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dimmi dove dimmi come e con che cosa ascoltavi la mia vita,
quando non stavo con te
e che sapori e che umori che dolori e che profumi respiravi,
quando non stavi con me
(Iris-Biagio Antonacci)
La verità contenuta in questa strofa ha, a mio avviso, una forza abbacinante.
Pensate a quando incontrate qualcuno di interessante, che sentite affine da subito, che morite dalla voglia di conoscere meglio, di cui vorreste sapere tutto, perchè lo trovate estremamente affascinate, misterioso, brillante e piacevole, sia esso come amico/a che qualcosa di più.
A me capita spesso un impulso di “gelosia” in questo termini, sensazione superata invece con i rapporti collaudati, non certo perchè dati per scontati, ma perchè l’altro lato bello della’assidua frequentazione è la perfetta sintonia, il capirsi al volo, la complicità.
Perchè se è vero che amore e amicizia sono sentimenti legati a filo doppio, è anche vero che di colui/colei che è l’oggetto dei nostri desideri, citando Battiato, e di colui/colei cui siamo legati da un altrettante forte legame di amicizia, diventiamo bonariamente gelosi.
Non di gelosia morbosa che sconfina nella possessività.
Ma di gelosia curiosa.
Quella che si chiede..com’era questa persona prima di conoscere me?
Cosa le piaceva? Chi frequantava, come viveva?
Non che il nostro incotro le abbia fatto mutare abitudini, vizi e virtù, ma capita che quasi inconsciamente si stabilisca uno spartiacque tra il prima e il dopo, tra il non c’ero e il ci sono, tra passato e presente insomma.
Come se avessimo il timore di non riuscire mai ad afferrarla, mai a sentirla davvero nostra.
Un’ansia comprensibile all’inizio di un rapporto dunque, in cui, se vogliamo, il piacere della scoperta a piccoli passi è uno degli step piu importanti e gratificanti.
Per questo credo che le 4 righe della citazione di cui sopra esprimano alla grande questo logorroico speculare, e così me le ripeto inconsapevolmente come un mantra…..
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