Quando da piccola mi portavano alla gita annuale a Gardaland (per noi bambini il paradiso in terra) ero costretta a subire sempre un ingiusto rituale che consisteva prima di tutto in un giro sul trenino che fa il giro intorno al parco, meglio noto come Gardaland express.
A questo punto sia io che mia sorella ci chiedevamo perché; noi si voleva solamente correre immantinente alle attrazioni che suscitavano in noi un sicuro interesse, eppure per tutti quegli anni non ci fu modo di rompere questa assurda imposizione che mia madre giustificava con la filosofica chiosa "dobbiamo renderci conto".
Di cosa dovessi rendermi conto non sono mai riuscita a rendermi conto
L'unica cosa di cui mi rendevo conto e' che era crudele costringermi a girare intorno al parco osservando gli altri bambini che si divertivano sulle mie giostre preferite.
Fortunatamente le cose sono cambiate e ho preso in mano la situazione con pugno di ferro.
Così io e Rob, durante il tragitto per il secondo giorno a Marne La Vallèe abbiamo pianificato con scrupolo ogni singolo spostamento, rendendoci conto immediatamente di tutto quello che volevamo fare.
Questa volta la nostra avventura inizia dal parco attiguo ovvero dai Disney Studios, il fratellino minore del più famoso Eurodisney, che ricalca vagamente lo schema dei famosi Universal Studios.
Sul parco svetta un'inquietante sorta di deposito dell'acqua sormontato da imbarazzanti orecchie da topo che farebbero la felicità di Topus e che persino l'addetta alle informazioni ha utilizzato per indicarci la posizione del parco mostrando un evidente imbarazzo.
Sulle prime abbiamo gioco facile a spostarci da un'attrazione all'altra grazie al tempo incerto e al fatto che, tranne che per le novità dell'anno, le code sono molto ridotte anche senza fastpass, dato che non ne sono ancora provvisti.
A causa del guasto temporaneo alle montagne russe degli Aerosmith (si, avete letto bene), ci lasciamo convincere a restare in tema e a provare l'attrazione del dietro le quinte di Armageddon.
Poteva uscire qualcosa di buono da cotanta pellicola? Ai poster l'ardua sentenza.
Lo stesso non si può certo dire per le Rock'n Roller Coaster, dove, dopo un preambolo dentro una fittizia sala registrazione della rock band di cui sopra, si viene sparati a tutta velocità in una sequenza di giri della morte e curve mozzafiato al ritmo del rock potente di Tyler & Co, rigorosamente al buio o quasi.
Lo faremo altre due volte.
Le immense code alle altre attrazioni ci convincevano a provare un poco promettente giro sullo Studio Tram Tour Behind the magic, un viaggio a bordo di un improbabile tram su cui Jeremy Irons raccontava in tempo reale le meraviglie che ci apprestavamo a vedere e che riguardavano il dietro le quinte degli effetti speciali di alcuni famosi film, uno su tutti Dinotopia.
Il giro culminava con il passaggio attraverso un Grand Canyon in cui un terremoto e un incendio minacciavano una cisterna di benzina con esiti scenici catastrofici, valanghe d'acqua e schizzi assicurati.
Poteva a questo punto mancare la visita sul set de Il Regno del Fuoco? Onestamente l'unica nota positiva era che il soffio del drago ci riscaldava nella gelida mattinata parigina.
Proseguendo nella nostra giornata, un eloquente insegna "Welcome to Radiator Springs" ci introduce a una delle novità del 2007, ovvero la giostra, stile tazze, dedicata a Cars con Saetta McQueen e soci in una divertente ricostruzione del paesino di mamma Pixar.
Ovviamente non ci lasciamo sfuggire la possibilità di un paio di scatti in compagnia di Luigi e Guido riprodotti in scala 1:1; aggiungete poi che di fronte si trovava la porta vegliata da Sullivan e Mike Wasosksy direttamente da Monster Inc. e avrete un quadro abbastanza preciso di come si sia consumata la nostra mattinata.
