Giorgia strikes back in Japan!

Grazie alla vittoria riportata allo scorso World Cosplay Summit 2005, anche per questa seconda trasferta nella terra del Sol levante ho avuto la possibilità di usufruire di un viaggio gratuito, in compagnia nuovamente di Roberto, Paolo, Francesca e, new entry, Nadia.

Thanks to...

Grazie a tutto lo staff della tv Aichi (Mari kato, Mr Shirakawa,il sig.Kubo, Ed)
Per le foto grazie a Paolo, Nadie Gigì-chan.

Ready to go...

  • Grazie ai potenti mezzi della tv Aichi e alle tariffe non esattamente a buon mercato della Lufthansa, io e Francesca voliamo assieme da sole partendo da Linate, distaccando il resto del gruppo di circa un’oretta, con il solito scalo intermedio a Francoforte e arrivo, stavolta, ad Osaka.
    Questa vacanza infatti, oltre agli impegni cosplay related, vuole essere soprattutto anche una visita culturale in terra nipponica, al contrario del pazzo pazzo shopping dell’estate passata, in cui anche la sottoscritta, lo ammetto candidamente, è stata vittima felice e senziente dell’effetto “supermercato a cielo aperto” che il Giappone produce “inspiegabilmente” sugli ignari turisti giunti per la prima volta in questo paese dei balocchi.

    Il viaggio è passato tutto sommato tranquillamente, abituata ormai alle lunghe distanze, sono anche riuscita a dormire abbastanza, il che è tutto dire, nonostante la tentazione di vedere Ice Age 2 in spagnolo sia stata troppo forte per resistere ^_^.
    Come potete vedere, assieme alla mia cara rapanella fumatrice, mi sono sbizzarrita in scatti di varia natura: ci sono [...]

  • un paio di foto per giocare a “trova la differenza” con le medesime dello scorso anno....dai non potete sbagliare...”attacco solare, ENERGIA!!!”
    Inoltre l’aeromobile era dotato anche di un comodo poggia provette per analisi delle urine di cui abbiamo immediatamente approfittato; le mie sono quelle color giallo paglierino limpido, mentre Francesca, a giudicare da colore e corposità... mi sa che in dialisi XD
    E dulcis in fundo lo stewart era un misto tra un improbabile Big Jim teutonico, il classico assassino mascellato dell’Ispettore Derrick e Jimmy Ghione di Striscia la Notizia... un figodiddio insomma!

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Osaka

  • Giunte in quel di Osaka, passato indenni il controllo senza imbarazzanti domande da parte degli addetti al controllo, e riuniteci agli altri tre dell’Ave Maria, riceviamo subito una brutta sorpresa al momento del ritiro bagagli: sia Nadia che Francesca hanno trovato la loro valigia aperta e manomessa. Fortunatamente non manca nulla, ma sono evidenti i segni del rovistamento (e a Nadia hanno rotto la pistola di Sayaka).
    Così per precauzione si decide che è meglio far denuncia; questo ci fa tardare un po’ sulla tabella di marcia, nonostante l’arrivo in prima mattinata, e riusciamo ad arrivare a Kyoto, nostra base operativa per i tre giorni seguenti, solo oltre l’ora di pranzo.
    Da qui inizia il calvario per raggiungere la nostra ryokan.
    Le indicazioni della mappa sono alquanto, come dire... pressapochiste, e ci ritroviamo a girare per oltre un’ora stracarichi e appiedati sotto la canicola afosa di agosto. Un incubo.
    Da questo momento in poi decideremmo infatti che il taxi è nostro amico, sempre comunque e dovunque!
    Riusciamo in qualche modo a sistemarci grazie al provvido aiuto di un signore [...]

  • che si prende a cuore la nostra causa e, da vero appassionato di opera, sa anche spiccicare qualcosa in italiano!!
    Stremati Francesca e Paolo decidono di rimanere a riposare alla ryokan, mentre io, Rob e Nadia, non paghi delle poche ore di viaggio e del jet lag incombente, partiamo di nuovo alla volta di Osaka per un tour veloce a Den Den Town.
    E in effetti arriviamo in città solo nel tardo pomeriggio, per cui abbiamo poche ore a disposizione per girare e scialacquare le prime migliaia di yen in negozi di un certo livello (cospa shop e affini), noncuranti del peso esagerato che dieci riviste tipo Cospure generano e al grido di “ tutto e subito”..ci lasciamo trascinare nel baratro sfrenato dello shopping selvaggio.
    Torniamo alla base ben carichi ma visibilmente soddisfatti e crolliamo sui nostri futon, pregustando tutto il sapore di una vacanza appena iniziata.

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Che i cervi di Nara ti siano propizi!

  • La nostra visita assume subito connotazioni di carattere culturale a partire già dal secondo caldissimo giorno in cui, tronfi del potere segreto del nostro JR Pass (bellissimo c’è L’Onda di Hokusai stampata sopra! *_*), ci dirigiamo di gran carriera alla visita della città di Nara, che dista poco più di un’oretta dalla nostra base a Kyoto.
    Caratteristica imprescindibile di questa cittadina intrisa di storia e tradizione sono senza dubbio i cervi, o meglio i cerbiatti.
    Centinaia di cervi passeggiano, affamati di senbee (gli insapori “cracker” di soia di cui sono ghiotti e che gli ambulanti non mancano di commerciare), tra i turisti, per tutti i parchi prospicienti gli innumerevoli templi della città.
    Uno spettacolo curioso per degli italiani che al massimo sono avvezzi a gettare grano ai piccioni in piazza San Marco.
    I cervi si lasciano accarezzare tranquillamente, così anche noi ci siamo avvicinati per scattarci un fottio di foto in compagnia delle simpatiche bestiole, nelle pose piu disparate come da tradizione.
    Ovviamente la prima bancarella kitsch che vendeva [...]

