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Giorgia's Blog


Archive for the 'Recensioni & Segnalazioni' Category

[ COME D’INCANTO ] [ 749 ]

L’incipit, se avete avuto modo di vedere il trailer in questione, è semplice, efficace e divertente.
Dal più classico dei favolosi mondi Disney, la principessa Giselle per via del maleficio di una matrigna assetata di potere viene catapultata nella New York dei giorni nostri,in carne ed ossa, in attesa che il suo belloccio principe Edward venga a salvarla e la sposi….
Questo è IL classico film favola di Natale che mancava all’appello da parecchio tempo in casa Disney, e vi dirò… ci voleva proprio!
Andate a divertirvi per un’ora abbondante, con questo intrattenimento leggero e simpatico, per grandi e piccini : fa bene al cuore.
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ATTENZIONE PICCOLI SPOLIER

Enchanted, questo il titolo originale, vanta numerosi punti di forza.
Innanzitutto è una parodia a 360 gradi dei grandi classici d’animazione disneyana, fa il verso in modo irriverente a se stesso dall’inizio alla fine, estremizzando all’inverosimile tutti i topoi delle favole che hanno reso celebre il genere “principesse”.
Mele avvelenate,scarpette di cristallo (o plexigas, tanto sempre trasparenti sono), specchi magici televisivi;la pellicola si compiace di citazioni disseminate con garbo o telefonate palesemente, per altro di immediata comprensione, che uniscono e mescolano i due mondi, il fiabesco cartoonesco e il reale attuale, in un minuetto in cui diventa un gioco serrato capire cosa è vero e cosa no.
Tutto il lungometraggio, specialmente la parte animata, è pervaso da un raffinato gusto art noveau che i fan di Mucha non potranno non riconoscere, negli abiti di Giselle, nelle architetture , nelle ampie vetrate decorate in ferro battuto, e nei titoli di coda ^_^.
La protagonista, la piu classica e svampita delle principesse per antonomasia, (non parliamo delle piu moderne e coraggiose Jasmine, Mulan e co, ma delle svenevoli e delicate Aurora, Biancaneve e Cenerentola) ricorda nella caratterizzazione un ibrido tra Ariel, la sirenetta, e Ailin de Taron e la pentola Magica.
La sua controparte umana invece è affidata alla 33enne Amy Adams ( forse un po’ vecchia per il ruolo), che rende molto bene con movenze e mimica la mielosità innata di questa fanciulla, l’essenza della principessa disneyana come l’abbiamo universalmente recepita.
E poi la parte cantata è strepitosa.
Catapultati nella New York attuale sia lei, in versione meringa sposa, che il principe Edward, con mise imbarazzante in calzamaglia, si atteggiano proprio come nel cartoon, cantando ogni 3×2,come in un musical, tra gli sguardi inenarabbili del soccorritore, Patrick Dempsey e la gente che si unisce ai cori con coreografie e controcanti degne di Hollywood.
Il tutto mentre uccellini e topolini ( o pantegane) accorrono in aiuto per rassettare la casa o cucire abiti.
Ma Giselle piano piano inizia a capire che il nostro mondo non è poi così male,ed ecco che la stereotipazione caratteriale e il personaggio bidimensionale della protagonista iniziano ad assumere foggia umana: prova emozioni sconosciute alla sua indole, come la rabbia, che non sa bene come esprimere e un certo batticuore…..
Del resto per quanto principessa, avere il Dottor Sheppard che ti gira per casa in accapatoio , fa sempre un certo effetto.
Dempsey in questo film sfoggia delle espressioni davvero da manuale,tra lo scettico il rassegnato, l’imbarazzato e il sorpreso, vale da solo tutto il film!
E poi quest’uomo ha tutta la mia stima : ha sposato la sua parrucchiera XD
Antagonista cattiva è la strega e matrigna Narissa,che è tutto un omaggio a Malefica, dalle fiamme al drago, tuttavia in versione decisamente Drag Queen.
Le da il volto nel mondo reale la bravissima Susan Sarandon
Corredano il quartetto di personaggi principali, lo scoiattolino Pip, la classica mascotte parlante zoomorfa come in ogni film che si rispetti, e il servitore della Strega Narissa, interpretato da Timothy Spall, noto ai più per la parte di Peter Minus nella saga potteriana.
Che altro aggiungere…andate a vederlo e divertitevi!
Mi sa che tra me e Petra ci scappa il cosplay :)

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Dottor Sheppard do ve sei? :)

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[ 101 COSE DA FARE PRIMA DI MORIE ] [ 248 ]

Il titolo ha un che di iettatorio : 101 Cose da fare prima di morire (Zelig ditore).
In realtà il volumetto scritto da Richard Horne, l’illustratore inglese che ha diseganto le copertine originali di Harry Potter ( da noi sono a cura di Serena Riglietti n.d.G.), è un gioco pieno di ironia.
Un’insolita guida a tutto quello che si dovrebbe fare fare prima che sia troppo tardi.
Con le informazioni utili per riuscirci.
Per esempio: catturare un pesce a mani nude o mungere una mucca, studiare il kamasutra e metterlo in pratica, scappare da un ristorante di classe senza pagare il conto.
Ma anche salvare la vita a qualcuno.Per finire con la cosa n.101 : dare un futuro al nostro patrimonio genetico.
Perchè siamo tutti nati con un motivo preciso” dice il saggio Richard Horne, ” e questo motivo è procreare“.

