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Archive for the 'De gustibus' Category
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RED BULL VS BURN ]
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[ date:
27/12/2011 @ 07:12
] [ Subject: De gustibus ]
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Quali sono le discriminanti che operano nel nostro cervello trovandosi davanti due prodotti assolutamente identici nel prezzo nelle finalità e pressochè nel sapore?
Perchè dovrei comprare la Burn se esiste già la Red Bull?
Queta annosa questione si pone dall’atavico scontro Coca Cola o Pepsi- o Ben Cola per gli amanti del discount-, Sprite o 7up ( da leggersi ZUP mi raccomando)- oddio qualcuno tra voi ricorderà anche la timida apparizione verso metà degli anni 80 della One o One, 1000 bollicine e una stella, che ebbe tuttavia vita breve .
 
PRO RED BULL
-il packaging è più accativante, non so ma la Burn sembra abbia un fuoco fatuo stampato sulla lattina, per niente benaugurante *_*
-Il nome ispira potenza e senti già la taurina scorrere potente dentro di te come stringi la lattina in mano
-negli autogrill viene esposta meglio ed è più facilmente rintracciabile
- la mettono anche nei cocktail ( e allora?..vabbè dai sinonimo che superato il rodaggio è entrata nell’usus comune)
-Un mio amico grazie alla Red Bull si è laureato studiando a orari e ritmi inenarrabili e potrebbe fungermi da esempio
PARITA’
-la sleek can, la detesto sia nell’una che nell’altra
-il sapore fa cagare in egual misura, e nella Burn l’accentuazione del dolciastro sembra peggiorare la situazione
PRO BURN
-Quando la compro mi viene immediatamente da cantare Disco Inferno e la cosa mi mette di buonumore ^_^
- ti fa una lingua rosso fragola da competizione ( ma se limoni con qualcuno vi sgamano subito)
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DIMMI CHE PORTACHIAVE HAI…. ]
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[ date:
14/12/2011 @ 10:12
] [ Subject: De gustibus ]
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Se è vero che ciò di cui scegliamo di circondarci rivela in un certo qual modo una parte di noi, del nostro essere, del nostro carettere e del nostro sentire ( ricordate il vecchio adagio, dimmi con chi vai…), questo potenzialmente potrebbe essere esteso a qualsiasi aspetto della nostra personalità.
Giudizi spicci , affrettati, si possono elargire a man bassa sull’abbigliamento delle persone ( veste firmato? è trendy? è un tamarro senza possibilità di redenzione?), sulla scelta di un automobile- ammesso che non la si sia ereditata in famiglia- ( una station vagon ci rivelerà necessità di bagagliaio funzionale alle nostre esigenze, così pure una monovolume, una spider sportiva due posti e via dicendo..) e in generale appunto su tutto ciò che scientemente decidiamo ci appartenga.
A volte si tratta davvero di piccolezze, ma siccome amo soffermarmi sui piccoli dettagli che ci rendono così maledettamente unici e ineteressanti e/o banali, anticonformisti e/o omologati, da acuta osservatrice ho iniziato a studiare la fenomenologia dei portachiavi.
I più standard sono solitamente quelli maschili, lo devo ammettere, specie per quel che concerne le automobili.
Sarà che devono mantenere l’immagine dell’uomo macho
sarà che richiede un sacrificio non indifferente togliere quello fornito di default dalla concessionaria, sarà che non amano gingilli vezzosi pendere dal sacro mazzo, resta il fatto che anche quando si giunge ad usura estrema non c’è speranza di redenzione.
Provare a regalargliene uno nuovo si rivela spesso una mossa vincente ^_^
Ci sono anche i patiti della marca, gli aficionados del logo, gli irriducibili del brand insomma.
A costoro non toccate il ninnolo in radica e altri materiali nobili, tanto non capirebbero.
Ho dato un occhio a casa mia per vedere com’è la situazione attuale, e perchè si rivela un buon terreno di studio, e ho scoperto che… Read the rest of this entry »
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NO NON E’ UNA GOMMAAA AH AH NON E’ UNA CARAMELLAAAA… ]
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[ date:
01/12/2011 @ 06:12
] [ Subject: De gustibus, Fab 80's ]
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La mia ultima incursione nell’ambito delle leccornie in vendita risale al 17/11/2005 e concerne le barrette di cioccolato..che vergogna, tutto questo tempo che non mi metto seriamente a disquisire circa questa categoria merceologica.
Rimediamo subito col post odierno che come potete evincere dal titolo, riguarda le indimenticabili caramelle che hanno segnato la mia vita, con un occhio di riguardo a quelle dei gloriosi 80′s e meno attenzione su tutta la serie di caramelle balsamiche e alla menta.
Allacciate le papille gustative, si parte!!!!
LA ROSSA ROSSANA