  • raffinatissimi cerchietti di peluche con orecchie e corna a tema è stata presa d’assalto ^_^.
    Per non parlare della balzana idea di Roberto di acquistare i senbee: nel momento in cui i quadrupedi fiutano il cibo è la fine; ti seguono in gruppo, come una chioccia con i pulcini, e non ti mollano finché sono persuasi che tu abbia davvero esaurito le provviste.
    Ad un certo punto sono stata letteralmente circondata e mentre Paolo ha ricevuto un attentato alla propria virilità da un cervo particolarmente goloso, io invece mi sono beccata un morso “amichevole” da un altro che cercava di attirare la mia attenzione per ottenere il prezioso senbee.
    Mi è rimasta una vistosa ecchimosi nell’interno coscia per almeno una settimana , maledetto!
    Altra particolarità inquietante e non certo secondaria dei cervi di Nara è la loro defecatio.
    Cagano.
    Tanto, in continuazione.
    Espellono a velocità sconcertante piccole palline di feci a raffica; ci siamo presto resi conto che quelle che ricoprivano il terreno (e che ritenevamo ingenuamente bacche) erano in realtà le loro [...]
  • nobili cacche.
    Di certo non hanno problemi di stitichezza.
    Anche se la vera perplessità sarebbe nata dal fatto che tutti noi, da lì a breve e per i giorni seguenti, avremmo iniziato a defecare esattamente come loro.
    Ma immagino che la coprofilia non sia argomento da trattare in questa sede, per cui procediamo col racconto ^_^

    La visita è proseguita tranquilla alla scoperta dei vari templi di cui è costellata la cittadina, primo tra tutti l’imponente e maestoso Todaiji, che racchiude al suo interno, oltre ai Daibutsu, alias uno dei Budda più grandi del mondo, anche il passaggio per l’illuminazione.
    Di cosa si tratta è presto detto.
    C’è una sorta di trave portante molto grande, di legno, alla cui base è praticato un foro rettangolare di modeste dimensioni, che attraversa da parte a parte l’intero palo.
    Secondo la leggenda solo coloro che sono in grado i passarci attraverso ottengono honoris causa l'accesso all’illuminazione.
    A questo punto un breve excursus è doveroso.
    La nostra guida cartacea, di cui ometterò [...]
  • il nome per ovvie ragioni, a questo proposito scrive quanto segue :
    “Curioso vedere come i bambini, a differenza degli adulti, riescano a passare agevolmente nel foro”...già proprio curioso vedendo le dimensioni, nessuno di noi se ne capacitava.
    Comunque Paolo ha accettato per prima la sfida ed è riuscito a raggiungere l’illuminazione, dopo di lui anche Roberto e Nadia sono stati illuminati..a questo punto dopo aver visto una tedesca con una portaerei al posto del culo passare con un piccolo aiuto, ho deciso che se non si era incastrata lei potevo farcela anch’io..e così è stato.
    Solo Francesca resterà sulla Terra a dannarsi in un circolo vizioso di peccati, mentre soprattutto Roberto – e il suo braccio- si ricorderanno lungamente cosa significa essere illuminati.

    La visita prosegue tra nuovi acquisti improbabili (è la volta dei cappellini di lana dalla foggia a cervo..che so già no metterò mai XD), una sosta pomeridiana per un succulento carerice (il riso al curry) e altri luoghi ameni e sacri in cui abbiamo acquistato un sacco di amuleti portafortuna - gli [...]
  • omamori - ed estratto come vuole la tradizione il biglietto con la profezia. Mi è andata bene..molta fortuna recitava il mio auspicio ^_^ .
    Mentre la giornata volge al termine e soprattutto dopo esserci rifocillati allo Starbucks (in pratica stavamo lì almeno una volta al giorno per la mia gioia.....w il frappuccino al caramello!!!!) facciamo una capatina ad un’edicola-libreria dove fanno bella mostra di sé un sacco di riviste dedicate alla vittoria azzurra, che, non lo nascondo, ci riempiono d’orgoglio patrio e dove acquistiamo dei comodi planetari da montare a casa con abbondate colla vinilica...
    La serata si è conclusa a cena in uno dei ristorantini tipici alla Marrabbio piu scrauso del mondo; non ci voglio più tornare lì, lo scopettone intriso di unto poco salubre con cui pulivano la piastra me lo sogno ancora di notte!

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Around Kyoto

  • Proseguono le nostre mete turistiche e stavolta giochiamo in casa, nel senso che non ci spostiamo da Kyoto, perché l’antica capitale del Giappone, ha veramente parecchio da offrire.
    Così visitiamo nell’ordine il Padiglione d’Oro (Kinkakuji) e il padiglione d’Argento (Ginkakuji).
    Il primo molto sfarzoso e ricoperto appunto da una lamina d’oro, da cui il nome, si specchia in un laghetto tranquillo e inaccessibile per i visitatori, circondato da una rigogliosa vegetazione.
    Il secondo invece, attorniato da giardini di stampo zen, è più modesto e sobrio ma offre, abbarbicato com’è su un’altura, una vista impagabile e una serenità senza confronto.
    Inoltre il biglietto d’ingresso sembra a tutti gli effetti una mistica pergamena contro gli spiriti malvagi..che volere di più?

    La visita ai due padiglioni occupa buona parte dell’afosa giornata,penso di non aver mai bevuto così tanto in vita mia.
    E del resto in Giappone, con un distributore ogni 100 metri, c’è l’imbarazzo della scelta.
    Ho provato tutti i [...]

  • possibili latti alla fragola, oltre al mio classico Ohayo, e devo ammettere che quello alla banana ha il suo perché, peccato che al Sunkus più vicino non lo vendessero, per non parlare delle varie Aquarius, Calpis et similia.
    Quindi vediamo di fretta il Tori (cancello) gigante che sovrasta una delle vie cittadine e ci rechiamo prima che sia tardi - le strutture turistiche chiudono tutte molto presto - al gigantesco e meraviglioso Kiyomizu-dera.
    Qui la passeggiata caratteristica tra negozietti e bancarelle di prodotti tipici è troppo invitante, e ci perdiamo nelle delizie esposte ad ogni piè sospinto, allettanti, non solo per gli occhi, ma anche per le nostre papille gustative provate fortemente dal gran caldo.
    Questo purtroppo a scapito della visita ai vari templi che compongono questa complessa struttura mozzafiato, che sicuramente avrebbe meritato di più che una mezzora rosicata...ma si sa il tempo è tiranno....
    e così stanchi e accaldati pian piano facciamo ritorno alle nostre stanze, pronti per il nuovo trasloco che l’indomani ci attendeva.

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This is the time to remember...

  • Si parte alla volta di Nagoya per incontrare lo staff della TV Aichi impegnata con l’organizzazione degli eventi finali legati al WCS 2006.
    Se il viaggio sullo Shinkansen – il treno superveloce che raggiunge i 400 km orari- è piacevole e comodo, raggiungere il Toyoko Inn, lo stesso albergo dove alloggiavamo l’anno scorso nel quartiere di Marunoichi, si è rivelato un vero incubo.
    Se c’è un difetto che ha la metropolitana di Nagoya è infatti l’eccessiva lunghezza pedonale, spesso senza ausilio di scale mobili per raggiungere i vari dislivelli, e tra un’uscita e l’altra della stessa fermata ci sono anche diversi kilometri...
    Anche stavolta siamo arrivati nella lobby trafelati,brasati dal sole e accaldati da morire, una novità insomma ^_^.
    Depositati i bagagli e terminate le pratiche del caso, per non perdere ulteriore tempo ci siamo diretti subito- in taxi- in centro a saccheggiare, il Mandarake, Cospa Shop, Maple Wigs e altri negozietti meritevoli: ho comprato alcune chicche meravigliose che avrete modo di vedere in questa gallery.
    Tra l’altro dovete sapere che [...]

