La mattinata parte all’insegna dello shopping in grande stile presso le gallerie del quartiere di Osu; del resto dovevo farmi una ragione del fatto che a Gourmet City non avessero più il mio adorato tortino al limone ;____________;.
Arriviamo all’appuntamento con lo staff della tv Aichi ed è come fare un piccolo tuffo nel passato e tornare ad un anno fa..
Ci sono proprio tutti, Mari Kato, Mr Yamaguchi, Mr. Shirakawa, il Sig.Kubo – che ha di default le sopracciglia come Jin Kazama *_*-
e tutto il resto della banda, e ci accolgono sorridenti e con indosso la smagliante t-shirt del Worl Cosplay Summit 2006 (ovviamente ne avremo una in omaggio, con tanto di dicitura staff sul retro ).
E,sorpresa, c’è anche Shige, il nostro glob trotter preferito, il ragazzo giramondo conosciuto per caso lo scorso anno, che si unirà a noi, a momenti alterni della vacanza, a seconda degli impegni lavorativi.
Abbiamo il tempo di mangiucchiare un boccone in velocità acquistato al volo dal conbini vicino – ma niente obento per me - prima di passare le due ore successive nel meeting con lo staff.
Qui, come siamo abituate, si discute ogni dettaglio delle nostre apparizione odierne e per l’indomani.
Ci confermano che a metà parata, assieme ad altri cosplayers, saremo prelevate da un bus che ci condurrà di corsa agli studi per un’intervista in diretta, e, sorpresa, ci cambiano le carte in tavola per la nostra esibizione canora.
In sostanza niente più Cutey Honey, ma Mazinga z.
In giapponese.
Il che se per me non è un problema, lo diventa oltremodo per Francesca che non ne conosce nemmeno la melodia; tiro fuori il classico coniglio dal cilindro e propongo un fifty fifty.
Ovvero io canto la prima strofa in giapponese e lei, approfittando del fatto che la base musicale è rimasta invariata anche nell’edizione nostrana, in italiano.
Di certo è più facile imparare una strofa in italiano che in inglese con una notte a disposizione davanti... o no?
Finito il briefing di rito, via a cambiarci ai piani alti per partecipare alla sfilata!
Rispolveriamo tutti dei vecchi classici che ottengono un certo successo :
Io ritorno nei panni dark di Lady Margot (Miss Majo), Francesca di Francoise dei Cyborg 009, Roby invece di Elvis, aem volevo dire di Hiroshi Shiba da Jeeg Robot e Nadia invece della pilotessa Sayaka di Mazinga.
Dato il ritardo accumulato per via dell’incontro, non appena siamo pronte, ci fanno letteralmente correre verso la parata che è già iniziata da alcuni minuti, mentre i passanti ci ostacolano inconsapevolmente cercando di fotografarci a più non posso.
Giunte trionfalmente a capo dei cosplayer ospiti si comincia a sorridere e a concederci a centinaia di scatti.
E’ incredibile quanto piacciano questi due “vecchi” personaggi; sia gli appassionati di ultima generazione che gli astanti più attempati ci riconoscono al volo e si prodigano in incomprensibili giustapposizioni sillabiche che, mi piace pensare, fossero dei complimenti.
In particolare un arzillo vecchietto, vi giuro avrà avuto almeno 70 anni, si è appostato modello avvoltoio alla mia sinistra e non mi ha mollato per tutti i 40 minuti di parata, mi avrà fatto, non scherzo, almeno 200 foto, da ogni angolazione possibile e immaginabile e forse anche da quelle vietate dalla convenzione di Ginevra.
Ma il bello doveva ancora venire.
La parata comunque è stata come sempre molto colorata e allegra, e il pubblico in visibilio era arduo da tenere a freno; nel frattempo gli addetti alla sicurezza ci sorvegliano da vicino e ci porgono all’occorrenza bottigliette d’acqua o ci fanno vento con dei pannelli.
Anche Nadia, Rob e Paolo – nei panni di un personaggio di Jojo- riscuotono un certo successo, ma li reincontreremo solo a fine intervista e già in abiti borghesi.
Al momento di lasciare il gruppo per avvicinarci al minibus incaricato di portarci agli studi televisivi, e scortate sempre dagli addetti della Tv Aichi, vengo avvicinata da un mio fan, come dire... estremo, che dopo avermi immortalato durante la sfilata, trova il coraggio di avvicinarmi e di consegnarmi un sacco contenente dei doni preparati da lui apposta per me.
Il nostro eroe non parla inglese, nemmeno una parola, ma con le poche parole di Giapponese che so, lo ringrazio e gli do appuntamento l’indomani per lo stage finale.
Tutto ciò avviene mentre sto letteralmente correndo nei panni della bionda dark lady di Time Machine , con lui che mi tiene testa da una parte, un membro della Tv Aichi dall’altra e quelli del bus che mi fanno cenno di muovermi che sono l’unica.
Vi lascio immaginare le facce sconvolte degli ignari passanti.XD
Giunti alla sede della Tv Aichi, attendiamo pazienti il nostro turno per l’intervista scambiando nel frattempo quattro chiacchiere con alcuni degli altri partecipanti al WCS; abbiamo così modo di conoscere da vicino la rappresentanza brasiliana, francese e thailandese, tutti ragazzi davvero simpatici e disponibili.
L’intervista verte ovviamente sulle nostre impressioni dopo la vittoria dello scorso anno, sull’accoglienza riservateci a casa e su cosa si prova ad essere tornate in Giappone in occasione di questa nuova edizione del Summit.
E’ tarda serata oramai quando tutto l’ambaradan termina e , stremati, ci vediamo costretti a rifiutare un invito a cena da parte da parte dei responsabili della TV Aichi, anche perché con Francesca si deve assolutamente provare la canzone per il giorno successivo, mentre Nadia deve in qualche modo aggiustare il casco di Sayaka per l’incontro con Nagai.
A questo punto devo assolutamente dirvi cosa conteneva il pacco dono.
Il tizio in questione è un fan esagerato di Wonder Woman, peculiarità alquanto insolita per un giapponese, ha una venerazione totale per questo personaggio...e per il mio cosplay.
Per cui prendendo come base di partenza una bambola, tipo barbie, l’ha opportunamente modificata per conferirle le fattezze della donna meraviglia e le mie.
Quindi ha girato un fotoromanzo; sì avete capito bene.
Mi ha consegnato un malloppone fotografico in cui si vede questa bambola con tanti comprimari (che nel suo immaginario dovevano essere Francesca, Emilia, Elena e i cattivi) e ha sviluppato una storia assurda sistemando funzionalmente i pupazzetti nelle posizioni adeguate.
Quindi ha scritto in giapponese sotto ogni foto una didascalia esplicativa, traducendola in italiano con programmi tipo Babelfish.
Non vi dico cosa ne è uscito *_*
Credo di non aver mai riso tanto in vita mia, lo giuro.
Inoltre il pacco conteneva altri gingilli, ingrandimenti fotografici, e per finire...il pezzo forte, la bamboletta con cui ha realizzato tutto il suo capolavoro, robe da matti c'avrà perso i giorni!!!!
Comunque mi sembra giusto rendervi partecipi di questa chicca, per cui signori e signori... ecco a voi il fotoromanzo!!! |