..la rossa rossana rosseggiando qua e là….
Inconfondibile incarto rosso ( con variante speciale in blu) forma rettangolare e ripieno di crema nocciola…le ricordo ocn affetto, me le dava sempre la zia Romana quando andavamo a trovarla…le Rossana sono un vero classico!
LE POLO

…ovvero il buco con la menta intorno…
Tra tutte le caramelle alla menta forse quelle che riscuotevano di piu la mia simpatia; forse per il buco centrale?Non siate maliziosi suvvia, ma era una libidine spingerci dentro la lingua XD
PIP, LE CARAMELLE D’ORZO E LE MOU
Un trittico davvero classico per tutti i bimbi degli anni 80, mi spiace solo di non poter corredare questi pensieri con un immagine esemplificativa.
Queste caramelle si vendevano dal droghiere sfuse invece che a pacchetti e costavano ovviamente una fesseria, poche lire, tant’è che spesso al supermercato invece di dare il resto in spiccioli saldavano i 20-50 centesimi con una manciata delle caramelle succitate.
La Pip, forse ancora in commercio, dall’ inconfondibile sapore di liquirizia , era a tutti gli effetti un confetto ricoperto di menta, passato alla storia come la caramella del fumatore.
Quelle all’orzo ( che mi dava invece sempre lo zio Adolfo) erano delle dimensioni di un francobollo e altrettanto sottili di colore arancio scuro, confezionate singolarmente in una bustina trasparente.
Si scioglievano sul palato dopo un minuto forse, per questo era obbligatorio averne una scorta di almeno tre.
E per finire le caramelle mou, le mie preferite!A prima vista come aspetto e colore ricorderebbero attualmente un dado Knorr per il brodo.
E invece si trattava diun concentrato di ottimo mou che si incollava al lavoro del tuo dentista come poco altro XD
LE GALATINE

Un piccolo dischetto rotondo al sapore di latte di circa 5 mm, le preferite delle mamme, ma dopo un po’ ( 5 ^_^) per la verità trovavo il sapore nauseabondo….
LE ZIGULI’