  • io e Francesca, poco prima della partenza, siamo state precettate da Mari Kato – la nostra referente nipponica - per esibirci sul palco durante lo stage finale del WCS.
    La nostra apparizione prevedeva una performance canora sulle note di Cutey Honey, in onore del maestro Nagai.
    Così, dati i fallimentari tentativi di apprendimento mnemonico durante il volo, ci siam ridotte a fare le prove e tentare di improvvisare delle coreografie – su una base ispirata dai mie ridicoli schizzi disegnati malamente in aereo - nella lobby dell’albergo come ai vecchi tempi.
    Ognuno di noi infatti rimaneva sempre alzato fino a tarda notte ad arrabbattare qualcosa: chi sistemava il costume, chi scaricava le foto, chi imprecava vistosamente dietro ai cinesi segaioli, che impastavano i pc con connessione ad internet gratuita messi a disposizione dell’albergo, a forza di fare la bava su siti porno ecc.
    Io e Fra dicevo, tentavamo di imparare una strofa a testa dell’opening di Cutey Honey, sincronizzandoci nei movimenti con una coreografia semplice ma carina.
    Solo che farlo nella hall del Toyoko non pareva esattamente una buona idea, [...]
  • così ci spostavamo verso un edificio a specchi adiacente che sembrava una sorta di istituto per anziani, tipo previdenza sociale..alla mercé dei passanti incuriositi.
    Non vi racconterò cos’è accaduto quando si è fermata una pattuglia di polizia che tentava di conferire con noi in inglese sul cosa ci facessimo a tarda notte lì fuori, e perché lo stessimo facendo..ma sappiate che è successo..tutto questo mentre i miei fogli con la coreografia stavano in bella vista attaccati alla porta di ingresso dell’istituto, appiccicati con una calamita di fortuna, e loro li osservavano basiti.
    Volevo sotterrarmi...ma a quanto pare se non è surreale non ci piace XD
    Tra l’altro alla fine abbiamo fatto tutto questo lavoro per niente...ma questo lo avremmo scoperto solo l’indomani....
    Prima di andare a dormire io e Rob abbiamo avuto anche il tempo di provare a fare i fighetti dentro l’oxigen bar di fronte all’albergo, respirando per mezz'ora ossigeno di alta qualità mischiato a diverse fragranze dai poteri taumaturgici, erotici, rilassanti, antistress e [...]
  • quant’altro... sarà ma alla fine avevo solo un gran mal di testa.
    Però per 300 yen mi hanno lasciato anche il laccetto lilla per la prossima volta!!
    Un affarone insomma... ah come mi sento ossigenata!

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Osu Parade Act 2

  • La mattinata parte all’insegna dello shopping in grande stile presso le gallerie del quartiere di Osu; del resto dovevo farmi una ragione del fatto che a Gourmet City non avessero più il mio adorato tortino al limone ;____________;.
    Arriviamo all’appuntamento con lo staff della tv Aichi ed è come fare un piccolo tuffo nel passato e tornare ad un anno fa..
    Ci sono proprio tutti, Mari Kato, Mr Yamaguchi, Mr. Shirakawa, il Sig.Kubo – che ha di default le sopracciglia come Jin Kazama *_*-
    e tutto il resto della banda, e ci accolgono sorridenti e con indosso la smagliante t-shirt del Worl Cosplay Summit 2006 (ovviamente ne avremo una in omaggio, con tanto di dicitura staff sul retro ).
    E,sorpresa, c’è anche Shige, il nostro glob trotter preferito, il ragazzo giramondo conosciuto per caso lo scorso anno, che si unirà a noi, a momenti alterni della vacanza, a seconda degli impegni lavorativi.
    Abbiamo il tempo di mangiucchiare un boccone in velocità acquistato al volo dal conbini vicino – ma niente obento per me - prima di passare le due ore successive nel meeting con lo staff.

  • /> Qui, come siamo abituate, si discute ogni dettaglio delle nostre apparizione odierne e per l’indomani.
    Ci confermano che a metà parata, assieme ad altri cosplayers, saremo prelevate da un bus che ci condurrà di corsa agli studi per un’intervista in diretta, e, sorpresa, ci cambiano le carte in tavola per la nostra esibizione canora.
    In sostanza niente più Cutey Honey, ma Mazinga z.
    In giapponese.
    Il che se per me non è un problema, lo diventa oltremodo per Francesca che non ne conosce nemmeno la melodia; tiro fuori il classico coniglio dal cilindro e propongo un fifty fifty.
    Ovvero io canto la prima strofa in giapponese e lei, approfittando del fatto che la base musicale è rimasta invariata anche nell’edizione nostrana, in italiano.
    Di certo è più facile imparare una strofa in italiano che in inglese con una notte a disposizione davanti... o no?

    Finito il briefing di rito, via a cambiarci ai piani alti per partecipare alla sfilata!
    Rispolveriamo tutti dei vecchi classici che ottengono un certo successo :
    Io ritorno nei panni dark di Lady [...]
  • Margot (Miss Majo), Francesca di Francoise dei Cyborg 009, Roby invece di Elvis, aem volevo dire di Hiroshi Shiba da Jeeg Robot e Nadia invece della pilotessa Sayaka di Mazinga.
    Dato il ritardo accumulato per via dell’incontro, non appena siamo pronte, ci fanno letteralmente correre verso la parata che è già iniziata da alcuni minuti, mentre i passanti ci ostacolano inconsapevolmente cercando di fotografarci a più non posso.
    Giunte trionfalmente a capo dei cosplayer ospiti si comincia a sorridere e a concederci a centinaia di scatti.
    E’ incredibile quanto piacciano questi due “vecchi” personaggi; sia gli appassionati di ultima generazione che gli astanti più attempati ci riconoscono al volo e si prodigano in incomprensibili giustapposizioni sillabiche che, mi piace pensare, fossero dei complimenti.
    In particolare un arzillo vecchietto, vi giuro avrà avuto almeno 70 anni, si è appostato modello avvoltoio alla mia sinistra e non mi ha mollato per tutti i 40 minuti di parata, mi avrà fatto, non scherzo, almeno 200 foto, da ogni angolazione possibile e immaginabile e forse anche da [...]
  • quelle vietate dalla convenzione di Ginevra.
    Ma il bello doveva ancora venire.
    La parata comunque è stata come sempre molto colorata e allegra, e il pubblico in visibilio era arduo da tenere a freno; nel frattempo gli addetti alla sicurezza ci sorvegliano da vicino e ci porgono all’occorrenza bottigliette d’acqua o ci fanno vento con dei pannelli.
    Anche Nadia, Rob e Paolo – nei panni di un personaggio di Jojo- riscuotono un certo successo, ma li reincontreremo solo a fine intervista e già in abiti borghesi.
    Al momento di lasciare il gruppo per avvicinarci al minibus incaricato di portarci agli studi televisivi, e scortate sempre dagli addetti della Tv Aichi, vengo avvicinata da un mio fan, come dire... estremo, che dopo avermi immortalato durante la sfilata, trova il coraggio di avvicinarmi e di consegnarmi un sacco contenente dei doni preparati da lui apposta per me.
    Il nostro eroe non parla inglese, nemmeno una parola, ma con le poche parole di Giapponese che so, lo ringrazio e gli do appuntamento l’indomani per lo stage finale.
    Tutto ciò avviene mentre sto letteralmente correndo nei panni [...]
  • della bionda dark lady di Time Machine , con lui che mi tiene testa da una parte, un membro della Tv Aichi dall’altra e quelli del bus che mi fanno cenno di muovermi che sono l’unica.
    Vi lascio immaginare le facce sconvolte degli ignari passanti.XD

