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Archive for the 'Deliri Onirici' Category
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SUA SIGNORA DEI DRAGHI ]
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[ date:
06/05/2008 @ 11:05
] [ Subject: Deliri Onirici ]
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Attività onirica intensa ultimamente.
Questa volta faccio fatica a ricordare esattamente dove mi trovassi, perchè il luogo era buio, una non precisata caverna, umida, nera, fredda, di quelle dove gocciola e filtra umidità dalle pareti e te la senti penetrare fin nelle ossa.
Di quelle dove tutto è illuminato fiocamente da fiaccole accese disseminate lungo le pareti rocciose.
Io ero più giovane, o forse così mi sembrava, perchè mi pareva di essere piccola piccola di fronte alla stazza della mia interlocutrice.
Era una sorta di shamana vecchissima, incappucciata con un ampio manto marrone pesante, di cui era possibile intravedere solo il mento e la bocca sdentata, dalle mani nodose, raggrinzite e rugose, che se ne stava a meditare e interloquire davanti a un fuoco dalle fiamme eterne.
Tuttavia la sua voce era calda e la sua presenza per niente inquietante,poteva essere materna come una nonna, ma allo stesso tempo incuteva il timore e il rispetto che si sente spontaneamente verso queste grandi persone sagge ,di cui si riconosce implicitamente l’autorità.
Parlava poco, per lo più con cenni del capo e delle mani.
Voleva accertare il mio grado di preparazione.
Io , giunta al suo cospetto con il cuore a mille, le dico di aver imparato a richiamare i tre draghi, di vento, di sabbia e di aria.
Sono ancora piccoli, e probabilmente poco potenti ma ne sono fiera.
Vuole vedere l’evocazione.
Io li richiamo, loro si materializzano come delle elementali, e dal nulla prendono forma, una forma trasparente ma delineata, vorticando intorno a me in un piacevole e caldo turbinio.
Sento che sono alleati,sento che mi proteggono.
Lei sorride, sembra soddisfatta.
Poi mi sveglio.

copyright Aurore ( black cat)
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DICCI TUTTO QUELLO CHE SAI…. ]
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[ date:
25/04/2008 @ 11:04
] [ Subject: Deliri Onirici ]
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Rieccomi a raccontarvi un po’ dei miei deliri notturni, di cui come al solito, alcune parti sono chiare e facilmente ricollegabili a quanto mi sta accadendo attorno, altre un po’ meno.
Stavo andando all’Uci Cinemas,stranamente da sola, e ancor più stranamente di pomeriggio feriale, ad assistere ad una proiezione che evidentemente interessava solamente me.
Nello slargo antistante l’ingresso mi si avvicina una signora volgare, riccia dai capelli scuri alla Jackson 5, sulla cinquantina direi, con una vistosa collana di perle in pendant con orecchini uguali e grossolani.
Mi ferma chiedendomi di lasciarle il resto dell’acquisto del biglietto come obolo, ma non sembrava una zingara, era piu’ del tipo ” Hai pregiudiizi verso i ragazzi delle comunità?”
Mi allontano e con un cenno di diniego, la lascio indietro.
Lei finge di essere strattonata, si leva un orecchino di perle e lo gettaa terra, iniziando a gridare che me l’avrebbe fatta pagare, che glielo volevo rubare e mi avrebbe querelato.
Noncurante e allibita salgo la scalinata che conduce alla mia sala, ma la gente è strana mi guarda in modo ostile, capisco presto il perchè.
Sono suoi complici, persone strane edipsrate.
Madre allampanate con prole, addetti della security, gente di passaggio e via dicendo.
mi trascinano in una sala buia , legandomi a un lettino, io grido e cerco di divincolarmi ma non c’è niente da fare.
A questo punto mi iniettano un siringone infinito, tipo siero della verità,intimandomi di raccontare tutto quello che so sul mondo del cosplay.*_*
Io rimango basita.
Ma ci sono persone di cui preferirei non parlare e situazioni che vorrei dimenticare, mentre questi insistono,e mi timbrano.*_*
Sì avete letto bene, prendono dei timbri dalle forme geometrcihe varie, come quelli utilizzati per i passaporti alle dogane, e mi marchiano ovunque ci sia una superficie del mio corpo scoperta.
Sembra la lettera scarlatta.
