E'
il gran giorno, ci siamo!! Partiamo dall'hotel con il
bus poco prima di mezzogiorno, e arrivati all'Expo,dopo
esserci congiunti con i cosplayer mancanti, veniamo
subito precettati per il brefieng di rito. Quindi tutto
si succede freneticamente: prima il pranzo, poi le prove
palco, quindi il cambio costume e finalmente l'inizio
della gara.
Durante il backstage abbiamo modo di socializzare un
po' con i cosplayer orientali, mentre cominciano a manifestarsi
i primi segni di evidente tensione pregara che portano
alcuni membri del team francese a scenate di pianto
decisamente fuori luogo, e costringono Ed a smentire
ufficialmente i gossip che iniziavano a serpeggiare
tra alcuni team e che davano la squadra italiana come
vincitrice già decisa.
Assegnati i numeri di sfilata (l'Italia era in ottava
posizione) e i rispettivi camerini con interprete madrelingua,
in ognuno era inoltre presente uno schermo che permetteva
di seguire l'andamento dello spettacolo in tempo reale.
Così, mentre Francesca, Emilia ed Elena, diventavano
rispettivamente Cassandra, Taki e Seung Mina dal videogioco
Soul Calibur, io con non poca fatica e grazie soprattutto
all'aiuto del nostro accompagnatore Roberto, mi trasformo
nell'arpia Silen di Devilman (live version).
La
kermesse era condotta da due famosi doppiatori, tra
cui Toru Furuya, che non a caso per l'occasione vestiva
due personaggi da lui interpretati, alcuni tra i suoi
cavalli di battaglia, ovvero Amuro Rei di Gundam, Seiya
versione borghese (jeans e maglietta rossa con maniche
alla Mark Lenders) e Tuxedo kamen (Milord) da SailorMoon.
Una volta annunciato il paese di provenienza e il numero
del concorrente questi usciva da dietro le quinte e
veniva accolto dai due presentatori che ponevano al
partecipante alcune semplici domande. Prima della performance
dei rappresentanti individuali inoltre venivano proiettati
sul megaschermo, posto a beneficio del pubblico, anche
dei messaggi d'incoraggiamento "segreti",
registrati dagli amici/ parenti quando la troupe televisiva
si trovava ad effettuare le riprese nel paese del concorrente.
Inutile dire che sia la mia apparizione nei panni dell'arpia
Silen di Devilman, con tanto di testa decapitata dell'uomo
diavolo, che l'acrobatica performance delle ragazze
di Soul Calibur sono state accolte con grande entusiasmo
dal pubblico e dalla giuria.
Io
mi sono cimentata con l'opening originale anni 70 del
famoso cartone animato, e simulando un combattimento
che vedeva appunto Devilman, sconfitto, ritornare finalmente
ad essere il demone Amon nelle braccia dell'amata arpia
che suggella il ritrovato amore, baciando appassionatamente
il capo mozzato.
Queste le parole recitate su una stupenda bgm tratta
da Glass no kamen:
"Omae to tatakawanakya naranakatta
Omae wo torimodosu tame ni
watashi no ai ni sakaratte.
Mou omae wa Debiruman dewa naku
Watashi no Amon ni modoru no da
Eien ni musubareru no da"
il cui significato e'
"Ho dovuto combattere
con te
Per riprenderti
Ho dovuto rinunciare al mio amore.
Non sei piu' Devilman
Sei tornato a essere il mio Amon"
Emilia, Elena e Francesca hanno invece interpretato
magistralmente "l'arena di esibizione" delle
tre guerriere con una performance tecnicamente ineccepibile
sotto ogni punto di vista.
Al momento della premiazione, tutti i cosplayer erano
sul grande palco in riga, mentre un occhio di bue
illuminava ritmicamente lo stage spostandosi avanti
e indietro, per fermarsi poi sul vincitore della categoria
aumentando di attimo in attimo la suspence, mentre
oltre tremila spettatori seguivano assiduamente in
religioso silenzio l'annuncio.
PREMI
- Premio speciale dello sponsor "Brother"
- La famiglia Lupin (rappresentante del Chubu)
- Miglior cosplayer individuale - Giorgia Vecchini
(Silen da Devilman)
- Miglior Gruppo - Francia - Tokyo Mew Mew
- Team campione in assoluto del WCS - Italia
E'
stato un momento emozionantissimo quando la voce ha
chiamato "Italy" e tutte noi ci siamo corse
incontro abbracciandoci e forse anche con più
di una lacrima di commozione e tanti sorrisi, mentre
dal cielo cadevano stelle filanti e coriandoli a garganella.
Ci sarebbero tante altre cose da dire, come l'emozione
di aver ricevuto il premio (che, per la cronaca, oltre
alla macchina fotografica digitale consiste in un
altro viaggio in Giappone da effettuare a piacere
per ciascuna di noi) dalle mani di Reiji Matsumoto
in persona, l'orgoglio di aver portato a casa nel
nostro piccolo una specie di oro olimpico, i tantissimi
complimenti ricevuti, ma probabilmente le foto di
commentano da sole. Sapevamo di aver lavorato bene
e questo riconoscimento era la giusta ricompensa a
tutti i nostri sforzi, ma mai l'avremmo creduto possibile.
Il tutto si è concluso sulle note di Cha La
Head Cha La, la sigla di Dragon Ball Z cantata dai
team in coro con Kageyama Hironobu.
Dopo la premiazione siamo state letteralmente prese
d'assalto da fotografi, riviste, e spedite direttamente
in conferenza stampa, con tutti gli altri vincitori,
per un'ora di interviste e foto per la stampa, mentre
noi ancora incredule ci godevamo il nostro momento
di gloria.
| Una mangaka, membro effettivo della giuria,
è rimasta talmente colpita dalla mia esibizione
che ne ha realizzato un mini manga di tre pagine,
che potete vedere qui: |
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