Give me your boss!!!

Della serie non c'è due senza tre, ecco il breve resoconto del mio terzo viaggio nel Sol Levante, in occasione del WCS 2007.
Purtroppo molto del mio tempo libero, che avrei volentieri dedicato ad attività più divertenti, è stato assorbito dalla ricerca del bagaglio perdutomi dalla Japan Airlines, ergo la cronaca sarà decisamente più breve ^_^

Dimme 'n po'

  • Il viaggio non inizia con i migliori auspici dato che i nostri 5000 euro in yen latitano presso una filiale sconosciuta del Triveneto della Banca Agricola Mantovana, presso cui, grazie a mio cognato Giovanni, abbiamo sempre la possibilità di cambi più che vantaggiosi.
    Robbberto giunge alla mia magione in orario perfetto, e appena dopo pranzo ecco la lieta novella: gli yen sono arrivati... peccato si trovino dall'altra parte della provincia di Verona.
    Da qui parte la rocambolesca avventura del nostro eroe che, munito del suo insostituibile navigatore satellitare, ha raggiunto San Bonifacio in tempo utile ed è tornato col malloppo alla base (in realtà, appena uscito dall'autostrada, il navigatore ha premuto il tasto eject del seggiolino eiettabile e mi ha invitato a cavarmela da solo, aggiungendo poi una risata beffarda, ma questa è un'altra storia NdRobbberto).
    Ovviamente, durante il tragitto verso Linate ci accorgiamo di aver dimenticato nell'ordine: il beauty case di Robbberto, contenente rasoio, pettine, schiuma e necessaire vario; il marsupio di Badtz Maru; il caricabatterie del cellulare; la pistola [...]

  • di Fujiko.
    Per ora tutto come previsto, del resto non potevo ancora sapere che lo smarrimento più grave sarebbe avvenuto poche ore più tardi.
    Giunti in aeroporto, l'addetto al check in Alitalia ci titilla con una proposta indecente che accetto solo con non poche remore su insistenza del mio compagno di viaggio.
    In sostanza ci viene proposto di imbarcarci sul volo delle 18:30 invece che su quello delle 19:00 per via del probabile overbooking: così i nostri bagagli vengono etichettati fino a destinazione finale (Narita NRT), mentre noi avremmo dovuto effettuare un secondo check in nella capitale.
    Poco male, pensiamo, abbiamo più tempo per sgranocchiare qualcosa prima delle successive 12 ore di volo durante il quale sarò costretta a un digiuno forzato, anche se non vi nascondo una certa preoccupazione più tardi rivelatasi molto fondata, nel vedere l'etichetta “stand by” mentre la mia valigia si allontana inghiottita dal nastro trasportatore.
    E pensare che ci avrei voluto appiccicare un adesivo gigante con la scritta “Sto andando a Tokyo”.
    Sia a Linate che a Roma gli [...]
  • impiegati del check in spergiurano di aver personalmente controllato la posizione reale dei nostri bagagli e ci invitano a dormire sonni tranquilli. Chissà perché me lo sentivo.
    A Fiumicino il transito da un volo all'altro comporta qualche problema di orientamento tra i vari terminal e decidiamo di chiedere aiuto a un solerte impiegato Alitalia che allo “scusi” di Robbberto risponde con un confidenziale “dimme'n po'”.
    Credo che Robbberto abbia pensato di rispondere “che fa, mi da del tu?” con voce fantozziana, aspettandosi di rimando un “no, dicevo dimme lei”... “ah... congiuntivo”.
    Probabilmente l'aura romana di Robbberto permane nonostante i quasi 15 anni di residenza nel milanese e suggerisce all'interlocutore che sta giocando in casa.
    Per la prima volta mi imbarco su un volo JAL, e per la legge del contrappasso dopo gli ignobili posti affibbiatici nelle precedenti trasferte messicane, eccoci comodamente alloggiati nei posti del B747-400 dove il restringimento caudale della fusoliera costringe le file a ridursi da tre posti a due più comodi e [...]
  • larghi.
    Dato che ho dormito per quasi tutta la durata della tratta, non ho molto da aggiungere, se non quanto segue:
    perché offrire la visione di film in Portoghese, Francese, Spagnolo, Tedesco su un volo giapponese che parte dall'Italia?
    Confermo la buona idea della cena preventiva, il cibo era immangiabile, ma non per ”boccasana” Robbberto, un uomo una voragine indiscriminata (la mia fame mi precede... non per nulla il colpo speciale del cavaliere d'oro del mio segno è un buco nero... NdRobbberto).
    La coda al controllo passaporti sembra veramente infinita, e il fatto di averla “abbellita” con i cartelli “da qui 30 minuti di attesa”, come alle giostre non risolve la situazione, un motivo in più, se ce ne fosse bisogno, per evitare in futuro il volo serale.
    Ci dirigiamo moderatamente stanchi e sfatti (vedi foto) al nastro bagagli per scoprire in bella vista un poco simpatico cartello “Mr. Corsaro please contact JAL staff”; ora io non sono Sherlock Holmes, ma dato che solo il bagaglio di Roberto era lì accanto, è stato molto semplice il collegamento del [...]
  • perché di questo avviso.
    Vorrei aggiungere “ve l'avevo detto” (la verità è che io ero tranquillo e il mio bagaglio è arrivato, invece tu, preoccupandoti, hai riempito di aura negativa il tuo ed era inevitabile che dimenticassero di imbarcarlo NdRobbberto).

