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Giornata
questa piuttosto intensa.
In mattinata e nel primo pomeriggio siamo impegnate
come comparse in un programma televisivo, con le solite
interviste di rito, quindi una tv che collaborava
con la Aichi, decide di seguire il team italiano per
le strade di Nagoya per realizzare uno speciale sul
WCS.
Tornate poi alle sede televisiva abbiamo l'incontro
ufficiale con tutti i cosplayer partecipanti: finalmente
incontriamo tutti i membri dei vari team nipponici.
Dovete infatti sapere che le rappresentanze nipponiche
sia individuale che di gruppo sono ben 4, per un totale
di 16 persone. Tre gruppi e tre singoli sono
stati selezionati per altrettante regioni di Honshu,
l'isola più grande dell'arcipelago: Kansai
(corrispondente alla zona ovest, quella di Osaka),
Chubu (corrispondente al massiccio montuoso
centrale che separa le altre due zone, la regione
dove sorge Nagoya) e Kanto (ovvero la pianura
in cui sorge Tokyo). Dal web invece sono state scelte
nientemeno che Barbie e Kaie, due tra le più
famose cosplayer mondiali in assoluto, le cui foto
nei panni di Sailor Moon (versione Eternal e principessa
Serenity) e Sailor Venus hanno fatto il giro del mondo.
Quest'incontro conviviale, il primo che vede al completo
tutti i partecipanti, ha lo scopo di spiegare come
si sarebbe svolto lo stage finale, i ritmi, i tempi
morti, la preparazione ecc.
Veniamo così a sapere l'ordine di sfilata,
e apprendiamo maggiori notizie sul luogo dell'evento
(l'Aichi Dome, all'interno dell'Expo Universale
che quest'anno si svolge appunto a Nagoya), sulla
giuria, presieduta nientemeno che da Reiji Matsumoto,
il papà di Capitan Harlock, sulla canzone che
noi singoli dovremmo interpretare tutti assieme (Evangelion,
la prima strofa, ognuno nella propria lingua) e le
varie entrate e uscite.
Ci vengono anche spiegati i premi che saranno assegnati,
tre in tutto: uno come miglior cosplayer singolo,
uno come miglior gruppo e, infine, quello più
importante in assoluto, quello di team campione del
WCS, dato dalla somma dei punti ottenuti dal singolo
e dalla squadra. Si comincia davvero ad entrare nello
spirito della gara.
Dopo il ricchissimo buffet, tornate all'albergo, trascorriamo
la notte a provare le nostre parti: io nella hall,
le ragazze, che necessitavano di uno spazio molto
ampio, nel parcheggio adiacente. Ci accomiatiamo tese,
ma determinate a fare del nostro meglio.
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