..Zigulì al limone e vai in gita sul gommone
..Zigulì alla banana e vai con tarzan sulla liana
e altri simpatici slogan come questi illustravano le pagine del settimanale topolino, cui non mancavo un appuntamento.
Le palline Zigulì mi piacevano davvero un sacco, ma a casa mia erano considerate ” le caramelle della farmacia” – dato che lì le vendevano/no- e pertanto le rare occasioni di acquisto erano relegate alle incursioni medicinali dei miei genitori.
Anche se sospetto che la verità fosse un’altra : un blister di palline si smaterializzava dopo pochi minuti….materializzandosi d’improvviso nel mio stomaco.
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LA TEORIA DEL CAPPUCCINO ]
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[ date:
19/09/2011 @ 10:09
] [ Subject: De gustibus ]
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Non è una congettura di Fratello Cadfael, e non è soltanto il titolo di un arguto libro di fisica uscito qualche anno fa, e che vi consiglio caldamente di leggere (magari lo trovate al bookcrossing…*_*), è la mia filippica personale contro buona parte dei bar italiani.
E siccome, come Rocco prova le patatine, io mi diletto nell’assaggiare cappuccini in ogni parte d’Italia, e giro abbastanza spesso e cambio bar con altrettanta frequenza, ho la velleita’ di essere moderatamente universale in questa mia opinione.
Il mio preferito è senza dubbio il cappuccino chiaro ( poco caffè e molta crema di latte, badate bene ho detto crema non schiuma..) con due bustine di zucchero di canna.Doppia libidine!
Il mondo ce lo invidia e cerca maldestramente di copiarcelo,
(Starbucks escluso ovviamente), ma o manca la cultura del caffè così come l’abbiamo noi, o le materie prime in genere, tipo il latte fresco.
Aihmè basta pero’ guardarsi intorno per capire che si tratta di un arte in via di estinzione.
Non ci sono piu’ i baristi di una volta.
E con la diffusone di catene tipo Spizzico e abisso degli abissi Autogrill (Palma d’oro al peggior cappuccino che la storia ricordi) abbiamo veramente toccato il fondo.
Pero’ in realta’ sono contenta che la catena Autogrill abbia colonizzato il settore della ristorazione in Francia, i loro meriti..bwaaaaaaa (risata da psicopatica)
Il cappuccino è buono se l’espresso si amalgama perfettamente con la crema di latte; se il latte in questione non viene arroventato a forza (formando bolle annacquate), ma ha il tempo di riposare e formare un tutt’uno con la crema caffè.
Se poi ci esce anche la foglia….beh allora ci siamo al 100 %!
Come riconoscere un buon cappuccino da uno farlokko???
- Il barista ha piu’ di 60 anni (allarme rosso, ex carpentiere in cassa integrazione), e all’aggettivo “chiaro” ti guarda con aria sperduta alla ricerca di conferme.
-Le strisce bicolori (marroncino in fondo e schiumetta sopra) non sono mai un buon segno:basta scavare la supeficie butterata per arrivare gia’ all’ibrido bollente sottostante..bleah!)
- Il bar sembra quello dello sport descritto magistralmente da Benni nell’omonimo best seller; e magari nella teca dei dolci c’ è ancora la Luisona ( dal cui colore della crema- giova ricordare- i vecchi traggono gli auspici per il tempo)
Personalmente inoltre non ci amo molto il cacao sopra, perchè altera troppo il sapore, ma riconosco che possa avere il suo perchè.
Non so voi, ma per me il rituale mattuttino del cappuccino è sacro, capace di mettermi di buonumore o anche no.
Chi mi frequenta sa che in questo mi vizio, e cerco solo pasticcerrie e bar di mia fiducia dove approfittare di questa dolce pausa mattutina (o pomeridina se inverno), al punto da smazzarmi incurante kilometri in piu’ senza problemi,
Mi pregio inoltre di riconoscere subito, appena metto piede in un posto nuovo, se chi sta dall’altra parte del bancone ci sappia fare o meno.
Sì, ok ,sono un po’ una pigna in culo, ma se ordino il cappucino vuol dire che preferisco quello non il caffèlatte.
E invece eccoti servire brodaglie a 3000 gradi Fahrenheit , con caffè tostato malissimo, latte di qualita’ scadente , bollito in fretta e piu’ volte, dal primo che capita.
Ecco la cosa che mi da veramente fastidio.
Che chiunque sta di la del bancone automaticamente diventa barista.
Beh , massimo rispetto per la categoria, ma non è assolutamente così.
Dall’altra parte del banco sei barista se sai fare il tuo lavoro.
E il tuo lavoro in questo caso, che pago, significa essere depositario dell’antica e sacra arte del cappuccino che tutto il mondo ci * dovrebbe* invidiare; se non ne sei in grado , fai bella figura ed evita.
Io, in ogno caso,te lo faro’ rifare.

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STRATEGIE DI MARKETING ]
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[ date:
04/08/2011 @ 03:08
] [ Subject: De gustibus ]
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Ai giovani piace lunga, questo il risultato giunto sulle scrivanie dell’ufficio maketing della Coca Cola S.p.a. dopo anni di indagini.
E così ecco che la nuova lattina ( denominata Sleek Can) della
Coca Cola ( ma anche di Fanta e Sprite), si fa piu maneggevole e abbandona la classica forma stondata e tozza cui siamo avvezzi, per conformarsi ai nuovi barattoli
Red Bull style
Variano anche gli accostamenti cromatici e i bianchi diventano argenti con finitura opaca.
Già vedo mamme in rivolta per il nuovo look del pellicciotto di Babbo Natale.
Sarò onesta e tradizionalista.
Il nuovo packaging fa veramente orrore, probabilmente per via dei colori, che spero almeno tornino ad essere quelli tradizionali.
Vi lascio con il comunicato ufficiale….

