lo sguardo crudele e porcino, riesce a crepare con il rostro uno dei sei vetri rettangolari dell’inglese della finestra.
A quel punto, d’istinto, sappiamo cosa dobbiamo fare.
Apro la finestra, solo un po’.
Il volatile fa capolino con la testa, ora le pupille sono corvine come il piumaggio, e guarda con aria curiosa all’interno della stanza, voltandosi a destra e a manca con rapidi scatti.
A quel punto entrambe afferriamo la metà aperta della finestra e spingiamo nella direzione opposta , chiudendola con violenza.
La testa del corvide oppone strenua resistenza, e dopo un penoso sfrigolio di scuro sangue grumoso e carne viva, ecco il capo mozzato cadere all’interno:la testa , ancora animata e calda, gracchia penosamente e finisce aggrovigliata, continuando nella discesa ad agitarsi, tra miei capelli.
Dalle labbra a quel punto ,mi esce un flebile singulto e mi sveglio agitata, portandomi immediatamente le mani alla nuca e con una sola parola, nitida, chiara, vibrante nella testa : ARGENTO.

Perchè???????????????????????????????????????;_________________________;
No non ditemi Dario, che non centra una cippa XD…
Erika aiutami tu!

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