    Giunti alla sede della Tv Aichi, attendiamo pazienti il nostro turno per l’intervista scambiando nel frattempo quattro chiacchiere con alcuni degli altri partecipanti al WCS; abbiamo così modo di conoscere da vicino la rappresentanza brasiliana, francese e thailandese, tutti ragazzi davvero simpatici e disponibili.
    L’intervista verte ovviamente sulle nostre impressioni dopo la vittoria dello scorso anno, sull’accoglienza riservateci a casa e su cosa si prova ad essere tornate in Giappone in occasione di questa nuova edizione del Summit.
    E’ tarda serata oramai quando tutto l’ambaradan termina e , stremati, ci vediamo costretti a rifiutare un invito a cena da parte da parte dei responsabili della TV Aichi, anche perché con Francesca si deve assolutamente provare la canzone per il giorno successivo, mentre Nadia deve in qualche modo aggiustare il [...]
  • casco di Sayaka per l’incontro con Nagai.

    A questo punto devo assolutamente dirvi cosa conteneva il pacco dono.
    Il tizio in questione è un fan esagerato di Wonder Woman, peculiarità alquanto insolita per un giapponese, ha una venerazione totale per questo personaggio...e per il mio cosplay.
    Per cui prendendo come base di partenza una bambola, tipo barbie, l’ha opportunamente modificata per conferirle le fattezze della donna meraviglia e le mie.
    Quindi ha girato un fotoromanzo; sì avete capito bene.
    Mi ha consegnato un malloppone fotografico in cui si vede questa bambola con tanti comprimari (che nel suo immaginario dovevano essere Francesca, Emilia, Elena e i cattivi) e ha sviluppato una storia assurda sistemando funzionalmente i pupazzetti nelle posizioni adeguate.
    Quindi ha scritto in giapponese sotto ogni foto una didascalia esplicativa, traducendola in italiano con programmi tipo Babelfish.
    Non vi dico cosa ne è uscito *_*
    Credo di non aver mai riso tanto in vita mia, lo giuro.
    Inoltre il pacco conteneva altri gingilli, ingrandimenti fotografici, e per finire...il [...]
  • pezzo forte, la bamboletta con cui ha realizzato tutto il suo capolavoro, robe da matti c'avrà perso i giorni!!!!
    Comunque mi sembra giusto rendervi partecipi di questa chicca, per cui signori e signori... ecco a voi il fotoromanzo!!!

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WCS Final Stage... Sorani sobieru kurogane no shiro...

  • Ci siamo!
    Per la seconda volta, ma quest’anno in qualità di guest star, abbiamo modo di partecipare al World Cosplay Summit, che per l’edizione 2006 ha scelto come palco una struttura semiaperta e di nuova concezione: immaginate un’architettura tutta vetro, acqua e acciaio, in un parco nel centro della città.
    Probabilmente la capienza è nettamente inferiore rispetto all’Aichi Dome dello scorso anno, ma i vari dislivelli e punti di osservazione che costellano questo edificio, permettono comunque l’afflusso di un buon numero di pubblico - comodamente seduto in platea - e di curiosi nelle zone astanti e tutt’intorno.
    Abbiamo appuntamento intorno alle 11,00 con tutto lo staff, per cui, dopo un’abbondante colazione, ci avviciniamo al luogo dell’appuntamento tutti impettiti nelle nostre magliette targate Italia, Shige compreso.
    La gente, che ovviamente ci riconosce come Italiani, sorride vistosamente, alcuni accennano qualche applauso (campioni del mondo!!!!), altri ci chiedono di posare per i primi scatti fotografici della lunga giornata, altri ci seguono fin dove possono facendoci [...]

  • complimenti per le imprese calcistiche del Belpaese.
    Conosciamo anche Alberto, il ragazzo di Roma interprete e collaboratore del team italiano, e con lui io e Francesca ci accordiamo per le prove della nostra esibizione canora, e facciamo le brevi prove di rito sul palco...speriamo bene ^_^.
    Dopodiché ci rechiamo nei camerini per il primo dei due cambi per le foto a pagamento con la ditta di telefonia Do.co.mo (la Tim giapponese). Per il primo servizio diventiamo due famosissime eroine dei videogame, Morrigan di Darkstalkers lei, Mai Shiranui di KOF io.
    Nel frattempo gli altri hanno modo di gironzolare nei piani bassi dove stanno già arrivando un sacco di cosplayers e dove le varie rappresentanze del WCS stanno provando sul palco le loro interpretazioni pro contest.
    Ho modo di conoscere anche in real life la mia sister site messicana Gigì-chan, una ragazza squisita e simpaticissima, e di reincontrare il mio fan di Wonder Woman che mi omaggia di una meravigliosa stellina viola e rossa che si illumina (tipo cuoricino per i concerti).
    Non lo deluderò e una volta sul palco la accenderò per lui, che visibilmente [...]
  • commosso, mi giura, ne sono moderatamente certa, eterna gratitudine ;)
    Nel frattempo il dome inizia ad essere sempre più gremito di pubblico, mentre noi ci si cambia nuovamente per diventare stavolta Super Sailor Moon lei e Neenya di Infinite Ryvius io.
    Si tratta di un progetto che accarezzavo da diversi anni, mi sono praticamente innamorata non appena vidi una micro immagine su una rivista francese, di questo personaggio e del suo costume.
    Sapevo che in Italia non avrebbe ricevuto mai lo stesso tipo di gradimento, e ho preferito farlo debuttare nella terra del Sol levante dove invece, essendo parecchio conosciuto, è stato molto apprezzato.