Una grande novità si prepara per bar, discoteche, ristoranti e in generale per tutto il canale del consumo immediato. Dal mese di maggio la tradizionale lattina di Coca-Cola, Coca-Cola light, Fanta e Sprite dal 33 cl, presente sul mercato da oltre 30 anni, verrà affiancata e progressivamente sostituita da una nuova lattina, contraddistinta da una forma più slanciata, di pari capacità, distribuita da
Coca-Cola HBC Italia.
La nuova lattina, denominata “Sleek Can”, è già stata giudicata molto positivamente dai consumatori di paesi come Gran Bretagna, Olanda e Francia, dove è già stata introdotta. «Senza dubbio ha un elevato potenziale di attrazione», spiega Massimo Gandini, Direttore Marketing di Coca-Cola HBC Italia, «legato non solo alla sua raffinata eleganza, ma anche alla praticità e alla forma innovativa, più maneggevole e in sintonia con le esigenze del consumo d’impulso. Un’importante innovazione nel packaging dalla quale ci aspettiamo importanti risultati». Già a partire dal mese di maggio Coca-Cola HBC Italia inizierà la distribuzione di alcune centinaia di milioni di nuove lattine ai pubblici esercizi del nord e del centro della penisola.
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PROVACI ANCORA WES! ]
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[ date:
26/04/2009 @ 10:04
] [ Subject: De gustibus, Recensioni & Segnalazioni ]
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Ieri sera in compagnia di Petra,Ifi e Topolone ci siamo gustati un katsudon niente male.

Sono davvera soddisfatta del risultato per essere la prima volta, e poi la kikkoman…ah come mi piace!Certo pasteggiare con uno Sherley Temple forse non è propriamente indicato, ma tant’è ^_^
Ma ora veniamo alla nota dolente…la nostra Pantegana, armata di buone intenzioni, si presenta con due tubi di dvx da cui attingere per il film della nottata.
Scartata la prima opzione Mars Attack per problemi di compatibilita’ con lo schizzinoso lettore di Ifi, e il Serpente e L’arcobaleno per ragioni suppergiu’ analoghe, ecco la terza scelta che , a detta della proprietaria, non era affatto male.
La Casa nera di Wes Craven ( titolo originale The People Under the Stairs)
*_*……………………………aem……..qualcuno l’ha visto?
*_*…………………………….forse poteva farmi paura ….a 9 anni….??

A rivederlo ora sembra davvero una presa per il culo, e ho il sospetto che lo sia ampiamente, dei vari stilemi horror.
Il tutto condito da una recitazione a tratti imbarazzante, scene telefonate,e un doppiaggio ai limiti dello scandalo con Pietro “Marrabbio” Ubaldi a dar la voce a Leroy, il solito spavaldo nero magnaccia.
Ciliegina sulla torta uno dei “fratelli sotto le scale” è uguale ad A. ( oddio non si puo’ dire *_*..ma chi conosce sa..)

Corollario della serata.
Alcuni film, aihme, come tante altre serie tv e anime,sono fatti per il loro tempo e vanno visti al loro tempo.
Di recente ho iniziato a visionare i film di Stepehn King e direi che, per quanto visto fin’ora, eccetto la Meta’ Oscura e Misery non deve morire non se ne salva uno.
magari sono capitata male ma Le Notti di salem è soporifero,Cose Preziose è inquietante per quanto è brutto e It beh It..che dire?
Peccato non averlo visto a 12 anni.
Ora ho riconosciuto perfino il tipo e la marca di lenti a contatto del pagliaccio ;_;.
Sono deviata!

ma ci sara’ ancora un buon horror degli 80′s che si salva?
E non ditemi Dario Argento….
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