Io sento le lacrime che mi rigano il viso, non fa male, ma non capisco che stia succendendo.
E la situazione diventa sempre più opprimente.
A questo punto mi dicono che bastano un si o un no.
E ad ogni quesito mi mettono nel pugno chiuso una mosca gigante,; se mento automaticamente la mia mano la schiaccerà il dittero.
Non vi dico che orribile sensazione avvertire con chiarezza l’insetto agitarsi nella mia mano con le 6 zampe ( non otto , Aristotele) e cercare di guadagnare vanamente la via d’uscita dal mio palmo chiuso e madido.
Poi mi sveglio…..

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CERVO A PRIMAVERA ]
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[ date:
04/03/2008 @ 11:03
] [ Subject: Deliri Onirici ]
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Faccio appello a tutti gli interpreti onirici alla lettura.
Dopo tante notti buie e senza sogni (almeno in fase R.E.M.), l’altra sera ho ricominciato a tessere particolari parti mentali, che mi hanno lasciato a bocca aperta.
Non si tratta di un delirio onirico particolarmente complesso di primo acchitto, ma la simbologia che ne sta alla base, per una neofita come la sottoscritta, ha dell’incredibile e mi riporta inevitabilmente a quesli archetipici universali che non hanno tempo e spazio.
Un pomeriggio di primavera arriva da me una parente acquisita alla lontana, che non abita molto distante in realtà ma che vedo piuttosto di rado,con una cerva e tre cuccioli: mi chiede di allevarli.
Io ne sono lieta, e decidiamo di sistemarli in una scatola veramente enorme sotto il balcone del piano terra.
I miei sono un po’ contrariati all’idea di tenere in giardino 4 cervi, ma io insisto dicendo che tanto non sporcano, mangiano erba e sono docili, e quindi, seppure reticenti, accettano.
A questo punto sento un fruscio in un cespuglio del giardinetto adiacente e vedo i rami
dello stesso scuotersi agitatamente, ma la cosa che ha provocato questo movimento improvviso guizza via velocissima dall’altra parte, nel campo.
La cerva, agile, balza al volo saltando la rete divisoria e insegue l’essere misterioso.
Dopo poco eccola di ritorno con una vipera gigante morta in bocca che la lascia cadere supina sull’erba con sguardo vittorioso.
Il sogno termina qui.
Ora,ho un libro della Sig.Laura Tuan circa la simbologia onirica; incuriosita dall’accaduto sfoglio l’ordine alfabetico dei nomi fino alla voce cervo.
Ecco cosa ne esce
(…)la femmina racchiude la valenza di una femminilità arcaica : la casta, dolce,mansueta nutrice che sa trasformarsi in cacciatrice e castratrice.
Per la ramificazione delle corna il cervo viene associato all’albero della vita; è il nemico del serpente, il messaggero degli dei,connesso al cielo e alla luce e quindi antitesi del capro, nunzio del diavolo

Sarà un caso?
Chi può dirlo…
So solo che riflettendoci e discutendone anche con altri,non abbiamo potuto fare a meno di pensare che la Rowling ne fosse al corrente quando ha dato a Harry il patronus dalla forma di cervo, atto a sconfiggere il male, il serpente incarnato in Slytherin /Serpeverde e in Voldermort…
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AUTUMN IN NEW YORK ]
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[ date:
22/10/2007 @ 10:10
] [ Subject: Deliri Onirici ]
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E’ un po’ che non mi capita di sognare cose particolari ( se eccettuiamo il bagno in riva al mare con Josh “Sawyer” Holloway e il fatto che ultimamente sogno spesso morti).
Ma quello che ho ricordato al risveglio stamane non era affatto male.
Mi trovavo a New York, ne sono certa, più o meno verso fine settembre, nei primi giorni di autunno.
Stavo adagiata su un grosso letto da ospedale su una collinetta all’incrocio tra due Avenue a caso: dovevo essere operata alla gola, non saprei dire per quale problema.
La temperatura esterna era comunque gradevole seppure il vento frizzante settembrino dava qualche brivido, e io appollaiata su letto giocherellavo sfogliando distrattamente un libro, tenendo d’occhio il mio comodino ( c’era sopra una sfera pocket, e temevo qualche passante me la portasse via *_*)
Non era innaturale per il mondo esterno che io me ne stessi all’incrocio di una via mediamente affollata su un letto ospedaliero, e non lo era nemmeno per me.