    Terminate le foto ci rechiamo nel back stage dove sono già in trepidazione tutti i partecipanti.
    Abbiamo modo di chiacchierare anche con Alessandro e Alessia, la rappresentanza italiana, che porta per l’occasione due impressionanti costumi tratti da Arms, e vediamo come il poveretto soffra terribilmente il caldo, imbragato in un armatura caldissima e grondi sudore da ogni dove.
    Per fortuna che in scaletta erano i primi ad esibirsi.
    Passiamo in rassegna tutte le [...]
  • altre rappresentanze, tra cui spiccano soprattutto un incredibile Gundam perfetto in ogni dettaglio – che sul palco si esibirà addirittura accendendo luci e spargendo fumo...forse era in grado anche volare ma non ci è dato di sapere -, il bel duo cinese da Final Fantasy, le ragazze di Singapore e il duo scelto dal web di Lady Oscar (Versailles no Bara) .
    I costumi forse non erano perfetti, ma la loro esibizione sulle note dell’opening della serie al suon di 5 cambia cadauno (Re Luigi XVI, Oscar capitano della Guardia reale, Oscar versione alta uniforme bianca, Oscar in abito da donna al gran ballo, Oscar comandante della Guardia e Maria Antonietta con altrettanti abiti diversi) ha lasciato tutti senza parole.
    Come sapete la vittoria del World Cosplay Summit 2006 è stata assegnata ai due fratelli brasiliani in cosplay di Angel Sanctuary, che hanno saputo unire due costumi di buon livello e molto appariscenti ad un’esibizione dinamica e coinvolgente.
    Medaglia d’argento al gruppo di Berubara e terzo posto sul podio per l’Italia.
    A presentare la kermesse è stato chiamato il consueto doppiatore Toru [...]
  • Furuya, mentre presidente della giuria , che annoverava anche il cantate delle sigle di One Piece, era stavolta nientemeno che Go Nagai, del cui incontro riferirò poi....

    Per quanto ci riguarda io e Francesca ce la siamo cavata alla grande nell’interpretazione di Mazinga Z, il pubblico ha gradito molto, e con non poca commozione, abbiamo consegnato il bigliettone cartonato Lufthansa, che fu nostro lo scorso anno, ai nuovi campioni.
    Ma l’atmosfera che si respirava era comunque molto positiva, di amicizia più che di competizione, caratteristica questa a tratti assente lo scorso anno.
    Come ho già detto in altra sede, è stato strano vivere questa esperienza dall’altra parte della barricata, forse un pizzico di nostalgia l’ho avvertito in più di un’occasione, devo ammetterlo.
    Ma tant’è.

    A proposito dell’incontro con Mr. Nagai mi limiterò a riportare gli stessi pensieri, le stesse emozioni che con intensa vividità ho scritto di getto sul blog in quei giorni...
    Metti una bimba che quando la mamma la aiutava a vestirsi infilandole [...]
  • la maglietta le diceva “fai il pugno come Mazinga” e che la domenica pomeriggio andava al cinema con suo papa’ e sua sorella a vedere i film di Goldrake.
    Metti una ragazza cresciuta a pane e animazione giapponese che da adolescente, quasi per scherzo impara a memoria in giapponese la sigla di Mazinga Z, ossessionando i compagni di classe (..alcuni dei quali l`hanno imparata a loro volta durante la gita a Vienna) e che si esibisce in divertenti siparietti a più riprese negli anni a venire.
    Metti una ragazza che amando il cosplay, impersona addirittura un personaggione troppo figo entrato a diritto nell`immaginario collettivo di tutti i fan della vecchia guardia qual e` il Barone Ashura e che sempre grazie a questa passione vola in Giappone e non solo vince la gara di karaoke con la stessa canzone ma anche vince un campionato mondiale nei panni dell'Arpia Silen…e torna per la seconda volta in Giappone.
    Metti che questa volta questa ragazza può cantare la stessa sigla su un palco vero, in Giappone, davanti a centinaia di fan appassionati che con le mani battono il tempo……ed uscire di scena stringendo la [...]
  • mano a Mr. Go Nagai.
    Sono venuta a sapere successivamente che Go Nagai era in sessione di delibera con la giuria e non appena ha sentito le note di Mazinger Z (cantata in coppia con Francesca, una strofa a testa, io in giappo e insieme la seconda in italiano) si e’ precipitato davanti a megaschermo nel backstage e ha iniziato a dimenarsi e cantare tutto esaltatissimo (!) e ci ha atteso ai bordi del palco per stringerci la mano.
    E’ stato veramente emozionante.
    Durante le pause ne ho approfittato anche per alcuni scatti fotografici ovviamente, per farmi autografare la foto di Silen e per regalargliene alcune di Silen stessa e del Barone Ashura (ha gradito molto, mi ha anche battuto le mani congratulandosi ;_________;), mentre Nadia nei panni di Sayaka ha fatto lo stesso con il suo modellino nuovo di zecca.
    Mi e’ dispiaciuto da morire non poter portare un costume nagaiano, ma per me erano entrambi impossibili questa volta, uno per la mole e uno per il trucco.
    E’ stata cmq un’emozione grandissima….e scusate se faccio la sborona ma ho anche il suo biglietto da visita ( e lui il mio ;))


    Finite le [...]
  • premiazioni ci simo trovati di nuovi catapultati nel backstage a far festa e a cenare assieme a tutti i partecipanti in un’atmosfera festosa infinita, tra interviste a caldo e fotografie di rito (ho reincontrato anche la troupe scesa a Verona lo scorso Cosparty!).
    Quindi mentre piano piano la festa andava scemando, anche noi siamo tornati in abiti borghesi, omaggiati della t-shirt ufficiale del Summit, e abbiamo fatto ritorno al Toyoko su un comodissimo van dotato di pilota automatico per la retromarcia e il parcheggio... lo bramo!!!!

