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Ancora
free time, questa volta a Nagoya però!
Ne approfittiamo per la visita al castello della città
e per continuare con lo shopping selvaggio, mentre
l'estate giapponese, calda e umida all'inverosimile,
rende davvero faticoso e insopportabile ogni movimento
diurno... Alla sera, dopo aver cenato nel classico
localino alla Marrabbio, (potere del katsudon
vieni a me!), ci dirigiamo baldanzose verso il karaoke
per concludere degnamente la giornata.
Si unisce a noi anche Shigehiro, simpatico
autoctono conosciuto dai ragazzi che facevano da supporter
al team italiano (il buon vecchio Robbberto, Amon
e Paolo, boyfriend di Francesca) durante la parata
di Osu.
Altro ricordo che mi porto a casa è sicuramente...
Il TAMBURO
Così chiamavamo infatti Taiko No Tatsujin,
un videogame molto in voga nelle sale giochi nipponiche,
dove si deve battere il tempo della canzone prescelta
sui classici tamburi giapponesi.
Ovviamente
come accade in tutti questi tipi di simulatori ci
sono varie combo da effettuare a seconda della faccina
del bollino che compare sullo schermo e diversi livelli
di difficoltà.
Anche la scelta delle canzoni era molto varia; tantissimo
j-pop , ma tante sigle di anime (ci siamo sbizzarriti
più e più volte sulle note di Lupin,
Uruseyatsura, Ken il guerriero
), qualcosa di
internazionale e vari classiconi (tra cui l'italico
Funiculì Funiculààààààà)
Il team italiano è diventato davvero un drogato
di TAMBURO e a più riprese abbiamo dato spettacolo
davanti ai Giapponesi attoniti delle nostre performance.
Quando rimanevamo a digiuno per troppo tempo iniziavamo
a girovagare per le vie di Nagoya e Tokyo ripetendo
ossessivamente T_A_M_B_U_R_O, che sembra una parola
giapponese, tant'è che ci chiedevamo cose del
tipo "chissà se tamburo significa davvero
qualcosa, e noi stiamo bighellonando gridando qualcosa
come "MANIGLIONI ANTIPANICO-MANIGLIONI ANTIPANICO!!!!!"
*_*
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