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| COSPLAY,
UNA PASSIONE CHE VIENE DAL SOL LEVANTE |
Il fenomeno
cosplay, contrazione dei due termini inglesi costume
e player e pertanto traducibile in modo
approssimativo in italiano come giocare al costume,
è un neologismo coniato in Giappone nel decennio scorso
e identifica quella categoria di appassionati danime
e manga che amano calarsi totalmente nelle vesti dei loro
beniamini, e lo fanno realizzando in prima persona con cura
quasi maniacale o con laiuto di sarti et similia gli
abiti nonché i vari strumenti (armi, oggetti ecc) che
caratterizzano appieno il loro personaggio.
Quello che ai più sfugge, è che non si tratta
di una carnevalata fuori tempo, perché lo spirito che
muove il cosplayer- e qui torna in gioco il termine player
nel senso più squisitamente cinetico del lemma- è
ben diverso, più affine forse a quello di un attore,
e per convincersene basta girare per una qualsiasi fiera e
sincerarsi di come per unintera giornata si possa davvero
diventare qualcun altro, assumerne le movenze, la gestualità,
carpirne lessenza, ripeterne imperterriti per ore le
pose più o meno plastiche davanti a centinaia di obbiettivi
fotografici: atteggiarsi in sostanza proprio come lui.
Luogo privilegiato del cosplayer, erano e sono ovviamente,
le conventions danimazione sparse per tutto il territorio
del Sol Levante e specialmente nella capitale Tokyo (ad esempio
il Comiket), e se in un primo momento il cosplay non era niente
di più che una passione amatoriale condivisa da molti
otaku, ben presto il fenomeno si è allargato a macchia
dolio diventando non solo una delle maggiori attrattive
delle fiere in questione, ma consacrando anche alcune delle
sue esponenti, sì perché il fenomeno cosplay
è condiviso in gran parte da ragazze, a delle vere
è proprie idol di fama nazionale che alcune ditte hanno
scelto addirittura come testimonial per i loro prodotti.
Inoltre non va dimenticato, che sul territorio nipponico sono
diffusi numerosi negozi dedicati essenzialmente
al cosplay, che riproducono fedelmente costumi e oggettistica
di molti dei personaggi che vanno per la maggiore, che effettuano
vendite anche tramite internet, sebbene i loro costi, almeno
per noi occidentali, siano piuttosto proibitivi. |
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| COSPLAY
E COSPLAYERS OGGI |
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Se in un primo momento i personaggi prediletti dai cosplayers
erano stati indubbiamente gli eroi degli anime, con levoluzione
dei tempi e dei gusti, nonché un non trascurabile
ricambio generazionale, le scelte si sono diversificate
e ampliate inglobando nellaccezione stessa del termine
numerose categorie e generi di costumi prima decisamente
trascurate.
Per rendersi conto di questo basta visionare alcuni reportage
delle ultime fiere della capitale giapponese dove, a farla
da padrone sono in gran parte i protagonisti di videogiochi,
specie di recente produzione (uno per tutti: la sconfinata
saga di Final Fantasy), ma può capitare dimbattersi
molto spesso anche in protagonisti di pellicole di gran
successo commerciale come ad esempio il recente La
Maledizione della prima luna, Matrix,
Il Signore degli anelli ecc., nonché
in alcuni personaggi di quelle serie definite, coram populo,
evergreen: è il caso delle ben note guerriere
sailor, piuttosto che dei famosi Cavalieri dello zodiaco
(Saint Seya) o di personaggi che hanno subito un accattivante
restylig entrando prepotentemente di nuovo nella classifica
di gradimento nonché nellimmaginario collettivo
dei cosplayers, vedi ad esempio serie come Cutey Honey Flash,
vecchio successo nagaiano, e di altre ancora.
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Molto
di tendenza è anche la branca del cosplay che abbraccia
la tipologia J-rock- e taluni cosplayers sono
specializzati unicamente su tale genere- ovvero vestire i
panni di numerosi idol del rock giapponese, personaggi spesso
molto gotici e noir sia nellabbigliamento che nei vistosi
trucchi del viso, tra cui spiccano i Malice Mizer.