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[ ..E NON CI SONO TREGUE, E ‘ LA STORIA CHE PROSEGUE… ] [ 766 ]

***********LUNGO************************

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Davvero non avrete creduto che ci abbia impiegato così tanto a leggere I Doni della Morte vero?.
Facciamo un salto indietro, vi racconto un po’ del mio approccio con l’ultimo capitolo della saga.
La notte dell’uscita, come preannunciato,mi reco alla Feltrinelli di Mantova accompagnata dal mio fidato amichetto Federico ; io tronfia della mia sciarpa di Griffondoro e con in mano l’imprescindibile labaro con gli stemmi delle casate di Hogwarts, lui costretto a indossare l’imbarazzante cappello conico blu da mago.
Sorvoliamo sul fatto che ci siamo persi in zona industriale, per ritrovarci a Mottola :)
Mi accodo comoda comoda alla cassa ,in fila ordinata, mentre 4 esagitati dietro di me continuano a sciorinare ad alta voce con tono compiaciuto pezzi dei libri precedenti; ho avvisato immediatamente che al primo spoiler non avrei risposto delle mie azioni.
Timidi giovanotti mi si avvicinano nel frattempo per pormi il fatidico interrogativo; dove avessi cioè reperito la mia meravigliosa sciarpa.
Ma, si sa, come fa le cose la mamma non ce n’è, li indirizzo quindi verso la baia telematica, comoda e pratica.
Recupero le quattro copie ( la mia e le altre ordinazioni) e, dopo essermi sincerata che la tessera punti fosse idonea per il sorteggio del concorso Viaggio premio al castello di Hogwarts e indispensabile visita al rettilario ( suppongo con opzione lezioni di serpentese a richiesta), faccio ritorno a casa.
Federico si ferma un paio d’ore, una tisana , due chiacchiere, si fanno le 3,00 e io non vedo letteralmente l’ora di mettere le grinfie sul malloppo cartaceo.
Lo faccio accomodare con educazione fuori dalla porta e mi avventuro al calduccio divorando le prime 70 pagine circa.
Sono le 4,00 passate, troppo tardi per proseguire in vista soprattutto del tour de force che mi ero prefissa per l’indomani…
Mi sveglio intorno alle 9,30, colaziono al volo e mi rificco sotto le coperte, alzandomi sono tre volte dalle ore 10,00 alle ore 4,20 del mattino seguente per rispondere ai richiamo della natura e sgranocchiare qualcosa prima di essere afflitta da piaghe da decubito
697 pagine in una giornata piu o meno.
Ed ora veniamo alle considerazioni del caso

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DA QUI IN POI SPOILER ATTENZIONE!!!!!

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Mi è piaciuto questo libro?
Per alcuni versi si, per altri versi no….
Partiamo dal titolo.
Si è fatto un gran parlare del fatto che “Doni della morte” fosse una traduzione povera dell’originale intraducibile gioco di parole “Deathly Hallows” o peggio ancora uno spoiler.
L’autrice stessa ha suggerito questo tra i papabili titoli per le traduzioni estere, per cui non vedo il motivo di tanti lamenti; sappiamo che i giochi di parole non si prestano ad una facile resa per cui facciamocene una ragione.
In merito alla questione spoiler anche quest’accusa la vedo molto labile.
E’ vero che si parla di questi fantomatici Doni della morte, ma in realtà nel libro hanno lo stesso peso che possono avere gli Horcrux, sono importanti ma non sono l’unico elemento chiave.
Sarebbe come dire che è uno spoiler il titolo “Il calice di fuoco” perchè nel libro se ne tratta….
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[ SHREK III ] [ 684 ]