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Beautiful Ise

  • A questo punto le nostre strade si separano.
    Francesca e Paolo partono alla volta della cittadina di Kanazawa, dove sosteranno due giorni, mentre noi tre, prima di arrivare in serata a Tokyo, ci fermiamo mezza giornata al santuario di Ise, famoso per le cosiddette “Rocce sposate” e per le pescatrici di perle.
    La vista di questo sigillo (la corda che unisce i due scogli) in mezzo al mare è davvero impagabile, quasi quanto il corvo che si è fatto comodo comodo il nido sul cucuzzolo di uno di essi.
    Tutta la zona attorno la santuario gode della magnifica vista marittima e di una piacevole brezza, mentre tantissime statue di pietra con effige di batraci obesi fanno da contorno alla passeggiata.
    Io e Rob ci facciamo anche una breve passeggiata sul lungomare in cerca di piccole conchiglie, fino a che un onda vigliacca mi inzuppa come da copione i sandaletti costringendomi immobile su uno scoglio mentre il prode Rob sui cala nelle vesti della bella lavanderina.
    Il caldo è sempre opprimente anche se siamo ormai nel tardo pomeriggio....ci tenta la visita di un parco acquatico nelle vicinanze, ma sono già le [...]

  • 17,00 e avremmo poco più di mezz'oretta per visitarlo dati i soliti orari di chiusura alquanto discutibili.
    Così prendiamo il treno per la capitale e arriviamo nella nostra nuova e ultima base – un albergo cinese XD - nella zona di Ikebukuro.

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Shopping power...make up!!!

Finalmente inizia la parte divertente della vacanza, quella in cui si scialacquano dindi a più non posso.
Partiamo subito con il piede giusto scoprendo che a 200 mt dal nostro albergo c’è uno Starbucks, perfetto la colazione è assicurata anche qui ^_^.
E da qui parte la nostra spedizione punitiva.
Cominciamo proprio con la zona di Ikebukuro, e precisamente dal centro commerciale Sunshine, dove campeggia all’esterno un perfetto Ultraman, quindi risaliamo verso tutti i negozi tipo Animate che pullulano nella zona, fino a giungere all’agognato Hello Kitty Store..è sempre un piacere!
Nadia decide che prima della fine del soggiorno dovrà avere un kimono con tanto di corredo, e io che sono la sua mamma, sono completamente d’accordo..tanto paga il papà ;PP
E così tra una crepe e un carerice, un okonomiyaki e dei ramen trascorrono le nostre due giornate a spasso per la capitale, comprensive anche di una classica – e costosa - serata al karaoke.

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Tokyo Vagabond

Il secondo giorno invece optiamo per una più canonica visita al tempio di Osu Kannon - con relativo saccheggio delle bancarelle - Cospa shop e Mandarake come se piovesse!
In serata arrivano anche gli altri due fedifraghi che da veri fighetti alloggiano invece al Sunshine, e ci accordiamo per come organizzarci il giorno seguente.

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Kamakura and more...

  • Data la stanchezza accumulata nei giorni precedenti Nadia decide di concedersi una tregua, e di riposare di più la mattina in cui io e Rob ci rechiamo invece a visitare la bella Kamakura, altra famosa città del Giappone imperiale e sede di una delle statue del Budda più grandi del mondo.
    La cittadina dista un’ora abbondante e un paio di cambi ferroviari da Tokyo, ma la bellezza, la tranquillità e l’armonia delle sue costruzioni valgono certamente lo sbattimento.
    Oltre ai soliti templi qui sono presenti anche alcune particolarità che rendono la vista ancora più interessante e unica nel suo genere.
    Parlo ad esempio delle grotte adiacenti il tempio principale, scavate nella roccia, buie e umide, che in un percorso obbligato di cunicoli bassi e stretti, illuminati fiocamente da candele e fiaccole introducono il visitatore a tutta una serie di tradizione di riti arcani e magici.
    Oppure del cimitero dei bambini mai nati rappresentati da tante statuine, che vengono spesse vestite o coperte per proteggerle dagli agenti atmosferici, come piccoli esseri umani.

    Terminata la visita a Kamakura [...]

  • e al suo grande e magnificente Budda, torniamo a Tokyo fermandoci nel quartiere di Akihabara, regno degli otaku e della tecnologia.
    Ovviamente in una cittadina di periferia qual’è l’antica Edo con solo 20 milioni di abitanti è normale incontrare gente del mio forum in un negozio a caso XD.
    Scena questa che si ripeterà diverse volte nei giorni seguenti... e abbiamo delle foto a testimoniarlo!!! XD

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Nikko

  • Ultima giornata dedicata alle nostre tappe culturali.
    Come già Kamakura anche Nikko dista circa ad un’oretta di treno da Tokyo.
    La vista dei templi e dei vari santuari ci impegna quasi per l’intera giornata, ma le viste mozzafiato ci ripagano di tutta la sfacchinata in salita.
    E se non bastassero quelle c’è da aggiungere che proprio a Nikko ho comprato l’oggetto cult della vacanza; la scatoletta per poter imitare il cartone animato L’invincibile Shogun..anch’io potrò finalmente esibire l’oggetto del potere con nonchalance al grido di “Inchinatevi davanti allo Shogun Mitsukuni Mito!!!” - parte la musichetta in sottofondo -.
    Notevoli e di pregevole fattura le decorazioni zoomorfe delle facciate dei templi, draghi e altri animali mitologici, il famoso gatto dormiente e le ancora più famose tre scimmiette della leggenda: non vedo, non sento e non parlo..che abbiamo subito immortalato nella versione riveduta e corretta, esponendoci come sempre al pubblico ludibrio, mentre gli altri turisti ci fotografavano ridendo e ci imitavano ^_^.
    I ragazzi, per non essere da [...]

  • meno, fanno invece il verso alle due statue a guardia del tempio che ricordano quelle della scuola di Hokuto...spettacolari!
    Inoltre scalando una sorta di altura nel percorso indicato dalla mappa, vendendosi un polmone o due, si arriva fino alla tomba di Yasuo Tokugawa, il famoso shogun.

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Tokyo Bay: Comiket 70

  • Cielo plumbeo e caldo afoso, così abbiamo trovato il tempo al nostro risveglio sabato mattina, mentre ci preparavamo per la trasferta alla Baia di Tokyo, in occasione dell’appuntamento estivo del Comiket.
    Si sono uniti a noi per l’occasione anche Kyle, amministratore di Cosplay.com, Shige e Florian, già conosciuto a Romics 2004, il ragazzo tedesco che si occupa di eventi cosplay e segue una rivista anime related in patria.
    Il collegamento stavolta è stato decisamente facilitato dalla nuovissima linea ferroviaria (senza pilota *_*) preposta appositamente a servire quella zona altrimenti di complesso raggiungimento.
    Eccoci di nuovo al mega complesso che ospita il Comiket, pronte di nuovo a farci schedare e a cambiarci per terra nei micro rettangoli della changing room, una sorta di palestra, e attente a non uscire dagli spazi contrassegnati per non incorrere nei fischi degli addetti alla sorveglianza.
    Un’esperienza che ha sempre il suo perché.
    Incontriamo a momenti alterni anche l’immancabile Bianca “Genjo Sanzo” Balestrini e i ragazzi di Final Fantasy Italia novelli sposi, oltre [...]

