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Japan 2006 - Report
14 Agosto - Patate anni '70
Femmine : Giorgia, Nadia e Francesca
Maschi : Robbe, Paolo, Shige, Kyle e Florian

Sembrava di essere in una barzelletta, avete presente del tipo: “C’erano un Italiano, un Americano, un Giapponese e un Tedesco...” tutti pronti per la trasferta alle terme di Hakone!
Un giorno di sano relax dopo una vacanza all’insegna della fatica ci sembrava una buona idea, ma ci saremmo presto ricredute.
La zona termale di Hakone dista circa un’ora abbondante da Tokyo ed è senza dubbio una delle mete turistiche più vicine e comode, immersa com’è nel verde delle montagne che si ergono dolci intorno a lei, vive sulla rendita di numerosi bagni termali, pubblici o privati.
Una volta arrivati in loco decidiamo di raggiungere l’onsen più vicino e ci affidiamo nella scelta alle conoscenze di Shige, che ci porta ai bagni del Kappa.
Purtroppo devo ammettere che per la sottoscritta sono stati una mezza delusione; a parte i problemi di comprendonio della tizia alla reception, c’era un allevamento di zanzare tigre nascosto tra le pareti dell’onsen che espletava egregiamente i propri vampireschi servigi, sui polpacci ignudi di tutti i visitatori.
I settori maschile e femminile, come nella migliore traduzione animata, sono suddivisi da un muro roccioso in cui ci si aspetta che l’ Happosai della situazione abbia opportunamente praticato dei fori strategici.
Ma già nei camerini antistanti la vasca all’aperto io e le altre ragazze abbiamo le prime perplessità.
Le altre avventrici, giovani e meno, girano spudoratamente nude come fosse la cosa più naturale del mondo, ostentando al vento una sconcertante patata anni 70.
In sostanza sono glabre come il culetto di un bambino, ma non lì.
E fin qua volendo, nulla di male, ma quando è troppo è troppo, quasi che il rifiuto tricotico del derma che permea le giapponesi da capo a piedi, avesse trovato pelle favorevole solo in quei pochi centimetri sottoinguinali.
Sono tanti, cespugliosi, neri e addirittura piramidali.
Non chiedetemi cosa vuol dire, ma non riuscivo a far finta di nulla e non guardare.
Specie considerando che la vasca termale era molto piccola e l’acqua troppo bassa – altezza ginocchia - per non vedere nulla e soprassedere.
Le signore in questione sembravano a loro agio in quell’acqua che avrà sfiorato i 3000 gradi Fahrenheit, e guardavano sottecchi noi tre sprovvedute, che non solo ci tenevamo stretto l’intimo addosso ma eravamo ancora cinte negli asciugamani, concedendo a qual brodo primordiale non più dei nostri polpacci.
Anche volendo, l’acqua era comunque troppo bollente per un’abluzione vera e propria, così dopo un oretta di chiacchiere ci siam decise a rivestirci ed uscire.
I ragazzi non hanno tardato molto a raggiungerci, ma al contrario di noi si erano tranquillamente immersi, e in più se la ridevano ancora della grossa, tronfi del troneggiare delle dimensioni de loro cosino se paragonato a quello degli altri avventori nipponici. Se ne sono vantati per giorni.
Non c’è niente da fare, milioni di anni di evoluzione hanno lasciato in loro l’invidia del pene, non certo di matrice freudiana ;PP

Tornati a Tokyo ci siamo dati appuntamento per la serata mentre io e Nadia..siamo andati dal parrucchiere!
Vuoi mettere che emozione andare dal parrucchiere in Giappone? X
Si trattava di un salone tutto vetrate ubicato esattamente di fronte al nostro albergo, e già da diverse sere, passandoci davanti millantavamo di volerlo provare, non foss’altro perché uno degli assistenti era un vero figodiddio *_*
Stavolta ci decidiamo sul serio, soprattutto dopo aver visto l’esito del vapore e dell’umidità dell’onsen sulle nostre chiome, e ci facciamo coraggio mandando avanti Robberto, nonostante fosse vicino l’orario di chiusura.
Non pensiate che sia esattamente facile dover spiegare in Giapponese che cosa si desidera, ma in qualche modo ce l’abbiamo fatta.
In realtà Nadia voleva solo farsi la piega e stirare i capelli, ed io tagliare un po’ il ciuffo.
Due cose valgono la pena di essere ricordate (oltre ovviamente a rob che tenta di spiegarsi con la caposala) : la prima è il massaggio al cuoio capelluto che ti esercitano durante la fase di lavaggio....doppia libidine...
la seconda è stata la mia faccia quando mi hanno presentato un giornale di tagli...tutti uguali.*_*
In effetti non hanno molta fantasia; voglio dire se la moda dice che il ciuffo va in un certo modo, tutti i tagli hanno il ciuffo in quel modo.
Ad esempio ci disse la titolare che il colore trendy del momento era il pink brown, e tutte le ragazze, o almeno la maggior parte effettivamente ha quel colore.
Comunque sono stati molto meticolosi e precisi, pertanto doppio pollice in su per il nostro salone preferito ;)
La serata si conclude, assieme a tutti gli altri, dall’immancabile Mc Donald’s...e in sala giochi naturalmente, mentre ci accomiatiamo definitivamente da Shige di ritorno a Nagoya.

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