Ad un certo punto le strade si svuotano e io distinguo con chiarezza Yoda di Guerre Stellari, che attraversa velocemente l’incrocio attiguo, velocissimo, quasi per non farsi vedere.
Poi saltella da una parte all’altra.
Allora lo chiamo! ( quando mi ricapita???)
Lui mi guarda e fa un cenno accompagnato da un labiale muto dal chiaro significato “me?”
Certo!- dico io-Gli chiedo di avvicinarsi : gli vorrei dare un bacino.^_^
Lui sorride e avanza verso di me.
Ma quando arriva non è più lo Yoda come lo avevo visto, ma un mimo, travestito da jedi appunto, e dietro di lui arriva anche una graziosa Yoda femmina tutta rosa !
Chiacchieriamo un po’, e vorrei regalare loro qualcosa per questo piacevole incontro, frugo nel comodino alla ricerca di qualche gashapon, ma c’è una confusione esagerata e quando mi volto loro non ci sono più. ;_;
In compenso arriva Lilletta con le altre Leaguers di ritorno dall’Ikea … a New York? *_*) : mi erano venute a trovare prima dell’operazione, tutte cariche di doni 
Colpisce la mia attenzione una sorta di lucerna a stelline di bronzo brunito da appendere al posto della flebo.
Che sciccheria penso!
Dopodichè mi sveglio …*_*

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1,2,3 SPARISCO! ]
[ 630 ]
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[ date:
02/05/2007 @ 08:05
] [ Subject: Deliri Onirici ]
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Anche i letti di Pozzuoli sono congeniali alla creazione di strane avventure oniriche, forse e specialmente se prima di coricarti dopo un viaggio infinito, ti lasci tentare da una squisita mozzarella di bufala…
Mi trovavo a casa mia, di notte.
Fuori pero’, oltre al consueto scenario, appena usciti sulla destra c’era un declivio che portava ad una dantesca selva oscura.
Eppure sapevo che lì c’erano Petra e Roberto e li dovevo raggiungere.
Arrivo all’inizio del bosco e trovo Petra concentrata e distesa in posizione fetale attorniata da delle pietre gialle fluorescenti, così pure Roberto che pero’ invece è coricato a mo’ di mummia egizia nel sarcofago.
A questo punto lui chiude gli occhi e asserisce in modo convinto “1,2,3, sparisco!”
E così è.
Roberto sparisce, e al suo posto si materializza una piccola bottiglieta di vetro vuota con attaccato un cartellino che riporta il messaggio “torno subito”.
Io rimango basita e mi rivolgo a Petra, sedendomi accanto a lei per avere delle spiegazioni su cosa stia accadendo.
Lei mi risponde serafica che tutti al mondo possono avere dei segreti e che non mi ha mai parlato di questi “viaggi” dimensionali che si possono fare grazie alle pietre gialle, perchè erano una cosa molto personale e intima.
Mi spiega che bisogna concentrarsi per attivare il potere delle pietre fluorescenti e ripete la stessa formula di Roberto in continuazione, ma senza successo.
La sto osservando e sento voci che mi richiamano in casa; prendo al volo una di queste pietre magiche e mi dirigo alla mia magione.
Appena varco la soglia la situazione è cambiata
Sono diventata un alto prelato della corte di re Luigi XVI e si sta discutendo sulla condanna a morte di Maria Antonietta, e, a quanto pare, il mio voto è determinante.
L’ anacronistica gorgiera che indossavo mi stringeva da morire e mentre gli altri incaricati continuavano a discutere il caso, passeggiamdo come peripatetiche su e giu per il mi soggiorno, io stringevo nella mano sinistra la pietra continuando a ripetermi “1,2,3, sparisco! 1,2,3, sparisco”, cercando di concentrarmi a sufficienza per esere catapultata altrove.
Ad un certo punto entra l’imputata e mi si getta ai piedi per supplicare perdono e ottenere la grazia.
Ora i ricordi diventano vaghi, so solo che non avevo alcuna intenzione di condannarla, le lascio la mia pietra e me ne vado dirigendomi in fretta verso la selva oscura dove avevo lasciato Petra…

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per Erika
Devo ancora rispondere alla tua mail, ma non preoccuparti, sono stata un po’ troppo occupata con le varie trasferte ma in questi giorni mi rimetto in pari con la corrispondenza.