****************ATTENZIONE SPOILER*****************************

Diciamolo subito : Shrek terzo non regge il confronto con i precedenti capitoli, specie con il secondo , assolutamente geniale quanto a citazioni e tempi comici.
Avevo già sentito commenti tiepidi da amici stranieri che lo avevano visionato prima, ma proprio per non lasciarmi condizionare da questi pareri poco lusinghieri ho preferito evitare la visione in aereo su un microschermo che non avrebbe reso giustizia alle animazioni, e a un doppiaggio che non avrei certamente colto fino in fondo nelle sue sfumature.
Il plot che a mio avviso non è malaccio ( del resto non che gli altri capitoli della saga vantassero chissà quale intreccio narrativo di alto livello,alla fine la storia del target, per quanto in produzioni come queste si cerchi un bacino di utenza omnicomprensivo, sempre quello rimane…) semplice, scorrevole e con dei spunti che sembrano lasciati a metà.
Il padre di Fiona, batrace sire reggente del regno di Molto Molto Lontano è gravemente malato ( spassosa la scena in cui, su foglia di morte, esprime le proprie ultime volontà) e prima di esalare l’ultimo respiro affida la reggenza a Shrek e Fiona, legittimi eredi in linea di successione, a meno di non trovare un lontano cugino dal nome …Arthur….
Si ricompone così il terzetto Shrek +Ciuchino + Gatto alla ricerca del papabile futuro re Arthur, mentre Shrek deve anche affrontare, con scarso entusiasmo, l’ineluttabile paternità imminente, e mentre Molto Molto Lontano sta per subire la minaccia di un golpe per mano di Azzurro.
Azzurro, o Charming se preferite, decide che il trono deve essere legittimamente suo, e per riuscire nell’impresa raduna i cattivi delle fiabe capitanati da Uncino ( intenti a non festeggiare la loro misera condizione attuale in un unhappy hour..) che attaccano il regno approfittando dell’assenza dell’orco e hanno gioco facile a incastrare tutti i buoni e a ricondurli alla loro antica attività.
Fiona nel frattempo riesce a scappare assieme alla madre e a tutte le principesse ( Biancaneve, Cenerentola, la bella Addormentata e Raperenzolo) tramite un passaggio segreto nei sotterranei del castello.
Fuga che presto volge al termine quando si scopre che una delle principesse è in realtà in combutta con Azzurro e riesce a far catturare le altre.
Nel frattempo dopo varie vicissitudini Shrek grazie all’aiuto di Merlino, diventato un mago new age pasticcione, fa ritorno con Arthur nel regno ora chiamato Go Go Away ( pressapoco Va Va Lontano o ancora meglio Via Via Lontano), si scontrerà con Azzurro e grazie alla presa di coscienza di Arthur che deciderà di diventare re, dopo iniziali reticenze,si giungerà all’inevitabile happy end.
Si ha a tratti l’impressione che Shrek e Fiona oramai abbiano esaurito le vicende da raccontarci, del resto non è mai un caso se le favole narrano tutta la lunga sequela di avventure che conducono al ” vissero felici e contenti“, guai a raccontarci l’ozio e la banalità del post felici e contenti….
Shrek non farà il re, ma si ritirerà accettando serenamente il ruolo di padre di famiglia di tre vispi frugoletti, nella sua amata palude putrida e puzzolente assieme alla compagna Fiona, come sempre circondato dai suoi fedeli amici, Ciuchino e Gatto con gli Stivali.
Non si ride più come prima.
Si sorride sì, ma a tratti.Le battute al fulmicotone, la verve dei precedenti episodi è totalmente assente.


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[ L’ATELIER DEGLI OSCAR ] [ 1204 ]

C’è una mostra spettacolare che mi piacerebbe visitare, magari in compagnia di chi potrebbe essere altrettanto interessato, un po’ fuori mano, a Gorizia nella fattispecie.

L’ATELIER DEGLI OSCAR
In mostra i vestiti più celebri del cinema


Comunicato Stampa

Chiudete gli occhi e cercate di rivivere la scena di un grande film in costume. C’è da scommettere che almeno uno dei personaggi che vi verrà in mente veste Tirelli.
L’esercizio è del resto facile visto che il grande atelier romano fondato negli anni Sessanta da Umberto Tirelli, geniale “realizzatore di costumi e archeologo della moda” secondo la definizione di Guido Vergani, ha “vestito” i protagonisti di almeno una trentina di film che, non certo a caso, hanno ricevuto l’Oscar per i migliori costumi, se non l’Oscar il BAFTA Award, o il Nastro d’Argento oppure ancora il David di Donatello. Oltre a molte altre decine di film che, anche senza vincere alcunché hanno avuto successi di pubblico assolutamente notevoli e sono entrati a buon diritto nella memoria collettiva.
Per la grande mostra goriziana, dagli armadi-archivio dell’atelier Tirelli uscirà un numero impressionante di abiti che hanno vestito le più belle attrici del mondo, come Claudia Cardinale, indimenticabile nel suo abito da ballo bianco nel Gattopardo, Silvana Mangano in Morte a Venezia, Winona Ryder e Michelle Pfeiffer in L’età dell’innocenza, Nicole Kidman in Ritorno a Cold Mountain o Monica Bellucci in N – Io e Napoleone e I fratelli Grimm e l’incantevole strega. Non mancheranno neppure quelli che hanno indossato grandi interpreti maschili come Donald Sutherland nel famoso e premiato Casanova di Fellini o Helmut Berger nel viscontiano Ludwig.


