La sveglia ci chiama inesorabile alle 7:30 in punto.
Avevamo programmato di essere pronti per le 8:30, ma Roberto non aveva fatto i conti con la mia velocità quando si tratta di prepararsi e fotosciopparsi in tempo reale in vista di una meta come Eurodisney.
Alle 8 siamo pronti per uscire con me che sprizzo gioia da ogni poro e lui con un'aria mista tra il rassegnato e il "sono proprio sicuro di volercela portare?".
Poco importa se il tempo ancora una volta non ci e' propizio: neri nuvoloni si addensano all'orizzonte non lasciando presagire nulla di buono.
La mia gioia viene momentaneamente repressa dalla constatazione che la Autogrill SpA ha preso possesso dell'intera ristorazione francese, infiltrandosi sotto le mentite spoglie di mille bar dal nome diverso che propinano tutti il medesimo terribile frutto della stessa improbabile macchinetta caffettifera.
Loro ci avranno pure invaso con la grande distribuzione (Fnac, Carrefour, Auchan, Leroy Merlin, Castorama, Decathlon, Marianon profumerie, Sephora) e hanno la possibilità di affamarci o farci puzzare come cavalli, ma noi possiamo avvelenarli quando vogliamo, e già di primo mattino (scusate se e' poco).
Del resto si sa, il francese medio non può rinunciare al croissant a colazione.
A questo proposito mi chiedo perché si ostinino a produrli sempre vuoti come lo spazio siderale.
Se provate a chiederglieli con la crema, capiranno sempre e comunque che volete il croissant e un caffè con la crema che non avete mai nominato.
Deve essere un difetto genetico o una turba collettiva ancestrale a livello subconscio.
Io nel frattempo mi tengo la mia ustione di quarto grado sulle papille gustative che, provocata da un orrendo cappuccino, mi accompagnerà per tutto il giorno, nel frattempo siamo già arrivati a Marne La Vallee', dove sorge il volto del demonio visto dallo spazio.
Il parco Eurodisney Resort e' infatti composto da un vero e proprio trittico: Eurodisney in quanto tale, Disney Village, sede di negozi e ristoranti e Disney Studios, un parco minore aperto da pochi anni e ancora in crescita.
Visto dall'alto, il complesso assume sicuramente l'inquietante forma del volto del topo più famoso del mondo.
Tronfi dei nostri hopper ticket (ovvero saltella da un parco all'altro in libertà) comprati comodamente on line, saltiamo anche la coda all'ingresso e ci immergiamo nel magico mondo Disney.
Non credo di avere le parole adatte (neanche io N.D. Robbberto) per descrivere la mia emozione nel momento in cui mi si para innanzi il magnificente maniero rosa della Bella Addormentata riprodotto in scala 1:1 da quello presente nell'omonimo lungometraggio.
C'e' da dire che essendoci le celebrazioni per il 15ennale del parco, tutto il complesso e' corredato di addobbi a tema con il candelabro Lumiere che la fa da padrone (del resto lui è uno che se intende...) e troneggia ovunque, mentre gli altri personaggi sorreggono delle candeline sulle guglie del castello.
La prima zona cui si accede superando il castello, e' Fantasyland, vero cuore pulsante del parco, un immaginifico concentrato di tutte le fiabe Disney più classiche.
Si parte dalla storia di Biancaneve, passando per le avventure di Pinocchio e volando in compagnia di Dumbo e Peter Pan, si arriva al labirinto di Alice e alle tazze rotanti del Cappellaio Matto.
Ed e' esattamente da li' che ha inizio la nostra avventura (non prima di aver riportato sulla Terra Giorgia, che non smette di saltellare di qua e di là neanche sotto la minaccia delle armi Nd Robbberto).
Il labirinto di Alice e' meraviglioso, non manca davvero nessuno e io mi diverto come una matta a scattare decine e decine di foto sceme in compagnia dello Stregatto, delle carte e della regina di cuori.
Il tempo meteorologico non ci e' propizio, ma e' anche molto indeciso e continuerà a passare ininterrottamente dal sole alla pioggia a intervalli fissi di 10-15 minuti.
Dopo un po' ci siamo abituati a questo tira e molla e le nostre previsioni del tempo sono diventate abbastanza precise da permetterci pianificazioni accurate degli spostamenti.
Siamo aiutati in questo dalla piacevole scoperta del fastpass, un'invenzione notevole che permette di lisciare la coda a determinate attrazioni, prenotando il proprio turno in uno slot temporale di una mezz'ora.