    Compiliamo la modulistica del caso con la promessa (e la speranza) che questa fantomatica valigia mi venga recapitata il giorno seguente presso la lobby dell'Hotel Sunshine.
    Voi capirete che da vera donnetta viaggio con un trolley pieno di scarpe, e che questo non mi viene in aiuto per cambi di vestiti e toletta varia.
    Sicché sarò costretta a lavarmi immediatamente la biancheria e ad asciugarla col phon mentre il mio compare se la ride ('sto stronzo) e io mi aggiro per la stanza smutandata, con un asciugamano modello turbante in testa che spegnerebbe qualunque intenzione malandrina, e una vestaglia a righe demodé che sembra uscita dalla clinica del Dottor Gibaud.
    Tutto questo non prima di esserci rifocillati presso un tradizionale ristorantino a suon di care rice e di aver battezzato la nostra prima vescica giocando a [...]

  • Taiko no Tatsujin sulle note di Zankokuna Tenshi No These (op. di Evangelion) e Cha La Head Cha La (op. di Dragon Ball Z).
    Sulla strada del rientro all'hotel, all'incrocio magico incontriamo per caso Kyle, l'admin di Cosplay.com, in compagnia di G-chan intenti a mangiare una scodella di ramen in un banchetto alla Marrabbio.
    E' proprio vero che Tokyo è un piccolo paese dove tutti si conoscono :D
    Piccola nota estemporanea: abbiamo fatto una capatina a una catena di librerie dal fantasioso nome di Libro e, incredibile dictu, ho trovato l'ultimo numero di Cosmode! Da noi le librerie non hanno neanche i fumetti e qui hanno persino i prodotti per appassionati

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Listen to me, Madame...

  • Le telefonate alla Jal iniziano a farsi sempre più insistenti, tanto che non dobbiamo nemmeno riferire il numero di pratica : ci sgamano subito.
    E sfatiamo ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, il mito che i nipponici conoscano l’inglese : è un vero disastro.
    Dall’Italia poi non ne parliamo.
    Grazie all’aiuto di mia sorella e del caposcalo di Verona, si susseguono telex su telex ad Alitalia, che in quei giorni è sulla bocca di tutti i telegiornali, non solo nazionali, per disguidi analoghi causati a migliaia di passeggeri.
    Il mio umore ne risente parecchio, non solo perché detesto non avere con me i miei vestiti e il resto degli effetti personali, ma perché inizia a farsi sempre più strada in me la consapevolezza che questo maledetto bagaglio non arriverà mai in tempo né per la parata di Osu, né tantomeno per la finale del Wcs, e la prospettiva non è affatto piacevole.
    Per fortuna in compagnia di Max ed Emanuela , che per l’occasione mi presta anche una bella t-shirt over size (nerd 100%) di Naruto,cazzeggiamo alla grande e facciamo incontri [...]

  • di un certo livello.
    Tipo il vecchietto in metropolitana che non mi mollava più mentre loro, bastardi , se la ridevano alla grande seduti dal lato opposto.
    Tra le sconcertanti novità che offrono i negozi otaku di Tokyo, vi vorrei segnalare degli imbarazzanti gashapon che definirei “ estremi”.
    Stanchi di proporre le solite lolita intente a mostrare esuberanti e rotondeggianti tette e chiappe, ecco che i giappi si inventano una collezione di seni ( di varie fogge e colorazioni) e chiappe in varie versioni ( con tanga, con brasiliana, con sloggi) da vendere direttamente , per non perdere tempo, passando subito al dunque.
    Dopo i water collezionabili dello scorso anno, pensavo si fosse toccato il fondo del barile, non imparerò mai, che si può sempre iniziare a scavare...

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Osu Again

  • E’ il gran giorno della parata di Osu.
    Per una sorta di senso di colpevolezza patriottico, lo staff del WCS mi chiede se voglio aprire la parata , portando il glorioso vessillo del WORLD COSPLAY SUMMIT, seppure in borghese.
    Ed eccomi d’improvviso a capo di centinaia di cosplayer a camminare per i quartieri di Osu come già fu per i due anni precedenti, come sempre con un caldo micidiale, con la possibilità stavolta di intrattenermi in chiacchiere con amici vicini e lontani.
    Sì perché, l’incontro con Ryuki, nonna Betty e Acchan dall’altra parte del mondo, ha un sapore decisamente speciale, come del resto vedere gli amici messicani (Paula Marmota e Mario Bodegas in testa!) calati in questo contesto totalmente atipico!
    Maria e Verena tengono alto il livello del cosplay italiano con due costumi clampeschi molto kawaii, ma la conclusione della sfilata è sancita anzi tempo da un improvviso diluvio da competizione,che ci costringe tutti a un fuggi fuggi generale.
    Noi ripariamo alla meno peggio sotto le gallerie, in un’improbabile sala da the, sotto gli sguardi curiosi degli avventori [...]