L’esposizione che avrà luogo nelle scenografiche sale espositive di Palazzo Attems Petzenstein si configura come una tra le più intriganti e coinvolgenti dedicate al mondo del cinema negli ultimi anni in regione e permetterà di ricostruire in parte l’atmosfera di film dei più conosciuti registi della intera storia del cinema. Alla perizia dell’atelier Tirelli si sono infatti affidati alcuni tra i registi più importanti, le cui opere sono celebrate nell’esposizione goriziana, come Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Mauro Bolognini, Ermanno Olmi, Franco Zeffirelli, Giuseppe Tornatore, Elio Petri, Sergio Leone, Alessandro Baricco, Giorgio Treves, Emanuele Crialese, Paolo Virzì, François Girard, Jean Jacques Annaud, Milos Forman, Martin Scorsese, Anthony Minghella, Bernard Rose, Terry Gilliam, Oliver Parker, Sofia Coppola, Mel Gibson e molti altri.

A Gorizia, sala dopo sala, grazie al percorso espositivo ideato dalla costumista e scenografa Flora Brancatella, si potrà rivivere dunque la magia di film famosissimi come Medea, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Morte a Venezia, Ludwig, Casanova, L’innocente, La vera storia della signora delle camelie, C’era una volta in America, L’età dell’innocenza, Storia di una capinera, Amata immortale, Beaumarchais, Il paziente inglese, Anna Karenina, Tre, La leggenda del pianista sull’oceano, Il tempo ritrovato, Sogno di una notte di mezza estate, Il mestiere delle armi, L’importanza di chiamarsi Ernesto, Ritorno a Cold Mountain, I fratelli Grimm e l’incantevole strega, Marie Antoinette, N – Io e Napoleone, Nuovomondo, per citarne solo alcuni. Sarà non solo come rivivere l’emozione di film che hanno segnato il nostro ricordo ma come entrare dentro, da un particolare, meraviglioso punto di vista, in quella fabbrica di magie che è il cinema quando sa essere veramente grande.

sito della mostra

Il termine dell’evento è il 6 settembre…ci si riuscira’ ad organizzare in tempo utile?
Organizzazione Filini?

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[ PROVACI ANCORA WES! ] [ 1168 ]

Ieri sera in compagnia di Petra,Ifi e Topolone ci siamo gustati un katsudon niente male.


Sono davvera soddisfatta del risultato per essere la prima volta, e poi la kikkoman…ah come mi piace!Certo pasteggiare con uno Sherley Temple forse non è propriamente indicato, ma tant’è ^_^
Ma ora veniamo alla nota dolente…la nostra Pantegana, armata di buone intenzioni, si presenta con due tubi di dvx da cui attingere per il film della nottata.
Scartata la prima opzione Mars Attack per problemi di compatibilita’ con lo schizzinoso lettore di Ifi, e il Serpente e L’arcobaleno per ragioni suppergiu’ analoghe, ecco la terza scelta che , a detta della proprietaria, non era affatto male.
La Casa nera di Wes Craven ( titolo originale The People Under the Stairs)
*_*……………………………aem……..qualcuno l’ha visto?
*_*…………………………….forse poteva farmi paura ….a 9 anni….??

A rivederlo ora sembra davvero una presa per il culo, e ho il sospetto che lo sia ampiamente, dei vari stilemi horror.
Il tutto condito da una recitazione a tratti imbarazzante, scene telefonate,e un doppiaggio ai limiti dello scandalo con Pietro “Marrabbio” Ubaldi a dar la voce a Leroy, il solito spavaldo nero magnaccia.
Ciliegina sulla torta uno dei “fratelli sotto le scale” è uguale ad A. ( oddio non si puo’ dire *_*..ma chi conosce sa..)

Corollario della serata.
Alcuni film, aihme, come tante altre serie tv e anime,sono fatti per il loro tempo e vanno visti al loro tempo.
Di recente ho iniziato a visionare i film di Stepehn King e direi che, per quanto visto fin’ora, eccetto la Meta’ Oscura e Misery non deve morire non se ne salva uno.
magari sono capitata male ma Le Notti di salem è soporifero,Cose Preziose è inquietante per quanto è brutto e It beh It..che dire?
Peccato non averlo visto a 12 anni.
Ora ho riconosciuto perfino il tipo e la marca di lenti a contatto del pagliaccio ;_;.
Sono deviata!


ma ci sara’ ancora un buon horror degli 80′s che si salva?
E non ditemi Dario Argento….

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