Ma non c'e' tempo da perdere, perché la magia Disney si concentra in un'indimenticabile parata attraverso la via principale degli studio e noi ci appostiamo in prima fila per non perdere neanche un momento.
Apre la sfilata il simpatico Pippo ballerino (e quindi nemmeno questo può essere Repetto), seguito dal carro con gli amici Topolino e Minnie (di cui riusciamo ad attirare l'attenzione grazie alle sobrie orecchie che sfoggio in compagnia di Roberto che, per non essere da meno si e' trasformato in un elegante Stitch bastonato).
Seguono in ordine sparso i protagonisti del Re Leone, Mary Poppins e Spazzacamino, Toy Story preceduti da degli eccezionali soldatini di plastica verde (un cosplay geniale).
Non potevano mancare all'appello Pinocchio, Peter Pan e Crudelia De Mon in quella che era una parata essenzialmente dedicata all'aspetto cinematografico della produzione Disney.
Ci accodiamo quindi per essere in prima fila all'arrivo di Zio Paperone nella zona Toons, ma al suo posto fa capolino nientemeno che Topolino in persona.
Decido che tutto sommato vale la pena di farmi qualche scatto anche con il buon Mickey se non fosse che nel momento in cui mi avvicino sempre in compagnia delle orecchie da Minnie, questo mi salta addosso nell'evidente tentativo di ingropparmi davanti a una folla basita di madri e padri di famiglia con annessi marmocchi di 4 anni.
Me la cavo egregiamente con un bacino sul musetto, mentre lui arrossisce nascondendosi il viso e gli astanti sghignazzano vistosamente per lo show improvvisato.
Avevamo quasi gettato la spugna quando poco più in là scorgiamo Zio Paperone e Paperino (mentre con quel cattivone di Jafar non c'e' stato nulla da fare) e riusciamo a ottenere l'anelato scatto sgomitando tra spagnoli intrufoloni e bambini rompiballe di nazionalità assortite.
Sempre usufruendo dell'opzione hopper, ci spostiamo a Eurodisney per terminare la visita lasciata incompleta il giorno precedente, comprensiva di reportage fotografico alla parata principale.
Faccio in tempo a beccare anche il buon Mastro Geppetto che prima schernisce Roberto per le sue imbarazzanti orecchie poi mi si avvinghia come se non avesse bisogno del Viagra per i suoi secondi fini.
Ma vi pare che debba andare a Eurodisney e mi debba guardare dai marpioni che fanno dai ripieno ai personaggi della mia infanzia? Non c'e' più religione...*_*
Abbiamo il tempo per un veloce tour (anche perché non c'e' coda) nei meandri del Nautilus alla scoperta delle avventure del capitano Nemo.
Osserviamo da lontano gli aeroplanini dell'Orbitron, il cui stile steampunk ci fa chiedere perché la giostra non sia dedicata al Pianeta del Tesoro, ma dei grandi assenti parleremo dopo.
Appollaiati su un patio da cui si poteva dominare perfettamente la via principale godendo di una visuale perfetta, siamo pronti per la parata principale.
Oltre ai personaggi già visti in mattinata, ecco arrivare il bellissimo carro di Alice con regina di Cuori, Capellaio Matto, Bianconiglio e carte varie.
Seguono a ruota l'allegra banda di Winnie Pooh e i suoi amici, con uno strepitoso Tigro trampolato, il magnificente carro dei cattivi Disney al gran completo con delle bellissime Grimilde e Malefica in carne e ossa e la strega Ursula a grandezza naturale.
Non potevano mancare il libro della Giungla, La Sirenetta e le altre famose principesse in un unico carro, ovvero Belle e la Bestia, Aladdin e Jasmine, Biancaneve e il principe, Aurora e Flippo e Cenerentola e amichetto.
I personaggi sono molto coinvolgenti, ma una grossa parte la fa la musica, sparata in tutto il parco da un impianto che farebbe impallidire quello previsto da Douglas Adams e che regala un'esperienza in Dolby Surround 7.1 in ogni punto del parco.