Altro interessante elemento che caratterizza le cosplayers
dagli occhi a mandorla è quello di interpretare spesso
ruoli maschili di personaggi belli ed effeminati, che proprio
per questo,si prestano ad unottima messa in scena da
parte delle fanciulle; i più gettonati, oltre ai succitati
santi di Atena, sono Grifis il comandante della squadra dei
falchi nel manga di Berserk e un nutrito stuolo di cattivi
di serie robotiche, prettamente maschili, che però
annoverano tra le schiere dei cattivi il classico bello e
dannato.
Elemento che lascia basiti i gaijin- ovvero gli stranieri-
che si avventurano in una di queste manifestazioni, è
il fatto che, contrariamente di quanto accada da noi, non
si possono fotografare liberamente i cosplayers presenti,
e ci sono addetti alla sicurezza che controllano appositamente
perché questo non si verifichi; solo quando il cosplayer
assume una determinata posa- di solito confacente al suo personaggio-
allora viene dato il via libera e centinaia di scatti obbliganoIl
soggetto a restare in posa anche diversi minuti!
Altro elemento assente nelle conventions del Sol levante è
quello della competizione; non ci sono gare in cui si decretino
vincitori per qualsivoglia categoria, ma semplicemente una
passerella che permetta una buona visone agli astanti di tutti
i cosplayer presenti, nulla più.
Concludendo direi che non cè quindi nessun elemento
gratificante né in denaro, né premi di qualsiasi
tipo che induca o invogli i cosplayers a realizzarsi costumi
dispendiosi per cui impegnare tempo e costi non indifferenti,
ma solo tanta tanta passione verso il cosplay stesso e lo
spirito di sano esibizionismo che lo governa.
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| IL
COSPLAY IN ITALIA... |

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Solo
da alcuni anni anche nel Belpaese si può parlare di
fenomeno cosplay, precisamente da quando nella fiera principale
di animazione e fumetto dItalia ovvero Lucca Comicsiniziavano,
timide, apparizioni di ragazzi vestiti come gli eroi del momento-
nella fattispecie Dragonball e Sailormoon-; di lì il
passo, comera prevedibile, è stato breve ed è
progredito di pari passo con il boom dei manga e gli anime
nel nostro Paese.
Negli anni sono molto migliorate le qualità tecniche
dei costumi, in principio un po scadenti, grazie anche
al diffondersi di notizie e foto di cosplayers internazionali
e alla voglia di perfezionare quello che da semplice hobby
ha assunto i caratteri di una vera e propria passione.
Ora fortunatamente il cosplay non è più ghettizzato
solo allinterno della fiera di Lucca, che sebbene a
livello numerico di presenze resti imbattibile o perlomeno
imbattuta, nel frattempo ha ridotto le due edizioni di marzo
e novembre a una sola, ma nuove e importanti realtà
fieristiche, fiutate le potenzialità del fenomeno cosplay,
si prodigano nellallestimento di valide competizioni
a tema e talvolta in agevolazioni per coloro che si presentano
in cosplay, perché non solo fanno colore allinterno
della manifestazione, ma sono sempre più di richiamo
per curiosi e appassionati.
Tra queste lo scettro spetta per ora alle ben note Comiconvention-Quark
Hotel che si svolge lultimo week end settembrino a Milano,
riscuotendo sempre maggiori consensi e adesioni, e alla fiera
Romics che invece si tiene nella capitale a metà
ottobre;ma ci sono altre realtà in crescita come ad
esempio il TorinoComicsa fine aprile nel capoluogo
piemontese e nuove probabilmente ne verranno.
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Talvolta
sono gli stessi proprietari di noti negozi japan related a
prendere liniziativa di organizzate dei cosplay contest,
comè accaduto nel settembre del 2001 a Bologna
presso la fumetteria Fats dream o nel marzo 2003 in
concomitanza con linaugurazione del nuovo negozio di
Yamato shop; iniziative entrambe coronate di successo che
ci auguriamo vengano imitate e-o ripetute.
In Italia infatti il concetto di cosplay spesso è abbinato
a quello di gara, ed è esattamente durante le competizioni
che i partecipanti inscenano interpretazioni-solitamente parodie
farsesche, ma anche canti e balli o quel che la fantasia suggerisce-,
prima raffazzonate negli ultimi 5 minuti, ora sempre più
spesso preparate evidentemente per tempo, che danno luogo
a performance davvero esilaranti e suscitano lentusiasmo
del pubblico sempre più massicciamente presente.
