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Giorgia's Blog


Archive for April, 2005

[ IL LUNGO ADDIO ] [ 210 ]

Eccomi di ritorno dal tour de force romano.
Sono partita ieri pomeriggio alle 17,00 assieme a Robbberto per il doveroso saluto al Papa di cui vi ho detto, e siamo giunti nella capitale intorno alle 23,15.
Breve sosta a casa sua per posare i bagagli e via alla volta di S.Pietro , che brulicava di gente come non ho mai visto prima.
Un delirio, una fila infinita, alla cui estremità ci accodiamo con l’animo in pace intorno alla mezzanotte, la protezione civile distribuisce bottigliette d’acqua e, di tanto in tanto, qualche coperta; ma si procede a passo d’uomo.
Ad un certo punto capiamo che devono aver tolto le transenne da piazza S.Pietro perchè procediamo per un breve tratto piuttosto velocemente alla volta del Vaticano, abbastanza da svoltare in via della Conciliazione e seguire ciò che succede all’interno grazie ad alcuni megaschermi posizionati ai lati della strada.
Attorno a me il campionario più vivido di umanità, mischiato in un affresco che non mi era mai capitato di vedere.Fricchettoni no global, educandi e suore, famiglie con bambini e passeggini, comitive di metallari, ragazzi dell’oratorio, vecchietti scalpitanti , e stranieri di ogni dove ( accanto a me almeno dei polacchi, dei tedeschi, dei messicani e degli americani) giunti in fretta e furia per l’estremo saluto a Karol il Grande.
Sono ormai le 2,00, e noi siamo ancora verso metà di Via della Conciliazione; per fortuna apprendiamo che hanno prorogato di altri 60 minuti l’orario delle viste, e ci illudiamo per un attimo di riuscire ad entrare nella schiera dei fortunati, mentre a momenti alterni si levano applausi, canti e cori da stadio che recitano “Giovanni Paolo..eo oh oh “.
L’iilusione è breve, le 3,00 arrivano velocemente e noi siamo giunti solo alla fine della via, così alla meno peggio bivacchiamo a terra preparandoci a sonnecchiare un po’ durante le due ore adibite alle pulizie.
E’ strano, penso per un attimo,trovarmi tutta raggomitolata in pochi centimetri sui sanpietrini freddi con davanti la spettacolare basilica illuminata a festa, e cerco di fissarmi nella mente e nel cuore quest’immagine, questa processione umana infinita, mentre il sonno mi fa crollare piano piano tra le braccia di Roby.
Saggiamente la “direzione” alla vista di pellegrini all’addiaccio a perdita d’occhio decide di aprire quaranta minuti prima, rispetto i preventivati, le porte della Chiesa ed ecco che lentamente ci spostiamo verso la piazza; sono ormai quasi le 6,00 quando riusciamo ad entrare in religioso silenzio e ci dirigiamo verso il baldacchino bronzeo.

Papa Giovanni Paolo II sta lì.
“Sembra un fantoccio di cera” sentirò dire ad una ragazzetta in romanesco quando esco.
Mi viene da pensare che la signorina non abbia mai visto una persona morta.
Purtroppo ho vivida nei miei ricordi l’immagine di mio nonno Angelo che lasciarono nella bara aperta nel salotto di casa per tre giorni quando avevo 12 anni.
E io non volevo piu entrare in casa, e mi sembrava una crudeltà ed una tortura quello che mi stavano facendo.Ma questa è un’altra storia.
Anche lui era esattamente così.
Il Papa giaceva riccamente vestito di tutti gli ornamenti papali ai piedi del baldacchino.
Gli occhi saldamente chiusi, e sul viso di cera una smorfia di dolore.
Il suo viso è emblematico della sofferenza dell’ultimo periodo e questo non mi lascia grandi speranze sul fatto che se ne sia andato senza dolore.
Sembra un omino tanto piccolo , disteso su quel giaciglio.Certo l’età l’aveva incurvato, il rigor mortis accorciato…eppure sembrava un omino tanto piccolo continuavao a pensare, mentre sentivo la commozione salire celermente per cercare la via del dotto lacrimale….tanto piccolo eppure tanto grande…
Ma la fila è infinita e gli inservienti, come ausiliari del traffico , ci fanno segno di circolare velocemente.
Mi rendo conto che hanno ragione e che sarebbe impensabile che i pellegrini potessero fermarsi qualche minuto in raccoglimento, ma egoisticamente penso che dopo tutte quelle ore d’attesa mi sarebbe piaciuto tantissimo.
Rubo una foto velocemente e prima di andarmene, lascio alle spoglie terrene di quest’uomo meraviglioso tutti i pensieri che ho nel cuore.