Va da se che bastava prenotarsi da una parte e accodarsi da un'altra per poter risparmiare molto tempo.
Riusciamo così ad avventurarci sulle seguenti giostre:
Buzz Lightyear Laser Blast, il classico trenino per bambini, ma corredato da una simpatica aggiunta consistente nell'introduzione di due pistole laser da utilizzarsi per aiutare Buzz nella sua missione contro Zorg. Durante il percorso venivano infatti offerti numerosi bersagli e un sistema automatico conteggiava punti totalizzati.
Star Tours, ovvero il cinema dinamico basato sulle avventure di Star Wars, che porta il pubblico dove avrebbe sempre desiderato essere: su una navetta impegnata nell'attacco alla Morte Nera;
Space Mountain Mission 2, la vera rivelazione... avete presente le montagne russe? Uguale, ma al buio, tra un'esplosione di una Supernova e una tempesta di meteoriti... adrenalina e colpi alla schiena allo stato puro... non per niente ci torneremo altre 4 volte.
Phantom Manor, ovvero la casa dei fantasmi, dall'ambientazione molto suggestiva, ma in sostanza abbastanza deludente;
Pirates of the Carribean, la giostra che ha ispirato le avventure di Capitan Jack Sparrow e soci, praticamente uguale ai pirati di Gardaland, e non ho altro da dire su questo argomento.
Indiana Jones e il tempio del pericolo, una avventura sui vagoncini delle miniere dell'omonimo film, una sorta di montagne russe imparentate strettamente con quelle del Luneur di Roma, con in più un rapido giro della morte.
Adventure Island, una semplice ricostruzione di un covo pirata con tanto di caverna di Ben Gunn, capanna dei Robinson, nave pirata di Capitan Uncino e relitto si direbbe spiaggiato direttamente da Lost.
Concludiamo con il classico giro di shopping e immancabile trenino con cui circumnavigare l'intero parco in preda a una stanchezza micidiale che rischia di farci fare tre giri di parco filati e senza passare dal via.
Come sono arrivati vivi al termine della giornata i nostri eroi? Nutrendosi in modo appropriato.
Seguite i nostri consigli alimentari e non ve ne pentirete.
Del resto illustri dietologi hanno stilato il menu che il parco Eurodisney offre ai suoi avventori.
Dolci, grassi e poi ancora dolci.
Rosse mele caramellate che sembrano scappate fuori dalla fabbrica di Willy Wonka, crepe grondanti sciroppo al cioccolato da ogni angolo, succulenti waffle da spalmare a piacere con panna, zucchero o altre sostanze ipercaloriche, il tutto per usufruire di zuccheri pronti da impiegare nelle fatiche ludiche.
In ogni dove del parco effluvi di pop corn, patatine, crepe, hot dog e di ogni altra possibile schifezza alimentare vi possa venire in mente si mescolano titillando l'olfatto degli sprovveduti passanti ogni 3 per 2.
Altra piacevole momento e' quello dell'incontro con i personaggi Disney, non solo durante la parata (della quale riferirò domani) ma anche durante orari stabiliti in luoghi strategici.
Devo dire di essere stata alquanto fortunata o spudorata, se preferite, fatto sta che oggi mi porto a casa le foto in compagnia di Pinco Panco (o forse Panco Pinco, non lo saprò mai) quel marpione di Frate Tac e il simpatico Pluto, sotto le cui spoglie di sicuro non poteva celarsi Mauro Repetto.
Il perché e' presto detto: sapeva ballare.
In occasione della celebrazione del 15ennale del parco, si tiene quotidianamente la cosiddetta candlebration, una sorta di breve musical durante il quale i personaggi più rappresentativi calcano uno stage ballando e cantando: dovevate vedere Pluto con la chitarra elettrica modello rock star che saltellava su una zampa sola con la lingua penzoloni.
Una considerazione di carattere personale: se pensano di farmela durante le code, tentando di intrufolarsi per sorpassarmi, hanno davvero sbagliato tutto... sono Italiana, non venite a rubare in casa del ladro.
L'angolo di Robbberto : vedere persone che probabilmente hanno praticato danza per 10 anni o hanno dedicato una vita allo studio di uno strumento al conservatorio finire a fare il ripieno di un pupazzo che si esibisce per marmocchi che dimenticheranno tutto dopo un happy meal in serata, fa riflettere sulle ingiustizie della vita. |