In linea di massima in questi contest le categorie di premio
sono le seguenti:
Miglior cosplay maschile
Miglior cosplay femminile
Miglior gruppo
Miglior interpretazione
Premio simpatia o eventuale premio speciale (spesso perché
la qualità dei costumi è davvero elevata e
i partecipanti molto numerosi)
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A tal proposito, per cercare di dare una certa coerenza
ed omogeneità nelle regole di partecipazione alle
gare nonché alle diciture dei premi da assegnare,
alcune associazioni di coplayers appassionati, si stanno
muovendo per porre in essere uno statuto unico cui fare
riferimento e da consultare in caso di problematiche o dubbi
di sorta.
La scelta dei personaggi da noi è ancora molto varia
sebbene sempre più inflazionata sia la presenza di
videogiochi e di alcuni anime culto come One Piece, Angel
sanctuary e lopera omnia della Yazawa- date le giovani
generazioni che stanno subentrando-,ma reggono bene a differenza
che in Giappone anche i vecchi classici, dalle maghette
ai robottoni, perché in fondo chi ha iniziato a fare
cosplay lo ha fatto per immedesimarsi con gli eroi che hanno
costellato i giochi e i sogni della propria infanzia e sente
più affini.
Non va dimenticato infatti che in Italia la realtà
dei cosplayers è molto variegata e abbraccia dai
tredicenni, con un picco di età intorno ai ventanni
fino, ai trentenni e poco oltre.
Una menzione speciale va fatta a favore dei supereroi americani
che, seppur sporadicamente, si intravedono tra uno stand
e laltro durante le varie conventions,e, perché
no, ai non numericamente trascurabili estimatori del fantasy
e dei role games sempre presenti, e , per completare il
quadro, ultimamente incoraggiante è anche la presenza
di eroi filmici e di protagonisti di telefilm ,anche dannata.
Ai primi cosplayers storici via via nuove leve si stanno
velocemente aggiungendo, lo dimostra il buon numero di siti
monotematici o personali che negli ultimi tempi fanno capolino
in rete e questo non può farci che piacere e sperare
che la passione per il cosplay cresca ulteriormente- e il
fatto che inizi ad attirare linteresse dei media è
di ottimo auspicio- e ci regali altre sorprendenti emozioni
e tanto divertimento.
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| ...E
NEL RESTO NEL MONDO |
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Si nota una sostanziale omogeneità in realtà
nella diffusione del fenomeno cosplay nel resto del mondo.
A livello europeo Italia e Francia guidano il timone, sia
per numero di eventi che per livello tecnico raggiunto,
seguiti a breve distanza dalla Spagna, mentre decisamente
in secondo piano si trovano Portogallo , Germania e Inghilterra;
negli altri stati non se ne sa praticamente nulla.
Numerosi sono i siti tematici di coplayers doltralpe,
che per scelta di costumi sono senza ombra di dubbio più
originali di noi italiani (gruppi di Heman, Jem e le Holograms,
lIspettore Gadget, Scooby doo tanto per citarne alcuni..),
e la loro fiera principale, Cartoonist,è
un vero e proprio cosplay show, che mette a disposizione
una sala tipo cinema con sedie ascensionali ed effetti speciali
di luci e fumo,mentre sul mega palco sottostante una ritmata
musica sottolinea la passerella dei partecipanti e sul megaschermo
vengono proiettate immagini e giochi di luce.
Da questo punto di vista abbiamo ancora tanto da imparare
Anche in America si parla di cosplay sempre abbinandolo
a dei contest, che data la vastità del territorio,
sono snocciolati quasi settimanalmente in varie città
,e si snodano su buona parte dello stato.
I più prestigiosi si tengono in grandi centri congressuali
o in lussuosi hotel e permettono al vincitore un viaggio
in Giappone in accordo con la jal-Japan Airlines- che ne
è lo sponsor ufficiale, altri dividono addirittura
i partecipanti tra amatori e professionisti in base al numero
di premi vinti durante le gare precedenti e differenziano
così anche i premi in questione.
Grande diffusione si ha , a sorpresa, anche in Canada, dove
esistono delle vere e proprie corporazioni di cosplayers,
in Messico- specie nella città di Monterey- e in
Paraguay, mentre sul versante asiatico spiccano la Corea
e Taiwan.
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