Per la prima volta lasciamo che la sveglia si presenti in doppia cifra e poltriamo fino alle 10 passate, dopodiché inizia un estenuante gioco a Tetris da valigia, di cui Roberto e' noto campione internazionale, per distribuire al meglio i 15 chili di bagaglio registrato che quei pezzenti della Ryanair concedono ai passeggeri.
Capirete bene che dopo due giorni a Eurodisney e altrettanti di fiera era matematicamente impossibile tornare a casa a mani vuote.
Comunque, strizzando, piegando, spostando oggetti e regole della geometria dei solidi, riusciamo a far entrare tutto nelle valigie, pregando che nessuno noti i nostri chili di troppo... e non si parla della ciccia dato che dopo questa settimana possiamo vantare chiappe d'acciaio da competizione.
Trascorriamo le poche ore successive spaparanzati su dei divanetti di velluto vinaccia da Starbucks, per l'ultimo frappuccino di rito (ci rivediamo tra 20 giorni, cocco) a chiacchierare e fare il punto della situazione.
Quindi un ultimo giro a curiosare tra i negozi di Les Halles prima di lanciarci nella temuta transumanza verso Beauvais.
Mentre trasciniamo i nostri bagagli, il cielo di Parigi piange lacrime amare e noi con lui, ma quando raggiungiamo la banchina dell'autobus Parigi sfoggia un cielo azzurro da cartolina e un'impennata della colonnina di mercurio che si fa sentire sulle nostre felpe (che abbiamo tenuto indosso per abbassare il peso complessivo dei bagagli).
Siamo moderatamente certi che nei prossimi giorni i tg saranno invasi dalle notizie dei protetti di santa Genoveffa che cercheranno refrigerio dalla canicola nelle fontane comunali, ma non oggi.
Arriviamo con largo anticipo in aeroporto, giusto in tempo per beccare la perturbazione che, lasciata la capitale, come una nuvoletta di fantozziana memoria, ci segue fino alla fine del tragitto.
In attesa del check in, bivacchiamo in un elegante bar ristorante, in cui la fa da padrona una cameriera schizofrenica che, per problemi di sicurezza ci invita a togliere i bagagli dal muro defilato contro cui li avevamo appoggiati, per metterli in mezzo a un corridoio di passaggio.
Esulteremo ogni singola volta che inciamperà nel mio trolley nel suo movimento dai tavoli alla cucina e viceversa.
Proviamo un collegamento wi-fi pirata, ma ci va male e quindi ci mettiamo a scrivere questo report in attesa che le addette al check in decretino la nostra sorte.
Pagheremo o no 5 chili di esubero ?
A ogni modo Roberto ha già pronta una tremenda vendetta personale.
Loro avranno i nostri 40 euro, ma la Ryanar spenderà la cifra con almeno un paio di pleonastici giri turistici dei cieli bergamaschi ogni volta che lui sarà in turno.
Per fortuna con uno spostamento dell'ultimo minuto riusciamo a stare dentro i chili di tolleranza che lo scrupoloso addetto al check in (mai visti pesare i bagagli uno a uno come da regolamento) ci concede come da prassi, e ci avviamo più sollevati all'imbarco, sperando che lo zaino da turbonerd di Roberto venga accolto comodamente dalle cappelliere del B737 che ci riporterà a casa.
E così anche l'avventura francese ha termine, ma credo che non passerà molto tempo prima di una seconda capatina... |