  • ^_^.

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In the end I give up...

  • Alla fine mi decido.
    Sono in Giappone e non posso restare come un pampano a guardare gli altri divertirsi mentre io macino vendetta contro la Jal, che oramai non sa più che scuse addurre per l’imperdonabile ritardo.
    In un cospa shop investo nel costume meno costoso che trovo : Simca di Air Gear.
    Recupero lenti e parrucca da Maple Wigs e via, anch’io sono costumata per il gran finale.
    L’idea che Monkey Punch non possa vedermi negli abiti vinilici di Fujiko mi dispiace parecchio, ma aver avuto la possibilità di conoscerlo e regalargli un paio di foto in tale mise, facendomene una con lui a sua volta, mi fa comunque piacere.
    Il cosplay improvvisato di Simca, vuoi per esterofilia, vuoi per la passione tutta nipponica per i bloomers mi attira una folla incredibile di fotografi e di cosplayer ( tra cui tante ragazze!!!!*_* ), che al grido di “kawaii, cute o sexy”, si mettono in posa accanto a me dispiegando migliaia di sorrisi e di inchini.
    Purtroppo la spensieratezza di questi momenti è minata dal fatto che per un attimo di distrazione il mio portafoglio prende il volo.
    Onestamente [...]

  • non me la prendo nemmeno più di tanto.
    C’erano sì l’equivalente di 150 euro in yen, ma almeno documenti e carta di credit stavan al sicuro in albergo.
    Il mio livello addestramento zen oramai è quasi completato.
    Nonostante questo, uno dei miei fan N°1 si prodiga facendo denuncia di smarrimento alla polizia e si mette quasi a piangere supplicandomi di accettare i suoi soldi per l’inconveniente.
    Lo rassicuro dicendogli che non ha importanza, ma temo mediti il suicidio ;_;
    La gara del Wcs si svolge nel modo più classico, a colpi di costumi e performance quasi sempre di ottima fattura e livello.
    L’ospite canterino speciale stavolta è una nostra vecchia conoscenza : il buon Ichiro Mizuki, che già avevamo incontrato al Japan Expo di Parigi, il quale tra una cotonatura di capelli e un ripasso al make up,non disdegna un duetto con i suoi amici italiani ^_^

    Una nota: guardate la foto tra la Manu e Toru Furuya... non so chi sia il più truccato,ma mentre lei sta bene, lui sembra di plastica *_*

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Lost Days

  • Nei giorni rimanenti ci dedichiamo a del sano ma faticoso shopping per Akihabara, Shinjuku, HaraJuku e via dicendo.
    Ovviamente non manca nemmeno la classica puntata al karaoke, davvero imprescindibile!
    Sono giorni tranquilli, in cui le tensioni si stemperano; il mio bagaglio al fine giunge a destinazione, la qual cosa pone anche il problema di esubero per il ritorno, dato che nei giorni precedenti ho pur dovuto comprare qualcosa per sopravvivere e cambiarmi…
    Non ho molto da aggiungere, ma mi soffermerò un attimo a parlarvi del famoso semaforo magico, quello dove ci trovavamo in notturna, verso le 2,00 per una scodella di ramen bollente, cullati dal ritmo cadenzato del poco traffico divenuto improvvisamente quasi piacevole, al carretto del vecchietto Marrabbio style.
    Il vecchietto sdentato e ridanciano che lo gestiva sembrava uscito direttamente dalla serie di Rocky Joe.
    Ci ha preso subito in simpatia, e mentre Rob scambiava qualche parola in lingua ( sentendosi dire che assomigliava a Mas-tu-ro-ia-nni san”) io guardavo divertita le rondelle di Naruto (o meglio Naruto san) che affettava a gran velocità. Convinto che [...]

  • ne andassi ghiotta me ne riempiva sempre la scodella!
    Faceva tenerezza questo vecchino sulla settantina che dalle 22,00 alle 4,00 trascinava questa carretta di legno fino all’incrocio e lavorava. Chissà, magari per mantenere la moglie malata (sì, ci facevamo un sacco di film a riguardo ^_^).
    L’ultima sera purtroppo non c’era , non si sentiva molto bene, e abbiamo lasciato al figlio che lo sostituiva una bottiglia di vino rosso che avevo portato dall’Italia.
    Chissà se gli è piaciuta...

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