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CORVI TRA I CAPELLI ]
[ 589 ]
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[ date:
06/03/2007 @ 07:03
] [ Subject: Deliri Onirici ]
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Come vi avevo anticipato , anche oggi vi renderò partecipe dell’incubo, se così possiamo definirlo, che ho sognato l’altra notte.
A tratti a mio avviso è decisamente inquietante…chissà forse erano le 3.00 del mattino, l’ora in cui agisce il Maligno – come insegna Padre Moore , il prete esorcista di Emily Rose- per una sorta di sberleffo al Signore che invece è morto, concendendoci cosi’ la salvezza, alle 3,00 del pomeriggio del Venerdì Santo, come ci ricordano le celebrazioni del triduo Pasquale.
Ora, mi trovavo nella mia camera a giocare con un vecchio pc, tipo Commodore 64, con un caro amico di infanzia, che vedo piuttosto raramente.
Si trattava di un videogame bidimensionale in cui il protagonista girovagava senza meta in una sorta di labirinto/stanza e doveva recuperare /trovare vari oggetti.
Ad un certo punto nel gioco l’eroe s’imbatteva in un’ ara che poteva essere alta circa un metro, sulla cui sommità giaceva un piccolo forziere pieno di dobloni ( stile Pirati dei Caraibi); sappiamo che per recuperare il foziere lo stesso doveva essere sostituito con qualcosa di egual peso per evitare che la manomissione fosse intuita dall’incognito nemico.
In quel momento, d’improvviso mi ritrovo io davanti all’ara e dentro il gioco, e nel pieno delle mie facoltà di intendere e di volere, mi sento molto Indy nell’incipit de I Predatori dell’Arca perduta.
Effettuo al volo il cambio e sono ritrasportata all’istante nella realtà.
Tutto sembra essere filato liscio, ma ora accanto a me non c’è più Alessio, il mio amico, ma, se ben ricordo,mia cugina Mersia.
Ecco che tutto d’un tratto piomba un silenzio quasi innaturale, fuori il cielo in un pico secondo diventa plumbeo e pesante, e avvertiamo con chiarezza lil rumore in lontananza di alcuni passi, come di una marcia che progressivamente si avvicina, precisa, perfetta e inesorabile.
Scrutiamo dalle finestre per vedere cosa sta accadendo.
Di fuori , a perdita d’occhio un mare nero.
Sono corvi.
Enormi, minacciosi corvi giganti giapponesi dalle pupille bianche.
Sono centinaia, migliaia.
Raggiungono la mia casa, poi i balconi dabbasso, poi a saltelli arrivano sui tetti e, come seguendo un ritmo segreto, scandito da forze arcane, iniziano a picchiare con i loro becchi aguzzi,dapprima lentamente poi con sempre maggiore frenesia e ossessione.
Ci guardiamo spaventate e impotenti.
Uno di loro, lo sguardo crudele e porcino, riesce a crepare con il rostro uno dei sei vetri rettangolari dell’inglese della finestra.
A quel punto, d’istinto, sappiamo cosa dobbiamo fare.
Apro la finestra, solo un po’.
Il volatile fa capolino con la testa, ora le pupille sono corvine come il piumaggio, e guarda con aria curiosa all’interno della stanza, voltandosi a destra e a manca con rapidi scatti.
A quel punto entrambe afferriamo la metà aperta della finestra e spingiamo nella direzione opposta , chiudendola con violenza.
La testa del corvide oppone strenua resistenza, e dopo un penoso sfrigolio di scuro sangue grumoso e carne viva, ecco il capo mozzato cadere all’interno:la testa , ancora animata e calda, gracchia penosamente e finisce aggrovigliata, continuando nella discesa ad agitarsi, tra miei capelli.
Dalle labbra a quel punto ,mi esce un flebile singulto e mi sveglio agitata, portandomi immediatamente le mani alla nuca e con una sola parola, nitida, chiara, vibrante nella testa : ARGENTO.

Perchè???????????????????????????????????????;_________________________;
No non ditemi Dario, che non centra una cippa XD…
Erika aiutami tu!
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