A questo punto dobbiamo dirvi cosa trasmette questo impianto per tutta la durata dell'apertura del parco: le nuove hit del momento presto in cima alle classifiche musicali di tutto il mondo, ovvero "Ciak Camera Action" e "Just Like a Dream"... le canteremo fino alla fine della vacanza e ci tratteremo "a stento" dall'acquistare il doppio CD in vendita nei numerosi negozi del parco.
Finita la parata, la nostra rigorosa pianificazione da i suoi frutti ed entriamo senza coda per il terzo giro alle Space Mountain, le montagne russe al buio gioia e dolore delle nostre schiene e cervicali, ci dirigiamo al passaggio incantato di Aladdin in cui sono riprodotte alcune famose scene del film, quindi ultimiamo lo shopping e ci avviamo di nuovo al Disney Studios.
Questa volta non abbiamo scuse, dobbiamo salire sul tappeto volante di Aladdin, la classica giostra con gli aeroplanini che girano in tondo, sostituiti da tappeti di cui e' possibile comandare inclinazione e quota.
Ma prima che ci caccino facciamo appena in tempo ad accodarci per l'ultima e più trafficata attrazione della giornata (la coda non e' mai andata sotto ai 75 minuti, con punte oltre i 120), altra novità del 2007: la Crush Coaster.
Si tratta di montagne russe a vagoncini a forma di guscio rovesciato di tartaruga che trasportano i passeggeri negli abissi assieme a Scorza (Crush) e al piccolo Nemo tra meduse colorate, bollicine, vortici e la forza della Corrente Orientale Australiana.
La particolarità della giostra sta nel fatto che il vagoncino e' libero di ruotare su se stesso, offrendo una dimensione nuova ai vari balzi e sussulti, semmai la nostra colonna vertebrale ne avesse avuto ancora bisogno.
Un'attesa stavolta ampiamente ripagata, sarei rimasta su per altri 5 giri
Trascorriamo le ultime due ore a ultimare lo shopping nel parco Eurodisney e dopo una veloce visita al Disney Village decidiamo che e' il caso di cenare altrove (9 euro per un hamburger?), tuttavia la nostra attenzione viene attirata dal locale Planet Hollywood che nonostante non possa vantare pezzi di rilievo della storia del cinema, per gli appassionati di Ritorno al Futuro custodisce una vera e propria reliquia: l'originale flyer che invita gli abitanti di Hill Valley a salvare la torre dell'orologio... lacrima di commozione.
Allo store mi faccio tentare da alcune T-shirt alternative decorate da improbabili scritte glitterate del calibro di "you can't afford me", "he's not my boyfriend, he's my bodyguard" e "no photo please", ma rinsavisco pensando a quanti dindi ho lasciato al negoziante per la riproduzione in porcellana di Malefica.
Torniamo alla base cotti ma estremamente soddisfatti, tutto sommato anche del tempo, che ha retto per tutto il giorno senza indulgere nella tanto temuta pioggia.
Considerazione di carattere personale: dovrei diventare il direttore artistico del parco, non solo perché saprei sfruttare al meglio le caratteristiche e le potenzialità dei vari personaggi, ubicandoli nella giusta attrazione e con la giusta coreografia, ma anche perché avrei bene in mente come piazzarli tutti.
Una delle cose ce mi ha lasciato più perplessa e' infatti la totale assenza o quasi di alcuni personaggi Disney davvero importanti di cui non si trova molto poco o in alcuni casi nulla a livello di gadget e le cui papabili attrazioni non esistono.
Qualche esempio? Ercole, il Gobbo di Notre Dame (ambientato a Parigi!), Taron e la pentola magica, Mulan, Bianca e Bernie, gli Aristogatti, Lilli e il vagabondo, la Carica dei 101, le Follie dell'Imperatore e altri.
L'angolo di Robbberto: ho deciso che il mio DNA non sarà trasmesso ai posteri, almeno non per via naturale.
So che per molti questa notizia sarà un sollievo, ma non posso trovare miglior modo di contribuire alla diminuzione della popolazione mondiale di marmocchi.
Se credete che sia troppo drastico, fatevi un giro a Eurodisney e poi iscrivetevi al mio club. |