Sono le 6,30 quando usciamo e la Roma che non ha vissuto quest’esperienza atemporale inizia pigramente a svegliarsi…noi si prendono due metrò e un bus per arrivare a destinazione alle 7,00 o poco più..il cornetto e il cappuccino sono d’obbligo, dato che siamo di strada..portiamo infine le nostre stanche membra a riposare assieme alla sensazione di aver vissuto qualcosa di straordinario, come di aver fatto parte di un evento che passerà alla storia, e alla soddisfazione speciale che sempre si prova quando si assecondano i desideri del proprio cuore.

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[ VI HO CERCATO E SIETE VENUTI DA ME ] [ 209 ]

Prima che la mitezza dei ricordi e del tempo affievolisca i miei sentimenti, le sensazioni e le strane percezioni che mi rimbalzano nel cuore e nel cervello in questo momento denso di dolore, in cui gli occhi gonfi e lucidi spiegano più di mille altre parole la sensazione di vuoto lasciata da un uomo speciale, un uomo che sapeva toccare le corde dell’anima come pochi altri, voglio anch’io dire la mia, e poco importa se a leggerlo saranno persone che non credono o cui questo avvenimento scivola indifferente sulle loro vite.
Il mondo cristiano e non solo era preparato a perdere la sua guida da alcuni giorni, probabilmente da Pasqua quando era apparso sofferente come mai prima, quando il gesto stizzito di chi pur tentando non riesce a proferire verbo, era sintomo evidente che le malattie che lo minavano l’avrebbero consumato da lì a breve.
E la televisione, la stampa e i mass media in genere, come sciacalli, vuoi per diritto-dovere di cronaca, vuoi per diritto-dovere di audience, non hanno mancato di collegarsi 24h su 24 con il Vaticano nell’attesa spasmodica di avere l’esclusiva e di dare al mondo la notizia del decesso
Quello che più detesto in questi momenti sono i servizi “coccodrillo” o precotti, come li chiamo io, che ogni rete sfodera già belli e confezionati quando un grande se ne va, con l’unico intento di muovere a commozione le folle.
E ci riescono benissimo, nel mio caso almeno.
Stanotte, candela accesa sul davanzale della mia camera, fino alle 4,30 come una trottola ho continuato in uno zapping serrato singhiozzando neanche tanto sommessamente durante la visione di speciali di ogni genere.
Dai viaggi in ogni dove, alle giornate Mondiali della Gioventù, dalle encicliche agli anatemi contro i guerrafondai e alle preghiere continue per la pace fino alle immagini più belle e pregnanti di sempre, a mio avviso.
La passeggiata sotto la porta di Brandeburgo, pezzi di storia indelebili come il crollo del muro di Berlino di cui è stato uno dei promotori, la stretta di mano con Pinochet, il bacio alla lastra sepolcrale di Cristo ma anche quelli più umani e delicati, con i bambini di ogni razza e colore, con i giovani mentre ormai malfermo cerca di seguire il ritmo delle canzoni, mentre giocherella con il bastone modello Chaplin, mentre passeggia in montagna, mentre un bimbo gli leva lo zucchetto dalla testa o quando in Australia se ne va in giro con in braccio un koala.
Questi sono i miei momenti forti.
E riflettevo su alcune questioni.
Sul perché questo uomo fosse così amato.
Le immagini di fedeli in preghiera hanno fatto in questi giorni il giro del globo.In ogni angolo di quella terra, in ogni angolo di quel mondo, mondo che da vivo lui ha visitato in lungo e in largo senza risparmiarsi mai.
La cosa bella è stato veder come anche chi cristiano propriamente non è amare Karol Wojtyla, per la sua forza, il suo instancabile coraggio la sua umiltà.
Umiltà di ammettere e chiedere perdono per tutti gli sbagli e le colpe di cui si è macchiata la Chiesa durante i secoli.Non è poco.
Si parlava tanto del fatto che, oltre all’esorbitante numero dei viaggi compiuti, impensabili per un pontefice precedente,con il boom della televisione prima e di Internet poi, proprio durante il suo pontificato, la sua immagine sia entrata pian piano nell’immaginario collettivo mondiale, come mai nessuno prima, rendendolo un papa mediatico e immediatamente concreto, non più astratto e lontano, come buona parte dei suoi predecessori.