  • a dei loschi figuri che bazzicano sul mio forum :P
    Mai Shiranui ottiene un gran successo e non solo tra i maschietti, e in più di un’occasione devono intervenire i ragazzi della security con il conto alla rovescia per disperdere la ressa dei fotografi.
    Grazie al cielo Mai è dotata di ventagli, che mai come in questa occasione mi sono stati veramente utili; il caldo era davvero insopportabile, e ringrazio ancora quelle buonanime che mi hanno portato a richiesta e non dell’Aquarius fresca fresca, gentilissimi!!!!
    In linea di massima i costumi presenti non erano particolarmente strepitosi come ci si aspetterebbe, salvo alcune eccezioni, non che fossero brutti, ma a tratti tutti uguali, poco originali o vari e presto avremmo anche scoperto perché.
    Molti erano evidentemente acquistati nei Cospa Shop e non so, a tratti ho avuto la sensazione che fossero tutti omologati...
    C’è un secondo evento cosplay in concomitanza con il Comiket, il TFT, al coperto, dotato di aria condizionata e senza tutte le restrizioni che le regole del Comiket impongono, soprattutto riguardo l’oggettistica.
    Abbiamo anche [...]
  • conferma dallo stesso Kyle che i cosplayers più bravi vanno lì, per cui ci ripromettiamo di tornare l’indomani.
    Comunque la mia ammirazione va senza dubbio a Crystal e Andromeda in borghese – uguali precisi-, al gruppo di Miyazaki con tanto di cosplayer nei panni del sensei Hayao, al Lilith uomo, a Lady Oscar e Maria Antonietta e al formidabile Jack Sparrow...senza parole ;_;

    Purtroppo una pioggia improvvisa e battente ci manda tutti a casa un’ora prima del previsto, e decidiamo di andare a fare due passi a Shibuya per concludere in bellezza...

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Supergals

Decidere di visitare Shinjuku ed Harajuku la domenica, ricordatemelo per gli anni a venire, non è una buona idea.
Una ressa allucinate e brulicante di gente che non fa respirare, già non bastasse il caldo umido che ti penetra nei vestiti.
Comunque resistiamo stoicamente e iniziamo a gettarci a capofitto nella scoperta del quartiere della moda, mentre in tarda mattinata Francesca e Paolo ci abbandonano per impegni segretissimi e misteriosi con redattori e fotografi di Cure.
Ci perdiamo nei meandri di negozi alternativi, gotici o semplicemente insoliti e dato che l’evento TFT avrebbe dovuto chiudere i battenti alle 23,00 ce la prendiamo comoda per tutta la giornata decidendo di arrivare verso le 19.00., solo alle 17,00 tramite una telefonata di Kyle, verremmo a sapere purtroppo che l’informazione era errata, e che la chiusura era fissata alle 18.00.
Morale siamo rimasti fregati e abbiamo continuato a gironzolare felici per i quartieri succitati, non disegnando una sana giocata al tamburo e le classiche foto nelle macchinette-droga :P

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Patate anni '70

  • Femmine : Giorgia, Nadia e Francesca
    Maschi : Robbe, Paolo, Shige, Kyle e Florian

    Sembrava di essere in una barzelletta, avete presente del tipo: “C’erano un Italiano, un Americano, un Giapponese e un Tedesco...” tutti pronti per la trasferta alle terme di Hakone!
    Un giorno di sano relax dopo una vacanza all’insegna della fatica ci sembrava una buona idea, ma ci saremmo presto ricredute.
    La zona termale di Hakone dista circa un’ora abbondante da Tokyo ed è senza dubbio una delle mete turistiche più vicine e comode, immersa com’è nel verde delle montagne che si ergono dolci intorno a lei, vive sulla rendita di numerosi bagni termali, pubblici o privati.
    Una volta arrivati in loco decidiamo di raggiungere l’onsen più vicino e ci affidiamo nella scelta alle conoscenze di Shige, che ci porta ai bagni del Kappa.
    Purtroppo devo ammettere che per la sottoscritta sono stati una mezza delusione; a parte i problemi di comprendonio della tizia alla reception, c’era un allevamento di zanzare tigre nascosto tra le pareti dell’onsen che espletava egregiamente [...]

  • i propri vampireschi servigi, sui polpacci ignudi di tutti i visitatori.
    I settori maschile e femminile, come nella migliore traduzione animata, sono suddivisi da un muro roccioso in cui ci si aspetta che l’ Happosai della situazione abbia opportunamente praticato dei fori strategici.
    Ma già nei camerini antistanti la vasca all’aperto io e le altre ragazze abbiamo le prime perplessità.
    Le altre avventrici, giovani e meno, girano spudoratamente nude come fosse la cosa più naturale del mondo, ostentando al vento una sconcertante patata anni 70.
    In sostanza sono glabre come il culetto di un bambino, ma non lì.
    E fin qua volendo, nulla di male, ma quando è troppo è troppo, quasi che il rifiuto tricotico del derma che permea le giapponesi da capo a piedi, avesse trovato pelle favorevole solo in quei pochi centimetri sottoinguinali.
    Sono tanti, cespugliosi, neri e addirittura piramidali.
    Non chiedetemi cosa vuol dire, ma non riuscivo a far finta di nulla e non guardare.
    Specie considerando che la vasca termale era molto piccola e l’acqua troppo bassa – altezza [...]
  • ginocchia - per non vedere nulla e soprassedere.
    Le signore in questione sembravano a loro agio in quell’acqua che avrà sfiorato i 3000 gradi Fahrenheit, e guardavano sottecchi noi tre sprovvedute, che non solo ci tenevamo stretto l’intimo addosso ma eravamo ancora cinte negli asciugamani, concedendo a qual brodo primordiale non più dei nostri polpacci.
    Anche volendo, l’acqua era comunque troppo bollente per un’abluzione vera e propria, così dopo un oretta di chiacchiere ci siam decise a rivestirci ed uscire.
    I ragazzi non hanno tardato molto a raggiungerci, ma al contrario di noi si erano tranquillamente immersi, e in più se la ridevano ancora della grossa, tronfi del troneggiare delle dimensioni de loro cosino se paragonato a quello degli altri avventori nipponici. Se ne sono vantati per giorni.
    Non c’è niente da fare, milioni di anni di evoluzione hanno lasciato in loro l’invidia del pene, non certo di matrice freudiana ;PP

