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Giorgia's Blog


Archive for January 11th, 2004

[ non è opera mia…ma…leggete qua ] [ 43 ]

il seguente testo è tratto dall’ottimo blog di Lenders..leggete con che acutezza e sagacia analizza il lessico moderno!
mitiko

Fino a qualche anno fa, gli italiani avevano un telefono a casa, o in ufficio. Se chiamavi e suonava a vuoto, magari riprovavi dopo qualche ora, o il giorno dopo; se dovevi fare una telefonata, cercavi una cabina: non moriva nessuno.
Poi qualcuno ha avuto la splendida idea di inventare i telefoni cellulari, ma non solo: di farli costare anche poco, talmente poco che oggi tutti li consideriamo una necessità fondamentale per l’umanità, fino al momento in cui ce ne viene dato uno per lavoro. E’ il momento della tua vita in cui capisci che il telefonino è una cosa da evitare come la peste bubbonica.
Ma questo non accade né alle mamme diventate ancora più ansiose e spaccacazzo di prima (sei arrivato? dove sei? mi chiami quando arrivi? a che punto sei? in macchina con chi? cosa mangi?), né ai nostri amici diciottenni brufolosi e pruriginosi, che invece di studiare (cazzo studi a fare tanto ti promuovono) sono sempre particolarmente ansiosi di

a) dimenticarsi congiuntivi
b) comunicarsi cazzate inutili via SMS in attesa di un grasso sabato sera dove ci si impasticca duri.

Per stare al passo coi tempi – devi essere un supergiovane moderno se non vuoi cadere nell’oblio della Sindrome da Bancario Dentro – anche io ho studiato a fondo questo fenomeno e il modo in cui, nell’era in cui i computer hanno gigabyte interi di memoria a disposizione, un cazzo di limite di 166 caratteri è riuscito a cambiare il linguaggio di una intera generazione.

Torna a casa lessico
Le regole base della comunicazione giovanile del nuovo millennio possono riassumersi in pochi semplici principi base:

1. Esprimiti come un codice fiscale.
Per risparmiare spazio prezioso nel messaggio (da riempire poi con faccine e smiley di varia natura), perché usare le vocali? D’altronde lo dice anche Mike Buongiorno, le consonanti sono gratis mentre le vocali le devi comprare. E si sa che i ragazzini d’oggi sono squattrinati: poiché ogni genitore vuole che il proprio figlio impari il valore delle cose, dopo che ti sei comprato le ultime Puma e una riga di bamba giusta la paghetta del papà è bella che andata.
Esempio: “qualcosa” diventa QLCS, “ci vediamo” diventa C VDM!:) e “lobotomia frontale” si può scrivere LBTMFRNTL (è chiarissimo). E con questo abbiamo spiegato anche perché il vocabolario medio si è ridotto a circa 100 vocaboli, quelli più corti altrimenti non si capisce una mazza.

2. Bypassa la punteggiatura.
I due punti, le virgole e quelle cose lì servono per fare le faccine, altro che balle. Guardate questa: O8ç)I
Rappresenta un gatto miope con un turbante (come non capirlo prima).

3. La grammatica è morta, l’analisi logica è morta e anche quella del periodo non si sente troppo bene.
Frasi semplici! Concetti base vecchio, che i neuroni qua son sempre meno!
Una volta ho conosciuto un ragazzo di sedici anni che si è tolto la vita perché non riusciva più ad uscire da una subordinata di secondo grado: alla seconda virgola, non ha retto. Soggetto e predicato verbale erano ormai troppo distanti per lui.

4. Il virus della K
Il virus della K è una temibile malattia neurodegenerativa che elimina tutte le CH dal tuo cervello e le sostituisce con tante K. Esempio: “chi” diventa “ki”, “chiamami” diventa “kiamami” e via dicendo. Meglio dell’alzheimer, se non altro: puoi conviverci e condurre una vita normale anche per anni.
E’ il segno dei tempi. Guardate cosa è successo al morbo di Göhring, variante della sclerosi multipla una volta rarissima e ora purtroppo molto diffusa tra i calciatori che si dopavano. Il virus della K negli anni ’80 ce l’aveva solo Little gum, un alieno impotente amico di Paperino (non so se ve lo ricordate: parlava kosì), ora è una minaccia mondiale.
Il problema è che ancora scarseggia la cultura della prevenzione: nei paesi sviluppati sono già state ormai arginate altre malattie, come l’Etabetismo, quel disturbo di Eta Beta che gli faceva anteporre la lettera P a qualsiasi parola che non cominciasse con la P. (“Ptopolino! Pcosa pvuoi pmangiare per pcena?”)
http://pentolone.splinder.it

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