Stamane a messa, occhi doloranti modello fessura, durante l’omelia sull’incredulità di S.Tommaso perfettamente confacente la lettura del vangelo odierno, non so cosa avrei dato per gridare al sacerdote a costo di sembrare blasfema “Ma chi se ne frega del vangelo di oggi?Per Dio la chiesa ha perso la sua guida, ha perso il Papa più amato di sempre lasciando al successore un onere non indifferente, ha perso un uomo che ha fatto la storia e che ci mancherà terribilmente.Tutto il mondo è in lutto e tu oggi la meni ancora con la storia del “beati quelli che pur non avendo visto crederanno”, è evidente che credo se sono qui caxxarola!!!”
Non mi perdonerò mai una cosa: non averlo incontrato dal vivo quando ne ho avuto la possibilità, ma come spesso accade quando alcune cose le abbiamo a portata di mano, si temporeggia inutilmente come se questa paterna figura fosse stata eterna.
Forse segretamente in molti lo abbiamo pensato o sperato.
Pur debilitato da cadute e malattie di varia natura che l’hanno reso sempre più malfermo negli ultimi anni, era prassi che dal Gemelli, o dal “Vaticano 3”, come l’ha ironicamente ribattezzato proprio Lui, bene o male sempre ne uscisse….
Lo chiamavano il Papa dei giovani, per la sua predilezione per i ragazzi di oggi, gli uomini di domani, e pare che anche le sue ultime parole siano state rivolte proprio a noi.
Io dal canto mio, come molti coetanei del resto, sento di dire solo una cosa.
Per me era il mio Papa.
Classe 77 io, eletto sul soglio pontificio nel 78 lui.
Va da sé che essendo il Papa che conosco da quando sono nata, che mi ha accompagnato durante gli anni della fanciullezza, che ho imparato ad amare fin dalla mia adolescenza per me lui sarà il Papa.
E pensavo che in fondo non ho conosciuto granché del Papa pellegrino che con veemenza redarguiva i popoli e predicava un secco no alla guerra, ero troppo piccina.
L’immagine che ha preso il sopravvento e si è plasmata nel mio cuore è sicuramente quella di questi ultimi dieci anni.Quella del Buon Samaritano di spalle che cammina con passo incerto e tremante.
Quella del papa minato nella salute ma la cui fierezza d’animo risplendeva in quegli occhi resi meno combattivi dalla sua personale via crucis ma più dolci dalla vecchiaia.
Gli occhi dei vecchi sono proprio così. Dolci.
Ecco cosa mi ha commosso veramente: vedere milioni di giovani accorrere ovunque durante le giornate Mondiali della gioventù alla chiamata di un Papa vecchio e malandato, ma che quelli della mia generazione hanno probabilmente visto come un tenero nonno.
Io lo vedevo così.
E la tenerezza che provo nel cuore in questo momento non ha confini.
Ieri notte su Mtv chiedevano di mandare con un numero dedicato un sms in ricordo del Papa.
Vedendo tutti quei messaggi commossi e commoventi, l’unico mio pensiero era
“Ma ovunque sarà..potrà vedere davvero quanto e quale affetto c’era per lui in tutti noi?Potrà mai saperlo davvero?Potrà mai leggere questi messaggi d’amore?”
In ogni caso credo che già lo sapesse.
Ma, per sicurezza, se riuscirai a leggerlo…. questo è il mio.

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[ CHE FRETTA C’ERA….MALEDETTA PRIMAVERA ] [ 208 ]

che fretta c’era…lo sappiamo io e teeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
Beh non c’era nessuna fretta in effetti ( e che allitterazione *_*), ma considerato che sono rimasta indietro con le session di ben tre costumi (Sheila,Athena, Sailor Pluto) per via del tempo inclemente e soprattutto freddo…bisogna iniziare ad approfittare delle belle giornate e della disponibilità di Giovanni….
Così prima che i peschi e i ciliegi e gli altri alberi da frutto sfioriscano, voilà la spring kimono session ( che non è un colpo dei Cavalieri dello Zodiaco) da affiancare alla autumn session già sul sito^^..e domani potrebbe essere il turno di Sailor Pluto….

[ 10 Comments » ]