    Tornati a Tokyo ci siamo dati appuntamento per la serata mentre io e Nadia..siamo andati dal parrucchiere!
    Vuoi mettere che emozione [...]
  • andare dal parrucchiere in Giappone? X
    Si trattava di un salone tutto vetrate ubicato esattamente di fronte al nostro albergo, e già da diverse sere, passandoci davanti millantavamo di volerlo provare, non foss’altro perché uno degli assistenti era un vero figodiddio *_*
    Stavolta ci decidiamo sul serio, soprattutto dopo aver visto l’esito del vapore e dell’umidità dell’onsen sulle nostre chiome, e ci facciamo coraggio mandando avanti Robberto, nonostante fosse vicino l’orario di chiusura.
    Non pensiate che sia esattamente facile dover spiegare in Giapponese che cosa si desidera, ma in qualche modo ce l’abbiamo fatta.
    In realtà Nadia voleva solo farsi la piega e stirare i capelli, ed io tagliare un po’ il ciuffo.
    Due cose valgono la pena di essere ricordate (oltre ovviamente a rob che tenta di spiegarsi con la caposala) : la prima è il massaggio al cuoio capelluto che ti esercitano durante la fase di lavaggio....doppia libidine...
    la seconda è stata la mia faccia quando mi hanno presentato un giornale di tagli...tutti uguali.*_*
    In effetti non hanno [...]
  • molta fantasia; voglio dire se la moda dice che il ciuffo va in un certo modo, tutti i tagli hanno il ciuffo in quel modo.
    Ad esempio ci disse la titolare che il colore trendy del momento era il pink brown, e tutte le ragazze, o almeno la maggior parte effettivamente ha quel colore.
    Comunque sono stati molto meticolosi e precisi, pertanto doppio pollice in su per il nostro salone preferito ;)
    La serata si conclude, assieme a tutti gli altri, dall’immancabile Mc Donald’s...e in sala giochi naturalmente, mentre ci accomiatiamo definitivamente da Shige di ritorno a Nagoya.

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Riusciranno i nostri eroi...?

  • Il periodo del nostro Ferragosto corrisponde per i giapponesi alla festa dell’O-bon, ovvero alla commemorazione dei defunti.
    Questo implica che molte persone arrivano dall’estero nell’arcipelago per recarsi ai cimiteri ad onorare il caro estinto e per trascorrere del tempo con il parentame.
    Ma per un semplice turista,oltre al prevedibile problema del sovraffollamento dei mezzi pubblici, questo significa solamente due cose
    -Alla torre di Tokyo ci sono i fuochi e parecchi matsuri sparsi nei diversi quartieri
    - che alcuni negozi possono essere chiusi.

    Questo infatti è il desolante paesaggio che ci si è parato davanti una volta giunti al quartiere non proprio centralissimo di Nippori, meglio conosciuta come la zona delle stoffe e dei tessuti.
    Effettivamente c’erano negozi di scampoli da ambo i lati delle vie principali, sono che almeno l’80% di essi teneva le serrande abbassate.
    Siamo finiti per caso anche nella mastodontica casa del bottone, che come slogan recitava un ben augurante “Se non lo trovate qui, non esiste”.
    Mai visti tanti bottoni in vita mia *_*; [...]

  • stanze infinite piene di bottoni di ogni foggia, colore, dimensione e qualità....e prezzo ^_^
    Così siamo tornati verso il centro , dopo aver saccheggiato l’ennesimo Maple Wigs, che ci riverirà da qui all’eternità,con le pive nel sacco e molta delusione per ciò che ci siamo persi....e pronti a dividerci per ultimare gli acquisti lasciati indietro nei giorni scorsi.

    E infine arriva il 16 Agosto, data del nostro rientro nello stivale.
    Anche stavolta siamo divisi in due gruppi, io e Francesca si torna infatti circa due ore prima degli altri, che, volando con Air France, a differenza di noi fanno scalo a Parigi anziché a Francoforte.
    A parte la partenza per l’aeroporto ad orari antelucani, la trasferta in taxi e il treno preso per il rotto della cuffia, la faccenda, una volta giunti a Narita, si presenta subito più complicata del previsto.
    Complice l’attentato appena sventato a Londra, ci accorgiamo subito che le misure di sicurezza sono severissime, e temiamo per i nostri kg di troppo, nonostante la spedizione navale di oltre 40 kg di merce!
    Avevo chiesto alle mie [...]
  • conoscenze aeroportuali prima della partenza la tolleranza di un’eccedenza di almeno 10 kg, conoscendo il livello di carico in cui mi sarei trovata, ma non avevo avuto conferma che la mia richiesta fosse stata accolta.
    Fortunatamente in fase di ck-in ci accettano di buon grado i nostri 50 kg tondi tondi e con un sorriso a trentadue denti l’addetto mi dice “the kilograms allowed for each passenger are 20, but we are happy to inform you, miss Dani and miss “Vecini” that you have 10 kilos more!”
    Noi si tira un sospiro di sollievo , si va a colazionare e non ci si accorge che mancano 5 minuti all’imbarco..e non abbiamo ancora passato il security check.
    Parte una matta corsa contro il tempo in cui scavalchiamo correndo almeno 40 persone in coda e mostriamo la carta d’imbarco ai capofila perché ci permettano di procedere.
    La nostra solita fortuna vuole che ci imbattiamo in Miss Stronza del giorno, che con aria serafica e strafottente ci fa capire che ce lo possiamo anche scordare, mentre una coppia di anziani autoctoni ci fa avanzare senza problemi.
    Ringraziamo e corriamo all’imbarco; mancano [...]
  • nemmeno 15 minuti al decollo, ci potrebbero già lasciare a terra chiudendo il volo e sarebbe solo colpa nostra ;_;
    Non so come riusciamo a raggiungere i nostri posti a sedere che sono, ahimè separati, e ad accomodarci con calma.
    I due voli mi passano tutto sommato abbastanza in fretta, nel primo caso montando i miei numerosi gashapon e guardando il film 3d “La gang del bosco”, nel secondo stramazzando sul sedile dal rullaggio all’atterraggio.
    Eccoci arrivate in quel di Malpensa dopo circa 1 giorno di viaggio, non male come media *_*
    Troviamo nell’aerostazione ad attenderci Max Vertua che ha modo di immortalare le nostre facce da fattone allo stadio terminale, e che ci fa compagnia a suon di succhi all’ananas, mentre attendiamo l’arrivo dei ragazzi da Parigi.
    Al terzetto si aggiungono da lì a breve anche mio padre con Giovanni e poi Matteo, il ragazzo di Nadia.
    Alla fine il gruppo è per poco di nuovo completo e noi, dopo esserci salutati, torniamo a dividerci facendo rotta ognuno verso la propria città, stanchi ma soddisfatti e con tante, tante storie a raccontare a chi, [...]
  • come voi, avrà la curiosità e la voglia di leggerle.

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